Mercoledì la manovra al Senato. Il governo apre alla tassa sui capitali “scudati”

di Luca Fiorucci Commenta

Si svolgerà mercoledì il dibattito in Senato sulla manovra economica, che potrebbe subire modifiche: il governo starebbe infatti valutando la proposta dell’opposizione di introdurre una tassa sui capitali rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale, anche se con una percentuale solamente dell’1-2%, nettamente inferiore a quella suggerita dal Pd. Su tale ipotesi, sostenuta, pare, anche dal ministro Maroni, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe detto semplicente: “Non so, fatemela vedere prima“.
Dall’opposizione, invece, il segretario del Pd Bersani ha commentato la situazione affermando: “La manovra è già figlia di nessuno“.
Nella stessa maggioranza, infatti, sarebbero in molti a bocciare l’attuale manovra. Per l’ex ministro Antonio Martino, le misure previste dal governo sono “inaccettabili“, poichè, spiega, “Questa manovra aumenta le tasse e non risolve il problema della crescita“. Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni vorrebbe cancellare i tagli agli enti locali, mentre il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan critica “la soppressione degli enti pubblici non economici che abbiano meno di 70 dipendenti“.
All’interno del Pdl, inoltre, ci sarebbero una decina di deputati, ribattezzati “frondisti“, che vorrebbero presentare al segretario del partito, Angelino Alfano, una specie di manovra  alternativa, nella quale verrebbe eliminato il contributo di solidarietà, e che prevederebbe inoltre: l’aumento di un punto dell’Iva non agevolata; la dismissione  di una parte del patrimonio immobiliare dello Stato; la privatizzazione delle grandi aziende; la fusione, anzichè l’abolizione, di Province e Comuni; l’innalzamento dell’età pensionabile.

Il presidente del Senato Renato Schifani ha quindi convocato l’assemblea per mercoledì pomeriggio alle 16.30. Il decreto passerà poi alle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama, che inizieranno a esaminarlo da lunedì 22.
Diverse sarebbero, comunque, le novità introdotte dalla manovra, così come evidenziato dalla Relazione tecnica al provvedimento.
Innanzitutto, sarebbero “circa 19 mila” i lavoratori statali per i quali scatterebbe lo slittamento dell’erogazione del Tfr nel 2012, in caso di pensionamento anticipato, mentre sarebbero tra i 16.500 e i 35 mila quelli che vedrebbero il pagamento dell’indennità per pensionamenti di vecchiaia ritardato di sei mesi. Anche al settore della scuola verrebbero inoltre applicate le regole sul pensionamento del settore del pubblico impiego, compreso il posticipato pagamento del Tfr.
Quanto all’età pensionabile per le donne, questa verrebbe innalzata gradualmente a partire dal 2017, fino ad arrivare, nel 2028, ad un aumento di cinque anni rispetto all’attuale regime. Con il contributo di solidarietà, secondo la Relazione, lo Stato guadagnerebbe 3817,4 milioni di euro in tre anni, mentre un altro miliardo e mezzo di euro verrebbero dall’aumento dell’imposta sulle sigarette e da nuovi giochi dei Monopoli di Stato. Dall’innalzamento al 20% della tassazione sulle rendite finanziare si otterrebbero 1919 milioni di euro, mentre altri fondi verrebbero dalla soppressione degli enti con meno di 70 addetti, dalla dismissione delle “municipalizzate” e da ulteriori accertamenti sugli studi di settore.

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