Immigrazione, l’ennesima tragedia: “Decine di morti in mare”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

E’ successa un’altra tragedia dell’immigrazione, l’ennesima, questa mattina al largo di Lampedusa. Un rimorchiatore cipriota aveva prestato i primi soccorsi e segnalato alla Centrale operativa delle Capitanerie di porto un barcone in avaria a 90 miglia dall’isola, ed era partito subito da Catania un elicottero della Guardia Costiera, che aveva poi calato sulla barca un cestello con acqua e generi di prima necessità.
Successivamente, alle 14.40, quattro motovedette hanno raggiunto il barcone, ed iniziato il trasferimento degli occupanti, ormai stremati, per il trasferimento al porto di Lampedusa. Tre di loro erano gravemente disidratati, tra questi anche una donna incinta.
Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e il comandante della Capitaneria di porto di Pantelleria, Giovanni Nicosia, hanno seguito le operazioni di soccorso.
Stando a quanto riferito dai primi superstiti, durante il viaggio in mare decine di migranti sarebbero morti di stenti e di fame, e i loro cadaveri sarebbero stati abbandonati in mare. Una delle quattro marocchine soccorse dalla Guardia Costiera avrebbe raccontato: “Eravamo trecento, ma un centinaio, sopratutto donne, non ce l’hanno fatta e gli uomini sono stati costretti a buttare in acqua i loro corpi“.
Il motore sarebbe infatti andato in avaria poco dopo la partenza
, e il barcone sarebbe rimasto per giorni in balia delle onde.Le forze dell’ordine, tuttavia, devono ancora vagliare queste prime testimonianze.

Il Comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa Antonio Morana, invece, ha spiegato:

Nella zona delle operazioni le nostre motovedette hanno avvistato in mare alcuni indumenti galleggiare, forse si tratta anche di cadaveri, ma siamo stati costretti a rientrare per trasferire al più presto i 300 migranti che sono in precarie condizioni di salute”.

L’ufficiale ha riferito inoltre che finora è stato recuperato un solo cadavere dal barcone, e che non è possibile effettuare adesso le ricerche di altre eventuali vittime, per via dell’oscurità.
Riguardo l’odierna tragedia dell’immigrazione, si è poi aperta un’insolita polemica tra la Lega Nord e la Nato. Le autorità italiane, infatti, prima di inviare in soccorso del barcone le motovedette della Guardia Costiera, avrebbero chiesto ad una nave della Nato che si trovava a 27 miglia dall’imbarcazione dei migranti di prestare i primi soccorsi. Dalla nave della Nato, però, non sarebbero arrivate risposte positive, e a quel punto si sarebbe deciso di far partire le motovedette da Lampedusa, a 90 miglia dal luogo della tragedia.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni avrebbe quindi chiamato i ministri degli Esteri Franco Frattini e della Difesa Ignazio La Russa per sollecitare un intervento presso la Nato sulla questione, come ha poi spiegato il leghista Federico Bricolo, che ha dichiarato: “La Nato deve capire che non è lì solo per bombardare le città libiche“.

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