Un’Italia senza futuro

di Paolo Riva Commenta

E’notizia di alcune ore fa. I tre maxiemendamenti della Finanziaria sono ufficialmente passati alla camera dei deputati con 3 votazioni di fiducia che hanno sempre visto la maggioranza avere più di 320 voti.

Questi maxiemendamenti comporteranno uno sforzo economico superiore a quello previsto precedentemente dal governo, che inizialmente aveva definito una manovra finanziaria pari a 10,7 miliardi di euro, ma che con la approvazione di questi tre emendamenti vede lievitare a 16,3 miliardi le spese previste dal governo per l’anno successivo.

Un aumento, assicura Palazzo Chigi, che non peserà ulteriormente sulle tasche degli italiani (che già in questo momento si sentono abbastanza tassati), ma che recupererà i quasi 6 miliardi mancanti da tagli alle spese previste nella prima versione della finanziaria (quella da 10,7 milioni). Un’affermazione questa poi non propriamente vera, in quanto è già stato previsto per il 2008 un aumento sul prezzo delle sigarette.

Dei tre maxiemendamenti sicuramente quello più noto è sicuramente quello che riguarda l’accordo con i camionisti, che nemmeno una settimana fa scioperavano sulle strade italiane per fare valere le loro ragioni.

Ma da dove arriveranno quindi i soldi per questi maxiemendamenti?? Chiaramente da tagli alle spese pubbliche dove forse maggiormente si ha più necessità in questo momento. Il taglio maggiore avverrà nel settore della ricerca, dove sarà di ben 92 milioni di euro (più del triplo dei soldi stanziati per l’emendamento sui trasporti). Un taglio, a mio parere, assurdo perchè sta a significare che il governo non crede assolutamente nelle università e nei CDR e quindi non crede in tutti coloro che oggi fanno parte di questa realtà, siano essi studenti, ricercatori, professori o quant’altro.

Quello che maggiormente fa pensare, da questo genere di decisioni, è che il governo, di centro-sinistra ricordiamo, non stia governando da centro-sinistra. Nulla delle loro decisioni sembra aiutare o agevolare quelle classi sociali più basse e meno agiate che stanno sprofondando, insieme a tutte le altre, economicamente. La fiducia nel futuro del paese da parte di queste persone è e sarà sempre più bassa con questo genere di politica, e un taglio alla ricerca significa tagliare ulteriormente le gambe alla, poca, fiducia rimasta nel cuore degli italiani nei confronti del loro paese natio.

Attualmente siamo il popolo con meno fiducia per il futuro di tutta l’Europa, evidentemente con questa Finanziaria il governo punta a confermare questa sfiducia anche per gli anni a venire.

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