Il destino del Governo-Letta si decide nelle prossime due settimane

di Alba D'Alberto Commenta

“Che ne sarà di noi?”. Questa la domanda che Enrico Letta e i suoi Ministri si pongono in queste ore. Il destino del suo esecutivo, quello delle ‘larghe intese’, si gioca nelle prossime due settimane. Sembra di essere all’alba di una svolta, che conferirebbe una drastica accelerazioni e (almeno sulla carta) leverebbe l’Italia dallo stallo politico degli ultimi tempi.Da domani si volta per la legge elettorale alla Camera, per il decreto Destinazione Italia, il decreto Salva-Roma. L’agenda è fitta e si tratta di provvedimenti decisivi per le sorti di Letta e dei suoi uomini.

Tuttavia, già da qualche tempo in agguato c’è l’uomo destinato a succedergli (in caso di vittoria delle elezioni della Sinistra) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Matteo Renzi e la direzione del Pd si riuniranno dopo il 20 febbraio. Numerose sono le ipotesi per il futuro del Partito. Quella che si respira, però, è un’aria di sfaldamento dell’attuale esecutivo.

Renziani e non chiedono a Letta di ‘darsi una mossa’ o di ‘abdicare’. Siamo dunque in un momento d transizione, alquanto difficile da gestire.

Letta, dal canto suo, non vuole dimettersi per passare la mano a Renzi.

Intanto, il Presidente Napolitano, ‘superpartes’, ha detto la sua: gradirebbe una continuazione del governo, e non accetterebbe di sciogliere le Camere per andare a votare.

Renzi riuscirà a superare anche questo ostacolo? Dal canto suo continua a ‘criticare’ (pur sostenendolo) l’esecutivo. Ma la situazione che si profila vede un Governo che da qui a poco potrebbe non avere più il supporto di gran parte del Pd. Ecco perché le prossime due settimane saranno decisive.