Passa la manovra al Senato, ma Tremonti dice: “Siamo sul Titanic”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

Il Senato ha approvato oggi, con 161 si, 135 no e 3 astenuti, la manovra economica, che adesso passa quindi alla Camera per essere varata definitivamente nel pomeriggio di domani. Da Zagabria, dove si trova in visita, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso soddisfazione per la rapidità con cui si è arrivati già all’approvazione della manovra, definendolo “Un miracolo“. Soddisfatto anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, per il quale la manovra è fatta “per il bene comune“, ma che poi, riguardo alla crisi economica, avverte: “Senza pareggio il nostro paese sarà divorato dal debito. Siamo come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri di prima classe“.
Di fatto, però, la manovra reintrodurrebbe il tichet sanitario (10 euro per le visite specialistiche ambulatoriali e 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso), e apporterebbe tagli lineari a tutte le agevolazioni fiscali. Previsto anche un contrbuto di solidarietà del 5-10% per le pensioni più ricche, quelle che superano i 90 mila euro l’anno. La manovra dovrebbe avere un valore totale, al 2014, di oltre 70 miliardi di euro.
Un emendamento del governo prevedeva inoltre la liberalizzazione degli ordini professionali di avvocati e notai, ma i numerosi appartenenti a queste categorie presenti sui banchi della maggioranza hanno minacciato di non votare la manovra, costringendo così il governo ad eliminare tale emendamento.

Il ministro Tremonti ha voluto anche ringraziare l’opposizione per non aver fatto ostruzionismo, consentendo un’approvazione rapida della manovra: “Il Paese ci guarda: siamo diversi ma non troppo divisi. Per questo sono orgoglioso di essere qui oggi con tutti voi” ha affermato.
Dall’opposizione si sono comunque levate molte voci critiche verso il governo, e anche la richiesta di dimettersi dopo aver approvato la manovra. Questo il commento di Anna Finocchiaro, del Pd:Non siete stati all’altezza, non avete avuto il coraggio. Durante la speculazione annaspavate. Vi abbiamo opposto l’Italia intera e unita. L’Italia di Giorgio Napolitano”. Analoghi i toni usati dal responsabile economico del Partito Democratico, Stefano Fassina, che ha affermato: “Se il ministro Tremonti ritiene davvero che la politica non può più fare errori dovrebbe dimettersi con tutto il governo Berlusconi“, e ha parlato di “una manovra vergognosa sul piano dell’equità e classista per i colpi che infligge ai redditi bassi e medi”.
Per la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, la manovra da una parte è “necessaria”, ma dall’altra “ci sarebbero dovuti stare più tagli alla spesa pubblica e meno aumenti di tasse“, e ha criticato in particolare i mancati tagli ai costi della politica.
Di manovra “necessaria e urgente” ha parlato anche Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, che però poi ha puntato il dito contro “lo squilibrio dei tagli proposti dalla manovra che gravano in modo insopportabile su Regioni e Enti locali”.
Oggi, intanto, il segretario del Pd Bersani, di rientro dal Medio Oriente, ha incontrato a Roma il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, per discutere della manovra e della situazione economica nazionale e internazionale.

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