Il fumo nuoce gravemente alla salute

di Francesco Giurato 2

Non dite che non eravate stati avvisati…


E’ di questa mattina la notizia della “piena confessione” di uno degli aggressori di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. “Il fumo uccide” campeggia sui pacchetti di sigarette da qualche anno a questa parte, così come altre frasi che ammoniscono sull’uso del tabacco e cautelano le multinazionali dalle richieste di risarcimenti miliardari. Ma stavolta il problema è un altro.


Il reo confesso, un 19enne che apparterrebbe ad una famiglia benestante della città, fa parte di un gruppo, già noto alle forze dell’ordine, di neofascisti. Il giovane si è costituito presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha poi confessato davanti ai magistrati.


In passato, a quanto si è appreso, era stato sottoposto a Daspo, ovvero il divieto di accedere a manifestazioni sportive, previsto proprio dalle norme studiate ad hoc contro la violenza negli stadi. Dopo essere stato sentito è stato trasferito in carcere. Ancora nessuna novità nell’individuazione degli altri due aggressori, che potrebbero essere scappati all’estero. Quando si dice il coraggio.


Un anno fa la banda di cui farebbe parte il giovane fermato per l’aggressione a Nicola Tommasoli era stata individuata dalla Digos della Polizia di Verona perché perseguitava i «diversi»: gente di colore, cittadini del meridione ma anche persone vestite, secondo la banda, non in maniera dignitosa. Un aggressione di stampo neofascista. Non una sigaretta da accendere, ma una rissa; quattro contro uno. Quando si dice il coraggio, again.


Del resto, pur non essendo mai stata molto telegenica, questa aberrazione sociale rappresentata dal rigurgito di violenza nera, non è affatto agli esordi. Nè tantomeno “rende merito” alla reale situazione del fenomeno, sostenere che siano i prodromi di ciò che ci aspetta con un Governo molto a destra e una Roma ancor di più. Semplicemente, banalmente, i fascisti non hanno mai smesso di esistere (!).


Fermarsi a riflettere poi su cosa possa portare un giovane a convincersi, consapevolmente, di essere tale, non porterebbe a nulla di serio. Semplicemente non sa cosa dice, pensa, fa. Le scelte condizionate dal contesto ambientale, il miraggio di integrazione nella società che molti giovani disadattati vivono come ultima spiaggia, l’ignoranza e la paura e perchè no, la brillante idea di “occupare” uno spazio di rappresentanza lasciato “vuoto” dalla comunità, non possono che portare a tale risultato. Che poi, un motivo ci sarà se quella comunità “vuole” lasciare vuoto quello spazio. Lo spazio dell’odio, dell’intolleranza, della violenza verso il diverso.


Dopo le primissime indiscrezioni, subito seguite alla costituzione del giovane aggressore, si era parlato dell’appartenenza del gruppo a Forza Nuova, fino a ieri partito considerato impresentabile. Oggi, conquistata la dovuta visibilità, e ricevuto lo sdoganamento del Palazzo, la formazione guidata da Roberto Fiore, duro e puro della prima ora nonchè della Terza Posizione, fa sapere oggi attraverso il suo portavoce nazionale

Come movimento politico prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova e’ contraria ad ogni forza di violenza, tanto piu’ se insensata, illogica ed incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili

La cosa non ci tranquillizza affatto. Innanzitutto perchè è noto il collateralismo, se non ufficialmente di FN, quantomeno tra i suoi aderenti, con tutte le altre forme aggregative dell’estrema destra. E poi perchè vuol dire che il problema è molto più grosso di quanto pensavamo.

Commenti (2)

  1. Il punto, a mio avviso, è innanzitutto culturale. Se è vero come dici che bisogna riflettere per capire cosa spinga questi ragazzi a diventare in un sol colpo intolleranti, razzisti e vigliaccamente violenti, bisogna allo stesso tempo rilanciare un processo culturale che permetta ai giovani di avere gli strumenti per affrontare il quotidiano senza doversi rifugiare nel branco.
    E poi, per inciso, se sono convinti neofascisti, il posto che gli spetta è la galera.

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