Festa Pd, Schifani contestato da grillini e popolo viola – VIDEO

di Joel 1

Occorre iniziare a farne abitudine: altra contestazione pubblica a una figura politica (dopo quella a Marcello Dell’Utri e dopo la denuncia di Generazione Italia di una protesta studiata a tavolino dal PdL nei confronti di Gianfranco Fini ), solo che stavolta a sorbirsi insulti e fischi è la seconda carica Istituzionale dello Stato. Renato Schifani, a Torino per partecipare alla festa del Partito Democratico, è stato accolto al grido di “Fuori la Mafia dallo Stato“: a concretizzare la protesta nei confronti del Presidente del Senato non sono di fatto esponenti vicini al partito di Pier Luigi Bersani ma grillini e aderenti al popolo viola.

Schifani era nel bel mezzo di un dibattito al quale partecipava anche Piero Fassino e ha dovuto interrompere il proprio intervento per la caciara crescente. Ha fatto in tempo a rivolgersi ai contestatori per dire loro: “Siete un esempio di antidemocrazia perché volete impedire a due personalità politiche di parlare. Sono onorato di partecipare a questo dibattito e non saranno i vostri fischi a impedirmi di parlare“.

L’imbarazzo in casa Pd – pronto il sostegno di Fassino a Schifani con immediata presa di posizione contro quelli che il militante Pd ha definito squadristi: “Abbiamo letto sui giornali in questi giorni che c’è qualcuno che ha tentato di organizzare squadre di contestatori domani a Fini e li abbiamo definiti ‘squadristi’. E’ lo stesso metodo” – ha messo Rosy Bindi nelle condizioni di tentare un conciliabolo con i contestatori: stando alle indiscrezioni, in un clima di civiltà agli esponenti del popolo viola sono bastate le rassicurazioni dell’ex Ministro della Sanità che ha assicurato: “Noi facciamo le primarie e voi vi impegnate a non far perdere il centrosinistra“.

Immediate, in ogni caso, replice in antitesi. Se da un lato Giorgio Napolitano (“Deploro l’intimidatoria gazzarra contro Schifani. Il tentativo di impedire il libero svolgimento di manifestazioni e discorsi politici è un segno dell’allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi sia pur minoritari incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e di riconoscere nel Parlamento e nella stessa magistratura le istituzioni cui è affidata nel sistema democratico ogni chiarificazione e ricerca di verità“) e Gianfranco Fini (“Esprimo anche a nome dei 630 deputati della Camera dei Deputati la mia solidarietà al presidente del Senato, Renato Schifani che è stato fatto oggetto di una contestazione che è gli ha impedito di parlare. Il rispetto delle istituzioni è l’abc della politica“) adempiono con tempismo impeccabile alla rispettiva funzione istituzionale, cori di assenso per quanto accaduto arrivano da Beppe Grillo (“Questo è solo l’inizio. Devono rendersi conto che è finita. Che si blindino con i poliziotti antisommossa, chiamino Maroni e l’esercito.  Paghino la gente che va ai comizi per applaudirli. Oppure se ne vadano a casa. Io non sono l’autore o il sobillatore, io interpreto quello che vedo e che sento: la gente non ce la fa più“) e Antonio Di Pietro (“Sono semplicemente difensori del legalità, della democrazia e degli onesti cittadini. E’ ora di dire basta a questa ipocrisia imperante. Siccome molti si sono ritrovati ad avere, dalla mattina alla sera, importanti incarichi quali la presidenza del Senato o altre cariche istituzionali, si ritengono immuni da ogni critica“).

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