Ardeatine, 64 anni dopo

di Angela Gennaro Commenta



64 anni fa la strage: i nazisti, per rappresaglia all’attentato di via Rasella, uccisero 335 persone.


Oggi le commemorazioni. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deposto una corona sotto la lapide che ricorda l’eccidio delle 335 vittime alle Fosse Ardeatine.


Qui è accaduto qualcosa che non dimenticheremo mai, come non dimenticheremo mai coloro che hanno sacrificato la loro vita. Il martirio delle Fosse Ardeatine è il fatto più rappresentativo di una vicenda terribile di persecuzione e di ricorso al crimine più efferato da parte dei nazisti occupanti e di chi li aiutava in questa tristissima impresa

Presenti oggi, nella giornata del ricordo, insieme a Giorgio Napolitano, il Presidente del Senato, Franco Marini, quello della Camera, Fausto Bertinotti, e il Ministro della Difesa, Arturo Parisi. Non mancavano, poi, i due candidati a sindaco de Roma, Gianni Alemanno e Francesco Rutelli.


Il ricordo è quello massacro compiuto a Roma dalle truppe di occupazione della Germania nazista. Era il 24 marzo 1944, e a morire furono 335 civili italiani. Assurto a simbolo, per tragicità e dinamica, di quella che fu la rappresaglia nazista durante il periodo dell’occupazione, in risposta agli attentati dei partigiani.


Ha parlato oggi, per primo, il presidente dell’Associazione delle famiglie dei caduti per la libertà Anfim, Rosina Stame. Ai giovani ha detto:

Il loro impegno sia quello di fare da ponte tra le generazioni. Quel terribile passato che abbiamo vissuto, non deve ripetersi mai più


Delle 335 vittime, 12 rimangono ad oggi senza un’identità. L’ultimo tentativo è stato fatto trecentemente con la salma numero 329. Tentativo che non ha portato ai risultati immaginati. La comparazione tra il Dna ricavato da Angelo e Pellegrino Moscati con la mappa cromosomica desunta dai resti contenuti nel feretro, hanno escluso che appartenessero al loro fratello Marco. E si continua a cercare.


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