Fascist legacy (repetita iuvant)

di Francesco Giurato 20


Il seguente documentario, firmato BBC, è invero un pò datato (1989). Eppure noi, gli italiani, non lo abbiamo mai potuto vedere. D’altro canto nel nostro bel paese – come dimostrano le recenti dichiarazioni di eminenti politici prima e di illustri sconosciuti poi – a quanto pare non è mai troppo importato di capire che cosa abbia provocato il regime fascista. E il perchè, anche chi non ha combattuto sull’appennino tosco emiliano per evidenti ragioni anagrafiche in quei tragici anni, desidera dichiararsi fermamente antifascista.


Mica come Marcello Dell’Utri che alla storia della Resistenza vorrebbe dare una mano di vernice nera. Nè tantomeno come il nostro caro premier, che dice addirittura di non avere il tempo di rispondere alla domanda se anche lui si ispiri ai valori dell’antifascismo che, per inciso, sono quelli della Costituzione. E a forza di non avere tempo per pensarci, alle cose, ecco che ti ritrovi con la xenofobia assassina fuori dall’uscio di casa.


Tutti ci hanno messo bocca dicevamo, sulla polemica che da settimane coinvolge nostalgici, vecchi fasci ed illuminati reggenti delle nomenklature di centro destra. La spaccatura ci sembra tanto evidente quanto ingombrante. Non crediamo che il lavoro della BBC sia da solo in grado di chiarire le idee a chi evidentemente ha mostrato di averne poche e confuse, ma ugualmente ci auguriamo che possa trovare una sempre più larga diffusione allo scopo di veicolare quella che a noi, modestamente, appare una verità incontrovertibile: gli orrori del fascismo. Si aggiunga che il programma era stato comprato all’epoca da mamma Rai, che aveva deciso però di non trasmetterlo pubblicamente. La 7, nel 2004 mandò in onda alcuni stralci, poi stop, chiuso, buio. Dopo la visione delle cinque parti capirete quanto forse tutta questa prolusione sia stata addirittura inutile.


Buona visione, si fa per dire.






Commenti (20)

  1. mamma rai ci trasmette i documenatri del’istituto Luce sui giovani balilla o sulle “olimpiadi” del fascio! Per carità, ve bene lo stesso perchè conoscere le storture di quel periodo dovrebbe aiutarci a riflettere, ma è pur vero che servizi di “denuncia”come quelli citati nn se ne vedono…bisognerà attendere l’uscita del nuovo film di Spike Lee (su S.Anna di Strazzera) perchè si torni a “discutere” di resistenza, fascismo et similia.
    C’è poco da fare: in Italia (ma nel mondo in genere) se un prodotto non fa show va scartato.
    Per questo la sinistra, o ciò che ne è più prossimo, continuerà a prendere sportellate!

  2. E’ tutto montato ad arte. Massimo Sani ha tradotto sbagliato e da vero comunista, cioè di parte. Tantissime cose non sono ver. Vergogna. I testimoni sono pagati e lefoto sono finte. Vergogna. Massimo Sani specula sui morti. Nessuno lo vuole e deve fare il comunista forte per poter sopravvivere ed allora ha sceneggiato questa fascist legacy che si vede lontano un miglio che è falso. In guerra è ovvio che non si combatte come angioletti, ma Massimo Sani ha fatto vedere che noi eravamo gli orchi e gli altri angioletti. Vergogna. Per i soldi uo camminerebbe sopra il cadavere della madre. Vergogna.

  3. A proposito di Sant’Anna di Stazzema.
    Ora te lo spiego com’è andata.
    I tedeschi hanno avvisato di evacuare Sant’Anna perchè avrebbero fatto un rastrellamento.
    I partigiani hanno dato l’ordie contrario, a tutti i bambini, le mamme e le nonne è stato detto dai partigiani di rimanere perchè loro avrebbero difeso tutti.
    Sono arrivati i tedeschi ed hanno ammazzato tutti i bambini, mamme e nonne, di partigiano nemmeno l’ombra.
    I partigiani hanno usato come scudi umani i bambini, le mamme e le nonne per poter dire che i tedeschi hanno massacrato tutti e così loro potervano fare ancora peggio.
    Vergogna partigiana.

  4. Ma dei crimini e massacri, eccidi comunisti non si parla mai?
    .Il futuro dittatore entrò giovanissimo nel seminario gesuita di Tbilisi, un centro
    d’insegnamento nel quale venivano inoculate le teorie sul “popolo deicida”

    L’OSSESSIONE ANTISEMITA DI STALIN
    PARALLELA ALLA FOLLIA DI HITLER

    di FERRUCCIO GATTUSO

    Il 13 gennaio 1953, sulla prima pagina della “Pravda” – il quotidiano più influente del regime comunista sovietico – appariva la notizia, sconvolgente, che nove medici della cerchia del Cremlino avevano tramato per motivi di potere, assassinando Zdanov e Šcerbakov, due illustri collaboratori di Stalin. “Arrestato un gruppo di medici sabotatori”, sentenziava il titolo a tutta pagina: dei nove “criminali”, sei erano ebrei, e proprio a questi veniva imputata la maggiore responsabilità di aver avvelenato i due alti funzionari. “Nemici del popolo”, come prevedeva la lugubre formula che faceva da anticamera al supplizio e alla fucilazione, ma soprattutto “animali antropoidi”, “cosmopoliti”, “sionisti, spie dell’America e di Israele”.
    PERCHE’ SI PARLA SOLO DEI MASSACRI DEGLI EBREI PER MANO TEDESCA E NON DEIGLI ALTRETTANTI, IN MISURA MAGGIORE, DEI MASSACRI SOVIETICI CONTRO GLI EBREI? I COMUNISTI NON SI TOCCANO. MA GLI STORICI COSA CI STANNO A FARE. COSA STUDIANO A FARE?

  5. MASSACRO DI KATYN PER MANO DI STALIN.
    Stalin per 40 anni ha negato di aver massacrato tutti gli ufficiali polacchi e gettati come bestie in fosse comuni ed ha dato sempre la colpa ai tedeschi.
    I tedeschi per 40 anni hanno negato ma nessuno ha creduto a loro.
    Ora sono usciti i carteggi inglesi dove si dice che il massacro l’hanno fatto i sovietici. NESSUNO NE PARLA.
    MASSIMO SANI PERCHE’ NON PARLI ANCHE DI QUESTE COSE?
    un po di serieta’ nel fare il giornalista non esistono solo i soldi nella vita esiste anche una MORALE.

  6. Con quattro foto e quattro testimoni pagati, per i soldi si puo’ montare qualsiasi demenza.
    Scotti, il testimone di Massimo Sani, becca la pensione dalla Slovenia ed anche dall’Italia. Un bel simbolo di testimone, non c’è che dire?

  7. NON SI PUO’ DIRE CHE MUSSOLINI ERA MAFIOSO O CORROTTO COME TUTI, INDISTINTAMENTE, I NOSTRI POLITICI O I GIORNALISTI.

    LA GUERRA DEL FASCISMO CONTRO LA MAFIA

    Un altro “grande successo” del regime, messo dalla propaganda nel conto attivo insieme alla “battaglia del grano”, alle trasvolate e alla bonifica dell’Agro Pontino, fu la lotta contro la mafia. Protagonista di questa impresa (che si sviluppò fra il 1925 e il 1929) fu Cesare Mori, il cosiddetto “Prefetto di Ferro”.
    Mori nel ’21 era prefetto di Bologna e fu il solo prefetto d’Italia a opporsi alle orde dilaganti dei fascisti.
    Quando Mussolini salì al potere trovandosi tra l’altro ad affrontare il problema del banditismo e della mafia siciliana, gli venne fatto il nome di Mori. Mussolini disse: “Voglio che sia altrettanto duro coi mafiosi così come lo è stato coi miei squadristi bolognesi”.
    Così Mori partì per la Sicilia con un viatico mussoliniano, certamente poco democratico e garantista, ma che ancora oggi farebbe la gioia di qualsiasi funzionario effettivamente deciso a debellare la mafia. “Vostra Eccellenza ha carta bianca” gli aveva telegrafato Mussolini. “L’autorità dello Stato deve essere assolutamente, ripeto assolutamente, ristabilita in Sicilia. Se le leggi attualmente in vigore la ostacoleranno non costituirà un problema. Noi faremo nuove leggi.”
    Arruolerà uomini, guardie giurate e truppe regolari per le sue battaglie campali, ma non si sottrarrà anche ad epici inseguimenti e duelli a cavallo. Nessuno come lui arrivò ad umiliare tanto la mafia. Centinaia di mafiosi finirono in carcere o confinati nelle isole, mentre le bande dei briganti furono sbaragliate con assedi, rastrellamenti e vere e proprie campagne militari in cui, a volte, fu persino impiegata l’artiglieria. Se non riuscì fino in fondo nel suo intento, ciò dipese dal potere politico, che nel 1929 richiamò a Roma il “Prefetto di Ferro” (verrà nominato senatore).
    Tuttavia, anche se la mafia non fu completamente liquidata, essa cadde per così dire “in sonno”.
    La ridesteranno i padrini americani tornati nell’isola nel 1943 dopo lo sbarco delle truppe alleate.

  8. I GOVERNI ATTUALI DESTRA E SINISTRA CI VOGLIONO TUTTI IGNORANTI COSI’ CI GUIDANO MEGLIO.

    NON ERA COSI’ MUSSOLINI

    IUILa Riforma Gentile (1923)
    L‘orientamento complessivo fu quello di dare rigore all‘ordinamento scolastico sia dal punto di vista della sua struttura amministrativa, organizzata in maniera rigorosamente gerarchica, sia dal punto di vista della severità degli studi, attraverso una precisa definizione di percorsi e programmi. Si cercò di ridurre il numero degli studenti che si presentavano sul mercato del lavoro. Il governo ridusse i sussidi alle università minori e meno attrezzate, riorganizzò l’istruzione tecnica fornendo un minimo di apprendimento tecnico alla massa degli studenti che frequentavano le scuole che non portavano ai gradi superiori e, alla fine del ciclo dell’istruzione secondaria, istituì esami di Stato molto severi.

  9. CRISI FORTE DEL 1929

    La Rivalutazione della Lira (1928)
    La politica economica tesa alla stabilizzazione della Lira porta, nella seconda metà del 1928 e nel corso del 1929, a una ripresa produttiva, che però viene bloccata dalle ripercussioni della grande crisi conseguente al crollo della Borsa di Wall Street. Entrano in Italia ingenti capitali che vanno a finanziare industrie elettriche, chimiche, siderurgiche, meccaniche. Lo Stato assume un ruolo determinante a sostegno dell‘imprenditoria privata: impone una ferrea disciplina sindacale, offre sgravi fiscali e assicura una certa protezione doganale, si impone come maggiore acquirente attraverso commesse per le ferrovie e per la realizzazione di grandi opere pubbliche, si fa garante presso gli istituti di credito per la concessione di prestiti agevolati alle imprese.
    Sui piccoli risparmiatori il rafforzamento della Lira ha, infine, un effetto assai rassicurante.

  10. MUSSOLINI E LA GIUSTIZIA

    Codice Rocco (1931)
    Ministro della Giustizia dal 1925 procede alla revisione dei codici penale, di procedura penale e dell‘ ordinamento giudiziario. Il concetto di delitto contro lo Stato viene notevolmente ampliato. L‘attenzione prevalente è accordata alla difesa di interessi collettivi, di istituzioni quali la famiglia, la stirpe, l‘economia pubblica. E’ il risultato di un lavoro estremamente accurato dal punto di vista della tecnica giuridica.

  11. mussolini ha creato l’imi

    Istituto Mobiliare Italiano (IMI) (1931)
    La costituzione dell‘IMI è voluta dal Governo per mettere ordine nel mondo bancario italiano attraversato nel corso del 1931 da una serie di pericolosi dissesti. La nuova istituzione ha come scopo principale l‘esercizio del credito a media scadenza, deve raccogliere il risparmio, attraverso l‘emissione di obbligazioni decennali, per indirizzarlo verso il finanziamento di iniziative di salvataggio e di rilancio delle industrie in difficoltà a causa della grande crisi.

  12. Opere di Mussolini – non stava con le mani in mano o nel portafoglio – lavorava per l’Italia e per gli Italiani

    Il giornalista onesto fa veere anche ueste realtà positive anche se abbiamo perso la guerra.

    Non si girano le spalle in questa maniera quando fino al giorno prima si applaudiva forsennatamente.

    Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) (1933)
    Organo economico a cui è affidato il compito di fornire prestiti a scadenza ventennale alle industrie con denaro ottenuto attraverso l‘immissione sul mercato di obbligazioni garantite dallo Stato. La sezione smobilizzi acquisisce importanti partecipazioni azionarie di industrie nei vari settori, telefonico, marittimo, edile, finanziario, meccanico, siderurgico. Nel 1934 l‘IRI acquisisce il controllo dei più grandi istituti di credito ed entra in possesso dei pacchetti azionari delle industrie che questi detengono.

  13. Carta della Scuola (1939)
    In questo documento vengono proposte l‘introduzione del lavoro manuale fin dalle elementari e l‘istituzione della scuola media unica e delle scuole di avviamento professionale: artigiana nei piccoli centri e nelle campagne devono radicare l‘attaccamento alle tradizioni di onestà e di lavoro della famiglia italiana, professionali nei centri maggiori a formare le migliori maestranze dell‘industria.

  14. LE 100 OPERE DEL DUCE

    E’ stato fatto più in vent’anni di Fascismo che in sessant’anni di “democrazia”. Eccone un elenco schematico:
    Opere sociali e sanitarie
    1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184
    2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158
    3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841
    4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653
    5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277
    6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798
    7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055
    8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312
    9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928
    10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397
    11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827
    12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768
    13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264
    14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923
    15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817
    16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048
    17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138
    18. Istituto Autonomo Case Popolari
    19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali
    20. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859)
    21. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo
    22. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori)
    23. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927
    24. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512
    25. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni
    26. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole
    27. Abolizione della schiavitù in Etiopia 28. Lotta contro la malaria
    29. Colonie marine, montane e solari
    30. Refezione scolastica
    31. Obbligo scolastico fino ai 14 anni
    32. Scuole professionali
    33. Magistratura del Lavoro
    34. Carta della Scuola

    Opere architettoniche e infrastrutture
    35. Bonifiche paludi Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele ed appoderamento del latifondo siciliano. Con la fondazione delle città di Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinia (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali, 1933 – 1939
    36. Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo
    37. Centrali Idroelettriche ed elettrificazione delle linee Ferroviarie
    38. Roma: Viale della Conciliazione
    39. Progetto della Metropolitana di Roma
    40. Tutela paesaggistica ed idrologica
    41. Impianti di illuminazione elettrica nelle città
    42. Prosciugamento del Lago di Nemi (1931) per riportare alla luce navi romane
    43. Creazione degli osservatori di Trieste, Genova, Merate, Brera, Campo Imperatore
    44. Palazzo della Previdenza Sociale in ogni capoluogo di Provincia
    45. Fondazione di 16 nuove Province
    46. Creazione dello Stadio dei Marmi (di fronte allo stadio si trova ancora un enorme obelisco con scritto “Mussolini Dux”)
    47. Creazione quartiere dell’EUR
    48. Ideazione dello stile architettonico “Impero”, ancora visibile nei palazzi pubblici delle città più grandi
    49. Creazione del Centro sperimentale di Guidonia (ex Montecelio), dotata del più importante laboratorio di galleria del vento di allora (distrutto nel 1944 dalle truppe tedesche che abbandonavano Roma)
    50. Costruzione di numerose dighe
    51. Fondò l’istituto delle ricerche, profondo stimatore di Marconi che mise a capo dello stesso istituto grazie alla sua grandiosa invenzione della radio e dei primi esperimenti del radar, non finiti a causa della sua morte
    52. Costruzione di molte università tra cui la Città università di ROMA
    53. Inaugurazione della Stazione Centrale di Milano nel 1931 e della Stazione di Santa Maria Novella di Firenze
    54. Costruzione del palazzo della Farnesina di Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri
    55. Opere eseguite in Etiopia:
    60.000 operai nazionali e 160.000 indigeni srotolarono sul territorio più di 5.000 km di strade asfaltate e 1.400 km di piste camionabili. Avevano trasformato non solo Addis Abeba, ma anche oscuri villaggi in grandi centri abitati (Dessiè, Harar, Gondar, Dire, Daua). Alberghi, scuole, fognature, luce elettrica, ristoranti, collegamenti con altri centri dell’impero, telegrafo, telefono, porti, stazioni radio, aeroporti, financo cinematografi e teatri. Crearono nuovi mercati, numerose scuole per indigeni, e per gli indigeni crearono: tubercolosari, ospizi di ricovero per vecchi e inabili al lavoro, ospedali per la maternità e l’infanzia, lebbrosari. Quello di Selaclacà: oltre 700 posti letto e un grandioso istituto per studi e ricerche contro la lebbra. Crearono imprese di colonizzazione sotto forme di cooperative finanziate dallo stato, mulini, fabbriche di birra, manifatture di tabacchi, cementifici, oleifici, coltivando più di 75.000 ettari di terra.
    56. Sviluppo aeronautico, navale, cantieristico

    Opere politiche e diplomatiche
    57. Patti Lateranensi, 11/02/1929
    58. Tribunale del popolo
    59. Tribunale speciale
    60. Emanò il codice penale (1930), il codice di procedura penale (1933, sostituito nel 1989), il codice di procedura civile (1940), il codice della navigazione (1940), il codice civile (1942) e numerose altre disposizioni vigenti ancora oggi (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Codice della Strada, le disposizioni relative a: polizia urbana, rurale, annonaria, edilizia, sanitaria, veterinaria, mortuaria, tributaria, demaniale e metrica)
    61. Conferenza di Losanna
    62. Conferenza di Locarno
    63. Conferenza di Stresa
    64. Patto a quattro
    65. Patto anti-Comintern

    Opere espansionistiche
    66. Riconquista della Libia
    67. Conquista dell’Etiopia
    68. Guerra di Spagna

    Opere economiche e finanziarie
    69. Istituto di Ricostruzione Industriale (I.R.I.), 1932
    70. Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.), 1933
    71. Casse Rurali ed Artigiane, R.D. 26 agosto 1937, n. 1706
    72. Riforma bancaria: tra il 1936 e il 1938 la Banca d’Italia passò completamente in mano pubblica e il suo Governatore assunse il ruolo di Ispettore sull’esercizio del credito e la difesa del risparmio
    73. Socializzazione delle imprese. Legge della R.S.I., 1944
    74. Parità aurea della lira
    75. Battaglia del grano
    76. 1929: crisi finanziaria mondiale.
    Il mondo del capitalismo è nel caos: il Duce risponde con 37 miliardi di lavori pubblici e in 10 anni vengono costruite 11.000 nuove aule in 277 comuni, 6.000 case popolari che ospitano 215.000 persone, 3131 fabbricati economici popolari, 1.700 alloggi, 94 edifici pubblici, ricostruzione dei paesi terremotati, 6.400 case riparate, acquedotti, ospedali, 10 milioni di abitanti in 2493 comuni hanno avuto l’acqua assicurata, 4.500 km di sistemazione idrauliche e arginature, canale Navicelli; nel 1922 i bacini montani artificiali erano 54, nel 1932 erano arrivati a 184, aumentati 6 milioni e 663 mila k.w. e 17.000 km di linee elettriche; nel 1932 c’erano 2.048 km di ferrovie elettriche per un risparmio di 600.000 tonnellate di carbone; costruiti 6.000 km di strade statali, provinciali e comunali, 436 km di autostrade. Le prime autostrade in Italia furono la Milano-Laghi e la Serravalle-Genova (al casello di Serravalle Scrivia si trova una scultura commemorativa con scritto ancora “Anno di inizio lavori 1930, ultimato lavori 1933”)
    77. Salvò dalla bancarotta l’Ansaldo, il Banco di Roma e l’Ilva (1923-24)
    78. Attacco al latifondo siciliano
    79. Accordi commerciali con tutti gli Stati compreso l’Urss
    80. Pareggio di bilancio già dal 1924

    Opere sportive e culturali
    81. Costruzione dell’Autodromo di Monza, 10/09/1923
    82. Fondazione di CINECITTA’
    83. Creazione dell’ente italiano audizione radiofoniche (EIAR), anno 1927
    84. Primi esperimenti della televisione che risalgono all’anno 1929 per volere del Duce; nel dicembre del ’38 l’ufficio stampa dell’EIAR comunicò che nei primi mesi del ’39 sarebbero iniziati servizi regolari di televisione. Il 4 giugno 1939 alla Mostra del Leonardo ci furono alcune trasmissione sperimentali, sul Radiocorriere apparvero i programmi e persino le pubblicità di alcuni paleolitici apparecchi televisivi. Purtroppo il progetto venne abbandonato a causa dell’entrata in guerra
    85. Istituzione della Mostra del Cinema di Venezia, prima manifestazione del genere al mondo, nata nel 1932 per opera del direttore dell’Istituto Luce, De Feo, e dell’ex ministro delle Finanze Giovanni Volpi di Misurata
    86. Creazione dell’albo dei giornalisti, anno 1928
    87. Fondazione dell’istituto LUCE, anno 1925
    88. Nel 1933 appoggiò la prima trasvolata atlantica compiuta da Italo Balbo (tra l’altro, fu in quella occasione che venne inaugurata la “posta aerea”)
    89. Accademia d’Italia (Marconi, Pirandello, Mascagni, ecc.)
    90. Littoriali della cultura e dell’arte

    Opere di utilità varie
    91. Registro per armi da fuoco
    92. Istituzione della guardia forestale
    93. Istituzione dell’archivio statale, anno 1923
    94. Fondazione della FAO
    95. Fondazione dei consorzi agrari
    96. Annessione della Guardia di Finanza nelle forze armate
    97. Istituzione di treni popolari per la domenica con il 70% di sconto, anno 1932
    98. Istituì il Corpo dei Vigili del Fuoco.
    99. Ammodernò il Pubblico Catasto urbano e dei terreni
    100. Mappò tutto il territorio nazionale compilando le mappe altimetriche usate ancora oggi, e che non sono mai state aggiornate da allora.

  15. Mussolini quando parlava da piazza Venezia, c’era un bagno di folla che applaudiva gli stessi che sono diventati partigiani quando non aveva più il potere, lo hanno sputato e massacrato in viso anche da morto.
    Ucciso senza processo e poi appeso per i piedi, e dalle sue tasche non è sceso un centesimo.
    Queste foto hanno fatto il giro di tutto il mondo che si è indignato nel vederle.

  16. Stalin, davanti alla catastrofe del sistema di Lenin, è diventato segretamente un fascista. Essendo lui un semibarbaro, non usa l’olio di ricino, ma fa piazza pulita con i sistemi che usava Gengis Khan. In un modo o nell’altro sta rendendo un commendevole servizio al fascismo

  17. Così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l’Italia non aveva mai avuto prima… Le grandi strade che egli tracciò rimarranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo.

  18. La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.

  19. Aggiornamento n.26 al 1. febbraio 2009
    GIORNO DEL RICORDO 10 febbraio 2009
    Calendario delle manifestazioni
    a cura della Sede Centrale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
    Via Leopoldo Serra 32 – Roma 00153 – tel/fax 06 5816852 – mail [email protected]http://www.anvgd.it
    (associazioni e istituzioni possono comunicare gli eventi ai recapiti sopra indicati)
    Le manifestazioni registrate, organizzate da enti, istituzioni o associazioni di Esuli, riguardano al momento queste
    141 località. Quelle con asterisco (113) prevedono l’organizzazione e/o la partecipazione dell’ANVGD.

    Albaredo d’Adige(VR)*
    ALESSANDRIA*
    Alserio (CO)*
    Alte di Montecchio Magg.(VI)*
    ANCONA*
    AOSTA*
    BARI*
    Baricella (BO)*
    Barletta (BA)*
    Basovizza (TS)
    Bassano del Grappa (VI)*
    Bedfordview (SUDAFRICA)
    BELLUNO*
    BERGAMO*
    BOLOGNA*
    Bra (CN)
    BRESCIA*
    Brugine (PD)
    Budrio (BO)*
    Buenos Aires (Argentina)
    Busalla (GE)
    Bussolengo (VR)*
    Busto Arsizio (VA)*
    Calusco d’Adda (BG)*
    Carbonate (CO)*
    Caronno Petrusella (VA)*
    Carrara (MS)*
    Casale Monferrato (AL)*
    Casalecchio di Reno (BO)*
    Cassano Magnago (VA)
    Castelfranco di Sotto (PI)*
    CATANIA
    Cerea (VR)*
    Cernusco sul Naviglio (MI)
    Cesiomaggiore (BL)*
    Chiari (BS)*
    COMO*
    Conselve (PD)*
    Cormons (GO)*
    Crema (CR)
    Dimaro (TN)
    Falconara (AN)*
    Feltre (BL)
    Fermo (AP)*
    Ferno (VA)*
    FERRARA*
    Fertilia (SS)
    Filottrano (AN)*
    FIRENZE*
    Gallarate (VA)*
    Genzano (RM)
    GORIZIA*
    Grado (GO)*
    Illasi (VR)*
    Imola (BO)*
    IMPERIA*
    ISERNIA*
    Ispra (VA)*
    LA SPEZIA*
    LATINA*
    Legnago (VR)*
    Lesina (FG)
    LUCCA*
    Mar del Plata (ARGENTINA)
    Marghera (VE)*
    Marnate (VA)*
    MASSA (MS)*
    Medea (GO)*
    Mestre (VE)*
    MODENA*
    Mondragone (CE)
    Monselice (PD)*
    Montecchio Maggiore (VI)*
    Montecompatri (RM)
    Montegrotto Terme (PD)*
    Monterebzio (BO)*
    Monterotondo (RM)
    Monte San Pietro (BO)*
    Montorfano (CO)*
    Mozzecane (VR)*
    Muggiò (MI)*
    Nogara (VR)*
    NOVARA*
    Noventa Vicentina (VI)*
    Novi Ligure (AL)*
    OLBIA*
    Ozzanoi dell’Emilia (BO)*
    PADOVA*
    PALERMO*
    PARMA*
    Pescantina (VR)*
    PIACENZA
    Pioltello (MI)
    Pisogne (BS)*
    Pont Sant Martin (AO)*
    PORDENONE*
    Porto Tolle (RO)*
    Rapallo (GE)
    Recco (GE)*
    RIMINI*
    ROMA*
    Roncone (TN)*
    Rovereto (TN)*
    ROVIGO*
    Rubano (PD)*
    Sala Bolognese (BO)
    SALERNO*
    Saltrio (VA)*
    San Giovanni in Persic. (BO)
    San Lazzaro di Savena (BO)*
    San Pietro Incariano (VR)*
    San Vito di Leguzzano (VI)*
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    Santa Giustina (BL)*
    Scarperia (FI)
    Segrate (MI)*
    Seriate (BG)*
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    Sovizzo (VI)*
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    TRIESTE*
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    Terranuova Bracciolini (AR)*
    Thiene (VI)*
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    Trecate (NO)
    UDINE*
    Vago di Lavagno (VR)*
    VARESE*
    Venegono Sup. (VA)*
    VENEZIA*
    VERONA*
    VICENZA*
    VITERBO
    Villa Bartolomea (VR)*
    Villadose (RO)*
    Villaverla (VI)*
    Vò di Brendola (VI)*
    Zevio (VR)*

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