Accordo tra governo e M5S sulla riforma elettorale?

di Alba D'Alberto Commenta

Il rapporto sulle riforme tra il governo e il Movimento 5 Stelle va avanti dopo che ieri sembrava che tutto fosse smarrito, con Beppe Grillo che è tornato ad attacchi vecchio stile e Renzi che ha richiamato il M5S a meno chiacchiere e più sostanza. Poi in serata la svolta che arriva da Grillo che ha pubblicato sul suo blog “Dieci domande e dieci risposte”. Il M5S passa quindi alla pratica e fa le sue proposte dirette al governo.

 

L’invito di ieri del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a un rapporto costruttivo sulle riforme sembra quindi essere stato ascoltato. E oggi inizia la discussione sulla riforma del Senato in Commissione Affari Costituzionali con Renzi che si mostra ottimista sui numeri per realizzare la riforma.

La novità è di certo l’apertura del M5s che hanno mostrato Beppe Grillo e Luigi Di Maio e che fa pensare a un avvicinamento sull’Italicum, la riforma della legge elettorale fino a ora osteggiata dal M5S. L’apertura di Grillo sul ballottaggio è considerata come un successo dal Pd ma ci sono ancora tanti elementi da considerare, sia per la riforma della legge elettorale sia per la riforma del Senato, prima di parlare di accordo duraturo.

I dieci punti di Grillo sulla legge elettorale concernono la necessità di un vincitore alle elezioni, il premio di maggioranza, l’estensione dei collegi, la verifica della Corte Costituzionale, il potere delle regioni, l’indennità dei consiglieri regionali, il Cnel, il superamento del bicameralismo perfetto, il ruolo del senatore e quello che viene considerato più importante l’immunità dei parlamentari.