Libia, affonda barcone con 600 migranti: decine di morti

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

Un barcone carico di almeno 600 persone è naufraugato ieri mattina all’alba davanti alle coste libiche, dalle quali era appena partito assieme ad un’altra imbarcazione che è riuscita a raggiungere Lampedusa con a bordo 655 migranti. Per ora si contano decine di vittime e centinaia di dispersi, ma è anche difficile fare un bilancio preciso dei morti, vista la situazione nel Paese di Gheddafi.
Il giornalista somalo Aden Sabrie, che collabora con la BBC, ha riferito che sarebbero stati recuperati i corpi di 16 suoi connazionali, tra cui alcune donne e anche tre neonati, mentre altri 32 somali sarebbero dispersi. Questo bilancio, però, è riferibile solo ai profughi provenienti dalla Somalia, quindi il numero complessivo delle vittime è probabilmente superiore.
L’imbarcazione sarebbe partita circa un’ora dopo il barcone “gemello” approdato poi a Lampedusa dopo essere stato soccorso dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza ad una ventina di miglia dall’isola.
La notizia del naufragio si è presto diffusa nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, suscitando dolore e commozione. Una donna somala arrivata venerdi è scoppiata in lacrime dopo aver saputo che il figlio sarebbe tra le vittime.

Per il ministro dell’Interno Roberto Maroni,bisogna che la guerra finisca e finisca presto, bisogna trovare una soluzione che dia stabilità alla Libia, altrimenti saremo costretti ad assistere quotidianamente ad arrivi massicci di profughi sulle nostre coste, realizzando purtroppo l’allarme che aveva già lanciato”. Della stessa opinione di Maroni, il suo collega Roberto Calderoli, per il quale “Se i profughi ci sono è perchè c’è una guerra in corso. Bisogna interrompere quella guerra e creare le condizioni a casa loro perchè non partano e diventino poi un problema per le nazioni che li ricevono”.
Per Laura Boldrini, portavoce italiano dell’Unhcr (Alto Commissiariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), invece, “questa ennesima tragedia dimostra come il regime libico sia senza scrupoli e non esiti a mettere a rischio la vita di centinaia di persone facendole partire con imbarcazioni assolutamente fatiscenti” per “creare pressione migratoria sui Paesi della sponda Nord del Mediterraneo”.
Il ministro Maroni ha riferito inoltre che le autorità tunisine avrebbero riportato in Tunisia un barcone carico di clandestini partito dalle coste del Paese: “E’ la dimostrazione che l’accordo fra i due governi funziona” ha commentato.
A Lampedusa, però, gli sbarchi non sembrano cessare: nel pomeriggio è stato avvistato un altro barcone con a bordo circa 700 profughi, che starebbe arrivando nell’isola scortato dalle motovedette. Il centro di accoglienza, con l’arrivo di questi ultimi migranti, supererebbe le 1500 persone, diventando di nuovo saturo. Alcune centinaia di persone, però, saranno imbarcate sulla nave Flaminia della Tirrenia e portate in altri centri di accoglienza.

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