Abruzzo, nuova scossa

di Angela Gennaro Commenta

La terra trema ancora. Terremoto Abruzzo. Il bilancio ufficiale, ad ora, è di 230 persone. Cinquanta i dispersi, oltre 150 le persone salvate. Il numero dei feriti supera di poco le 1000 persone, delle quali 500 già ospedalizzati. Silvio Berlusconi ha parlato oggi di 100 di loro in condizioni difficili. Per altre 48 ore si continuerà a scavare e ad estrarre corpi, sperando di trovare ancora vivi i dispersi. E io, a Roma, mi giro ogni cinque minuti a guardare il lampadario, dopo la scossa delle 19.47.

20 tendopoli dotate di 16 cucine da campo sono state allestite o sono in corso di allestimento. Una delle notizie di queste ore riguarda la grande solidarietà giunta da ogni parte del ondo. Silvio Berlusconi ringrazia sentitamente. Prima assicura: l’Italia farà da sè. Salvo poi aprirsi alla telefonata dell’abbronzato Obama.

Barack avrebbe offerto una mano, e Silvio annuncia dalla tendopoli di San Demetrio, alle porte de L’Aquila:

Se gli Usa vorranno prendersi la responsabilità dei Beni culturali e delle chiese noi saremo lietissimi di poter avere questo sostegno

Gli Stati Uniti sarebbero disponibili per qualunque esigenza, e il popolo e il governo americano sono vicini al paese amico che è l’Italia. Silvio il narciso riporta che Obama lo avrebbe tanto ringraziato per la collaborazione che abbiamo avuto in questi tre giorni europei.

Insomma, l’Italia accetterebbe l’aiuto statunitense.

Gli ho spiegato la situazione del terremoto e gli ho detto che se volevano dare un segno tangibile della loro vicinanza, noi avremmo fatto l’inventario delle cose da ricostruire. Se vorranno, quindi, potranno prendersi la responsabilita’ della ricostruzione di beni culturali e chiese. Noi saremmo lietissimi di avere questo sostegno, un contributo alla ricostruzione

Se ne parlerà a Washington, dice. Poi precisa anche che verranno utilizzati, questi aiuti, in un secondo momento. A me, però, tutto questo ha fatto venire in mente il Piano Marshall. Lo European recovery program, uno dei piani targati USA per la ricostruzione dell’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma anche quelle “analisi” storiografiche (soprattutto marxiste) del Piano stesso, per le quali si è trattato di uno strumento per perpetuare il dominio degli Stati Uniti sull’Europa. L’impostazione imperialista è stata giudicata da molti eccessiva, perchè l’Europa si riprese e gli scambi commerciali sull’asse sarebbero comunque siventati forti. Un collegamento eccessivo e improprio?

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