Il terremoto nell’oscurità della Capitale addormentata

di Angela Gennaro 5

“Che facciamo? Copriti, forse c’è da scappare via. Che ne so come sono messe queste mura…”. Un rumore incredibile nella notte serena della città. Un boato sordo, e poi la terra ha cominciato a tremare. Urla dalle case, dove la gente corre: “Svegliati, alzati, c’è il terremoto”.

“Sentivo tutte le porte cigolare. Io ho paura. E mò chi dorme più….”. Sono attimi dalla durata infinita per tutti. La signora, capelli bianchi e viso smarrito, si affaccia preoccupata dal quinto piano di un enorme palazzo in via Tripoli. L’edificio è il più alto della zona. La sua voce è un fremito. Continua a parlare, sperando che i vicini continuino a rimanere affacciati, forse a farle compagnia. Anche tante altre teste sbucano fuori dalle finestre e dai balconi. Sono anziani, nella maggior parte dei casi. Vivono da soli, e passeranno il resto della nottata in bianco.

Sono da poco passate le 3.32. Una coppia cammina per la strada: lui la abbraccia, lei trema e si rifugia sotto ad un albero. Dalle finestre dei palazzi di fronte si accendono le luci, una, dieci, migliaia. E i televisori: tutti sintonizzati sul Televideo. L’ultima scossa è forte come quella precedente. Ma dura pochissimi secondi. Le pentole suonano, i lampadari oscillano vorticosamente. C’è chi scende per casa. Il parco Nemorense si riempie di gente alla ricerca dell’aria aperta, in fuga da qualunque cosa possa stagliarsi sopra le proprie teste. A Piazza Bologna si scappa per strada. “C’era un rombo e il letto ballava … Tremava il pavimento. I lampadari oscillavano, e tutti quelli che se ne sono accorti subito o avevano già percepito la scossa precedente erano usciti all’aperto”.

“Credevo fossero i ladri. Poi ho capito che non si trattava di qualcosa di umano”.

Sono da poco passate le 3.32, e scende il silenzio. Un silenzio assordante, rotto solo pochi infiniti istanti dopo. Telefonini che squillano. Mamme, sorelle, parenti e amici che chiamano. “Sto bene, solo tanta paura”. Chiamano anche dalla Grecia, italiani lì espatriati. Ad Atene i terremoti non sono poi una faccenda strana, e sanno esattamente cosa l’Italia sta vivendo ora.

Per molti, per tutti, un’esperienza assurda e terrificante. Stamattina Roma si è svegliata senza aver più potuto dormire. Incredula, in preda alla confusione ma composta. C’è chi ha trovato nuove crepe in casa, ad esempio nel quartiere Salario-Trieste. Crepe inedite, crepe che fino a poche ore prima non erano certo lì. E c’è una sola parola che rimbomba in testa: Abruzzo.

Commenti (5)

  1. infatti ho un sonno bestiale, ma vespa sta facendo del giornalismo. con tanto di momento berlusconi. sarà

  2. @ generale peracconi:
    Figurati. Questo terremoto lo sta consolando dalla fine dell’effetto Cogne…

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