Il Pigneto? Famoso in tutto il mondo

di IsayStaff Commenta



In piazza per condannare la violenza. In piazza, vicini ai cittadini immigrati del quartiere. Sabato scorso il mondo si è accorto dell’esitenza dall’improbabile appeal per la stampa internazionale. Questo, naturalmente, in normali condizioni.


Sabato scorso un raid in piena regola ha sconvolto questo quartiere, a due passi dalla stazione Termini. Un quartiere che, negli ultimi tempi, è entrato in una fase di riabilitazione in senso cool e trendy. Il quartiere che, in teermini di vita notturna, arriva ormai a sostituire il tradizionale, studentesco e di salsa sinistroide San Lorenzo. Un quartiere ancora a metà strada, con zone di luce ed ombra in simbiotica vicinanza.


Il Pigneto, isomma, periferia ovest di Roma. Un gruppo di italiani incappucciati ha devastato, sabato scorso, a colpi di mazze e spranghe, alcuni negozi di cittadini del Bangladesh, colpendo anche un immigrato. Culmine di una successione di eventi che lasciano senza parole. Oggi, la protesta.

Prima un corteo “politico” organizzato dalla Sinistra Democratica di Roma, poi la manifestazione dei centri sociali e della comunità bengalese. Last but not least il presidio organizzato dal Municipio VI per

salvaguardare i valori fondanti della democrazia, condannare con fermezza ogni azione violenta e garantire a tutti i cittadini il rispetto delle regole

La cittadinanza, non solo il quartiere, si è mossa spontaneamente. Ad aprire il corteo, uno striscione:

Solidarietà agli immigrati colpiti dal razzismo, associazione Bangladesh

Il coordinamento romano della federazione giovanile dei Comunisti Italiani, in un comunicato ufficiale, è chiaro, diretto, senza peli sulla lingua. Ha il suo colpevole, parlando di

incredibile successione di eventi violenti accaduti a Roma da quando Alemanno è sindaco: qualcuno evidentemente si sente le spalle coperte


Dai fatti del Pigneto, gli investigatori hanno ufficialmente

escluso la matrice politica

Esclusione alla quale Veltroni risponde, blandamente: Mah. Walter Veltroni ha contestato la “matrice non politica” delle aggressioni.

A Roma è stato picchiato un gay perché è un diverso, al Pigneto c’è stato un raid. Si dice che non c’è stata una matrice politica: non ci sarà stata, ma sulle sciarpe di uno di loro, come ha riferito una testimone, c’era una svastica


Il suo successore, sindaco Gianni Alemanno, la vede in maniera diversa.

xenofobia del quartiere

Che è andato anche a visitare.


C’è chi non accetta lo stile di Alemanno:

Alemanno ha esternato su molte cose, dallo smontaggio della teca dell’Ara Pacis alle strade da dedicare ad Almirante e Craxi. Siamo una grande capitale, la civiltà giuridica a cui abbiamo dato anche noi i natali è incompatibile con questo clima di odio e intolleranza. Alemanno faccia le scelte che vuole, ma sappia che quando si evocano le ronde poi succedono cose come il Pigneto

dice Giovanna Melandri.


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