Finanziaria 2010: medici in sciopero. I motivi della protesta e il disaccordo di Fazio

di Joel Commenta

Da una parte il fronte comune dei Presidenti di Regione che lamentano gli effetti – nefasti – previsti dalla Finanziaria 2010 e verso i quali il Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, ha pronunciato parole distensive in vista di una trattativa che consenta di giungere a un patto rispetto ai tagli previsti.

Dall’altra parte, vere e proprie classi di professionisti che lamentano, in vista dell’approvazione della manovra economica e finanziaria, carenze inaccettabili. A manifestare disaccordo rispetto alla Finanziaria 2010 sono oggi i medici, in sciopero per tutta la giornata: garantite ovviamente le emergenze anche se i primi effetti della decisione dei camici bianchi di incrociare le braccia per 24 ore sono lampanti. Salteranno, in questo lunedì di luglio inoltrato, 40 mila interventi chirurgici e migliaia tra esami e visite specialistiche.
I motivi della protesta?

Almeno tre, tra gli altri: le prime conseguenze della manovra, infatti, saranno il licenziamento di metà dei precari, il taglio di fondi alle Regioni che amministrano Asl e ospedali e il blocco del turn over nelle corsie. Assieme ai medici, anche veterinari e dirigenti della sanità pubblica: dalle 12 è in corso un sit-in a Montecitorio. Azioni evidentemente in contrasto con le parole del Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per il quale “la manovra non ha toccato la sanità ma ha solo un intento: quello di lottare contro gli sprechi“.

Resta da capire, a questo punto, in che maniera interpretare i numeri che si paventano: a conti fatti, nei prossimi 4 anni non verranno sostituiti 30 mila medici e non verranno confermati ben 12 mila precari. Ancora Fazio: “Non si prevede il blocco del turn over nelle regioni con i conti a posto mentre i contratti a tempo sono il modo migliore per valorizzare il merito“. Visioni e previsioni agli antipodi: nell’un caso – opinione dei medici – si tratta di vera e propria emergenza e vizio sostanziale; nell’altro – fonte, il Ministro della Sanità – è momento necessario e virtuoso.

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