World Press – Rassegna Stampa Internazionale del 12 giugno 2008

di Paolo Riva Commenta

Ore 01:34. Sicurezza. E rispetto. Sembrano questi gli unici desideri dei cittadini di tutto il mondo, quindi europei ed extraeuropei, o almeno questo è quanto traspare dalle prime pagine dei giornali della nostra rassegna che, come ogni notte (per voi giorno, fortunati voi) mi appresto ad illustrarvi.

Italia: E’ un’ultima ora a dominare le prime pagine di tutti e tre i quotidiani più importanti d’Italia: Corriere della Sera, La Stampa e La Repubblica. La notizia riguarda la morte, nel pomeriggio di ieri, di 6 operai all’interno di una cisterna a causa di esalazioni tossiche. I titoli fanno rabbrividire, come da La Stampa:

“Abbracciati nella cisterna killer”

Sembra infatti che i 6 operai abbiano cercato di salvarsi in qualsiasi modo e siano stati ritrovati abbracciati, come gesto estremo di reciproco aiuto. Da questo fatto, prosegue l’ormai storia infinita sulla sicurezza nei posti di lavoro; problema che il nuovo governo dovrà affrontare al più presto possibile.

USA: Si parla di presidenziali e non più di primarie negli Stati Uniti. Perchè se ormai è dato di fatto, ma per chi non lo sapesse lo ripeto per l’ennesima volta, che la sfida sarà tra il repubblicano John McCain e il democratico Barack Obama, il coloured candidate ha ufficialmente attivato la ricerca del suo vice-presidente, ruolo che pur essendo di secondo piano rimane comunque di importanza vitale per l’uomo più potente del mondo. A tal proposito fa scalpore la scelta di Jim Johnson, un componente del team per la ricerca del VP di Obama, che ha rassegnato le dimissioni. Le sue dimissioni riguardano una sua posizione non proprio “pulita” all’interno del partito, anche se molto probabilmente potrebbe anche essere solo una manovra per eliminare un “cliente scomodo”. Solo il futuro saprà darci delle risposte.

Francia: Ma non erano gli italiani a vivere di calcio? Non si come mai ma Le Figaro non passa giorno o notte a pubblicare un articolo calcistico, per di più contro qualcuno. Noi italiani ormai ce ne abbiamo fatto il callo, Domeneque Docet, ma addirittura i nostri cugini d’oltralpe se la sono presa anche con gli svizzeri titolando con un triste, per i rossocrociati:

“La Suisse éliminée de son Euro” – “La Svizzera eliminata dal suo Europeo”

Credo che però la Francia farebbe bene a vedere in casa sua perchè venerdì dovrà vedere arancione. Su Le Monde invece compare un’interessantissimo articolo di politica estera, riguardante l’Irlanda. Infatti esattamente giovedì, anche se nelle piccole isole già da ieri, il paese si ritroverà a votare per approvare il trattato di Lisbona, quella “costituzione sostitutiva” bocciata dal referendum francese e olandese nel 2005. Attualmente la situazione è negativa per la UE in quanto sembra che i no siano avvantaggiati, ma l’Unione Europea ci crede.

Gran Bretagna: Quasi in un controsenso tutto britannico dalle pagine di Times e Daily Telegraph non appare nessuna notizia del referndum irlandese, per la serie “I miei vicini di casa mi stanno a cuore”. Invece la notizia del giorno riguarda Gordon Brown o meglio la sua “42 day law”, la famosa legge antiterrorismo basata sui 42 giorni di detenzione preventiva:

“PM wins 42 day vote thanks to Ulster Mps” – “Il Primo Ministro vince il voto della 42 giorni grazie ai voti dell’Ulster”

Una legge approvata anche grazie ad una grande forza d’animo del primo ministro che si è visto costretto a mettere se stesso in prima persona per poter conquistare quella maggioranza (esigua solo 9 voti) che gli ha permesso di portare a casa l’approvazione e far vivere la “42 giorni”.

Germania: Io ve lo dico e vi avverto, questi si sono fissati. Lo si capisce dal Bild, primo quotidiano tedesco, che ripiazza per l’ennesima volta George Bush e Angela Merkel in prima pagina con una foto e un titolo abbinato abbastanza inquietante:

“Reden sie hier über einen Angriff auf den Iran?” – “Staranno parlando qui di attaccare l’Iran?”

Una foto dove i due protagonisti sembrano attenti nel conversare e nell’ascoltarsi l’un l’altro. L’arrivo di Bush in Germania non è stato ben visto dai media nazionali che sembrano vederlo come un “attacco preventivo” per future operazioni in comune.

Spagna: Dalle pagine di El Pais si vola all’estero, in UK, per riprendere l’argomento già trattato della 42 giorni:

“El parlamento británico aprueba ampliar el plazo de la detención sin cargos a sospechosos de terrorismo” – “Il parlamento britannico approva l’estensione della detenzione preventiva per terrorismo”

Sul El Mundo invece si riprende l’argomento dello sciopero degli autotrasportatori iberici.

“Fomento firma un acuerdo con el 88% del sector pero los convocantes mantienen el paro” – “Il governo firma un accordo con l’88% del settore però i manifestanti continuano il blocco”.

Insomma, che si vinca o si perda si continua nello sciopero senza condizioni. Tutto questo mentre gli scaffali dei supermercati si stanno svuotando e le pompe di benzina risultano completamente svuotate.

Cina: Oltre agli aggiornamenti del giorno nella zona del Sichuan vi è da segnalare una notizia riguardo un inasprimento dei rapporti tra Cina e Giappone a causa di una manovra di una nave della guardia costiera giapponese in acque cinesi, contro una nave peschereccia di Taiwan.

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