L’Irlanda dice NO



Niente da fare. Lo scenario sembrerebbe essere ormai delineato. Il cielo d’Irlanda dice no all’Europa.

Perchè gli operai irlandesi vogliono ancora andare in paradiso


Hanno proprio detto no. Aprendo, ora, un problemuccio.

Il fatto. L’Irlanda ha scelto di non ratificare il Trattato di Lisbona per la riforma Ue. Si può dare, alla faccenda, veste ufficiale, data la conferma, l’annuncio di Dermot Ahern, ministro irlandese della Giustizia.

Hanno vinto i no alla fine, per una miriade di ragioni, il popolo si è espresso così. Un risultato che lascia delusi ma di cui bisogna prendere atto


L’Unione europea, invece, commenti non ne ha ancora fatti. I dati ufficiali, i numeri dei 43 distretti elettorali, arrivano nel pomeriggio. Ma questo è. Accompagnato da una bassa affluenza alle urne.


Ora. Qual è il problema. Quest’Europa non piace all’Irlanda: nel 2001 gli elettori irlandesi respinsero con un referendum il trattato di Nizza, approvandolo poi in una nuova consultazione l’anno dopo. Il problema che sorge, dato questo no a Lisbona, è semplice: il Trattato è già stato ratificato dai parlamenti di 18 paesi. Non è escluso che l’Ue decida di applicare comunque il patto di Lisbona. Non si capisce, però, come poi l’Irlanda potrebbe rapportarsi agli altri stati membri.


Il commento di Calderoli?

Un grazie agli irlandesi per il loro voto. Tutte le volte in cui i popoli sono stati chiamati a votare hanno bocciato clamorosamente un modello di Europa che viene vista lontana dai popoli stessi, dimostrando di avere maggiore saggezza rispetto a governi e parlamenti

Forse, non la più grossa sciocchezza che ha detto.


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