Giornata del ricordo, la tragedia delle foibe

di Angela Gennaro 2

Foibe. Oggi, 10 febbraio 2009, si celebra la Giornata del Ricordo.

La commemorazione è dedicata alla memoria delle vittime delle foibe. Una celebrazione “poco celebre”, se vogliamo. Nel periodo che va dall’ottobre 1943 al maggio 1945, più di 5mila italiani (stima presunta, ma si dice che il numero delle vittima sia stato in realtà molto superiore) vennero uccisi dai partigiani comunisti di Tito.

Gli italiani venivano fatti prigionieri nei luoghi di lavoro e nelle loro case. Poi, venivano gettati – ancoa vivi – nelle cavità carsiche da cui prende il nome il massacro: le foibe appunto. Si trattava di gente comune. Chiunque, purché italiano: marinaio, maestro, impiegato, minatore, finanziere, militare. Uccisi per ragioni etniche e politiche, nella maggior parte dei casi dall’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia. Vennero trucidati anche, con altre motivazioni, cittadini italiani di nazionalità slovena e croata, oltre che alcuni cittadini di nazionalità tedesca e ungherese residenti a Fiume.

Tra le vittime anche più di cento italiani di origine sarda: lavoravano come minatori del Sulcis trasferiti dall’Acai (Azienda Carboni italiana) di Carbonia ai pozzi della società Arsa in Istria.

Una tragedia poco famosa, si diceva. Perché fino agli ultimi anni, da allora, la storia e la storiografia italiana non hanno particolarmente dato rilievo alla stessa, e lo hanno fatto coscientemente. E’ stato fatto in nome dei rapporti con l’ex Jugoslavia di Tito. La memoria si è smossa negli ultimi quindici anni: con la fine della Guerra Fredda e l’enuclearsi del bisogno di omaggiare queste vittime tutte italiane.

A salvarsi furono in 350mila. Abbandonarono tutto e scelsero l’esilio dall’Istria.

Con legge 30 marzo 2004, n.92 il Parlamento italiano ha istituito – per il 10 febbraio di ogni anno, appunto – il «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati.

Perché proprio il 10 febbraio? Il 10 febbraio 1947 venne ratificato il Trattato di pace di Parigi che sanciva il passaggio alla Jugoslavia delle ex province italiane dell’Adriatico.

Qui la programmazione che la Rai dedica oggi alla commemorazione.

Commenti (2)

  1. Spett.le Politicalive,

    ho appena pubblicato un ”articolo-proposta” migliorativo della celebrazione del 10 febbraio. Chi volesse leggerlo e partecipare al dibattito potra’ farlo collegandosi al seguente link:
    http://armoniadelleparole.splinder.com/post/19807881/Giornata+nazionale+in+memoria+

    Cordialmente

    Sergio Sozi

  2. FOIBA DI BASOVIZZA

    O tu che ignaro passi
    per questo Carso forte ma buono,
    fermati! Sosta su questa grande tomba!
    E’ un calvario con il vertice
    sprofondato nelle viscere della terra.
    Qui, nella primavera del 1945,
    fu consumato un orrendo Olocausto.
    A guerra finita!
    Nell’abisso fummo precipitati a centinaia,
    crivellati dal piombo e straziati dalle rocce.
    Nessuno ci potrà mai contare!
    Avidità di conquista, odio e vendetta
    congiurarono e infierirono contro di noi.
    Essere italiani era la nostra colpa.
    A gettarci nel baratro
    furono torme di invasori,
    calati nella nostra terra sotto l’influsso
    di una malefica stella vermiglia.
    Per viltà gli uomini
    non ci hanno reso giustizia.
    Ce l’ha resa Dio accogliendo i nostri spiriti,
    purificati da tanto martirio.
    O tu che, ora non più ignaro, scenderai
    da questo Carso,
    ricorda, e racconta la nostra tragedia

    Federazione Grigioverde
    2004

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