La scia di morte della strada del Terrore

di Paolo Riva Commenta

L’avrò ripetuto centinaia di volte, ma ogni volta che mi soffermo a leggere su questo tipo di notizie non riesco a fermare le mani e mi viene spontaneo dire la mia opinione su un argomento che, forse in maniera addirittura eccessiva, ha sconvolto la mia vita pur non vedendomi protagonista, ma che mi ha fatto capire quanto la nostra esistenza sulla Terra stia diventando una roulette russa contro persone senza scrupoli. Questa è la via del terrore e da quell’ 11 settembre 2001 ha iniziato il suo corso per giungere fino ad oggi.


Ultima tappa di quel percorso: Pakistan, Islamabad, attentato all’Hotel Marriot. I numeri fanno impressione e lo vogliono ricordare nella storia come l’ 11/9 pakistano: 53 morti, 266 feriti. Passa il tempo e si vengono a scoprire particolari inquietanti riguardanti quei 1000 kg. Di tritolo che sono schiantati contro l’albergo. Sembra che fossero destinati innanzitutto ad altri obiettivi che però risultavano “troppo coperti”, troppo difesi dalle forze dell’ordine. Cosi per non sprecare tritolo si è pensato di andare verso i civili. Loro sono un bersaglio semplice.

Forse troppo semplice visto che, quasi inspiegabilmente, la cena di gala organizzata dal presidente Zardari è stata annullata 12 ore prima dell’attentato. Poco sicuro è stato definito il luogo. Poi si scopre che il direttore dell’albergo non aveva mai ricevuto una proposta di cena di gala da parte di nessuno, tanto meno dal presidente. Cosi si alimenta l’idea di una confusione generale, della voglia di mettere in mezzo i civili per avvicinare l’opinione pubblica.

Da un lato l’ignoranza di chi, consapevole di dover morire, non si rende conto di colpire gente che poco conta nella sua fantomatica lotta religiosa, ma che tanto utile gli sarà per ottenere il paradiso, purtroppo solo nei suoi soli pensieri, dall’altra un governo che crea un bersaglio e lo lascia tale, ma inerme e indifeso.

Non sarà parso vero all’attentatore che tutto sarebbe stato cosi semplice. Forse proprio perchè tutto questo non era vero. Ciò che doveva venire distrutto ancora c’è e ciò che invece ci sarebbe dovuto essere, quelle 53 vite spezzate, oggi non ci sono più. Forse saranno in quel paradiso dove la scia di morte del Terrore raccoglie le sue vittime.

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