Berlusconi attacca le toghe e il Quirinale. E sulla sinistra: “Si lavano poco”

di Luca Fiorucci 2

Foto: Ap/LaPresse

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è intervenuto in un comizio elettorale a Crotone, e, con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative del prossimo fine settimana, si è lanciato in invettive sempre più accese, colorite da qualche battuta da avanspettacolo, contro la magistratura e la sinistra, criticando anche i poteri del presidente della Repubblica.
“Non è più tollerabile che la sovranità sia in mano ai pm di sinistra“, dice Berlusconi, aggiungendo, riguardo all’immondizia di Napoli: “Ci sono le elezioni e i pm di Napoli chiudono le discariche. Io glieli porterei in Procura da loro, i rifiuti”. Torna a chiedere la separazione delle carriere, poichè, spiega, “solo così avremo un processo giusto”, e attacca “il partito dei magistrati, chiamato Magistratura democratica”. E se la prende anche con la Corte Costituzionale, che aveva bocciato, sostiene, “una legge di civiltà in base alla quale se una persona è assolta, non può essere richiamata nel girone dei processi”, poichè “ai pm non piaceva questa legge e l’hanno portata alla Consulta, che è un organo politico e non più di garanzia ed è stata abrogata”, e conclude: “Non si può andare avanti così”. Inoltre, la legge sulle intercettazioni va cambiata,”perchè in questo modo non è un paese libero”, dice.

Con l’opposizione, Berlusconi, invece, ha rispolverato i toni ironici e un pò volgari, quasi da cabaret. Così, i leader della sinistra, afferma, sono “sempre incazzati” dopo essersi visti allo specchio, e, aggiunge, “essendo costretti a venire in Parlamento devono andare in bagno e sono costretti a farsi la barba, ma non è che si lavino molto…”
Quanto al Capo dello Stato, Berlusconi vorrebbe cambiarne i poteri per “attribuire più poteri al governo del Presidente del Consiglio”, e dice anche di voler modificare “la composizione della Corte Costituzionale”.
Non manca anche una frecciata agli ex alleati Fini e Casini: “Il tentativo di Fini e delle sinistre di rovescìare il governo facendogli mancare la maggioranza in Parlamento è fallito” afferma il premier, spiegando come, con l’attuale maggioranza “più coesa“, si potranno realizzare più facilmente le riforme.
E proprio dal presidente della Camera arriva una replica secca, con puntuali argomentazioni: “Nessuno può pensare di non essere sottoposto ai limiti ed ai controlli previsti dalla legge”, spiega Fini, aggiungendo: “In Italia nessuna carica può fare tutto senza rispondere del proprio operato ad altri. E’ il risultato dei pesi e contrappesi previsti dalla costituzione”.
Il leader del PD Bersani, invece, intervenendo in serata alla trasmissione Ballarò, ha risposto usando anche lui l’ironia: “Cerchiamo di essere gente seria e se ci laviamo poco è perchè siamo abbastanza puliti” ha detto. Sempre dal PD, per Piero Fassino, invece, “Se dice così, Berlusconi è alla frutta”.

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