Manovra, Bagnasco: “Non colpire le famiglie”. Il governo pensa alle dismissioni degli immobili

di Luca Fiorucci Commenta

 Sulla manovra fiscale si è pronunciata anche la chiesa, col presidente della Cei, Card. Angelo Bagnasco, che, intervistato a Madrid dalla trasmissione Radio Anch’io, ha toccato il tema dell’evasione fiscale, dicendo: “Le cifre sull’evasione fiscale sono impressionanti”. Da Bagnasco è venuto inoltre un richiamo alla centralità del ruolo della famiglia, e la richiesta che questa sia tutelata nelle scelte della politica: “Se non sono al centro della politica generale, la persona e la famiglia grembo naturale della vita, la società non avanza” ha affermato.
Infine, il cardinale ha in parte corretto quanto veniva scritto alcuni giorni fa dall’Avvenire, quotidiano della Cei, che chiedeva un ridimensionamento dei fondi destinati alle missioni all’estero, data la particolare situazione economica. In proposito, Bagnasco ha affermato: “Prima di fare i conti dobbiamo chiederci quale approccio utilizzare rispetto alle situazioni drammatiche di altre parti del mondo“.
Intanto, riguardo alla manovra, il governo starebbe accantonando l’ipotesi di un altro scudo fiscale, dopo che questo era stato stroncato dal Pd, ma non era piaciuto neanche a molti esponenti del governo, come Romani, Matteoli e Calderoli.
Si starebbe pensando, piuttosto, di far cassa tramite nuove dismissioni degli immobili dello Stato, come caserme e uffici della pubblica amministrazione: il patriumonio dello Stato ammonterebbe infatti a ben 500 miliardi di euro, di cui il 40% sarebbe “potenzialmente disponibile“.

Sarebbe ancora in campo, poi, l’ipotesi di qualche intervento in materia previdenziale, sull’anzianità e, forse, su un avvicinamento dell’età di vecchiaia fra donne e uomini. Su questo punto, però, rimane la contrarietà della Lega, con il ministro Calderoli che, rispondendo ai giornalisti, ha dichiarato: “Non c’è alcuna apertura, le pensioni stanno bene come stanno”. In tal modo, però, si potrebbero allegerire i tagli agli enti locali, tema caro ad un altro leghista, il ministro Maroni.
Proprio gli enti locali, infatti, sono sul piede di guerra sia per i tagli finanziari, sia per norme come quelle che prevedono l’accorpamento tra piccoli Comuni. Sia le Regioni che l’Anci, l’associazione che rappresenta tutti i comuni italiani e che ha, tra l’altro, al suo vertice un esponente del Pdl, Osvaldo Napoli, minacciano iniziative straordinarie a fine mese; l’Anci starebbe organizzando una manifestazione di piazza a Milano il 29 agosto.
Intanto, nell’opposizione, l’ex segretario del Pd Walter Veltroni ha scritto una lettera ai capigruppo di Camera e Senato del suo partito, chiedendo di porre il dimezzamento del numero dei parlamentari come condizione preliminare al dialogo con la maggioranza sull’articolo 81 della Costituzione riguardante il pareggio di bilancio. La proposta è stata accolta favorevolmente dalla presidente dei senatori, Anna Finocchiaro, e da Vannino Chiti.
L’Idv concorda sulla riduzione del numero dei parlamentari, e insiste anche sull’abolizione delle province.

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