A Disneyland arriva un’epidemia di morbillo, perché?

di Alba D'Alberto Commenta

In California i casi di morbillo sono già a decine e sembra che tutti i bambini si siano ammalati dopo la visita a Disneyland. Alcuni osservatori, prendendo nota di questa epidemia di morbillo in nuce, attribuiscono la responsabilità ai genitori che non fanno vaccinare i figli e al loro movimento anti-vaccini che sta prendendo piede anche il Italia.

Il parco divertimenti di Disneyland in California, ha pubblicato di recente un avviso per chiedere ai genitori di non portare al parco i bambini non vaccinati per il morbillo perché è stato individuato un focolaio di un’epidemia di morbillo che sta interessando gli Stati Uniti. Basta pensare che di 70 casi rilevati negli States, 62 sono stati diagnosticati in California e di questi la maggior parte sono da collegare a visite a Disneyland.

Tutto è iniziato dopo Natale quando nel parco è arrivata una donna ammalata di morbillo e contagiosa. Si sono ammalati prima 5 dipendenti e poi altre persone. Adesso, l’istituto statunitense che si occupa di controllo e prevenzione della malattie, ha prodotto un grafico che dimostra come sono aumentati i casi di morbillo nell’ultimo anno. L’epidemia sembra legata al fatto che tanti genitori non vaccinano più i bambini contro il morbillo per paura del legame che alcuni dicono ci sia tra vaccino contro il morbillo e l’autismo.

Questa scelta, oltre che alla convinzione della relazione vaccino-autismo, è legata anche al fatto che la California è una zona ricca e benestante, dove gli abitanti si sentono al sicuro e rimandano le vaccinazioni, oppure le rifiutano. Non stupisce per esempio che 25 ragazzi siano stati sospesi la settimana scorsa da scuola perché non potevano dimostrare di essere vaccinati.

Il morbillo è una malattia infettiva del sistema respiratorio, causata da un virus e molto contagiosa. Si trasmette per via aerea e può essere alla base di molte complicazioni, tra cui anche polmonite ed encefalite.