Tripoli, Frecce Tricolore e Berlusconi on air

di IsayStaff 1

Tripoli, il 1 settembre, festeggia. Festeggia i 40 anni della rivoluzione di Muhammar Gheddafi. Ma a celebrare il leader libico non ci saranno nè il presidente francese Nicolas Sarkozy, né il presidente con il primo ministro russo, Dimitri Medvedev e Vladimir Putin. Fonti del Cremlino precisano che entrambi hanno già impegni precedenti: Medvedev, pur avendo ricevuto un invito, quel giorno ha l’agenda già impegnata. Putin, dice il suo portavoce Dmitri Peskov, il primo settembre prossimo il premier sarà a Danzica per una visita già concordata precedentemente.

Alle celebrazioni indette a Tripoli il prossimo 1 settembre ci sarà, invece, Silvio Berlusconi. Che manderà anche le Frecce Tricolore.

L’Eliseo ha smentito che il presidente francese Sarkò sarà presente.

Non è mai stato in discussione

Ma soprattutto non è prevista neppura delegazione di sorta per la Libia. Per la Francia, parteciperà Francois Gouyette, l’ambasciatore di Francia a Tripoli. Tutto questo mentre si sentono ancora gli strascichi delle polemiche di questi giorni. Polemiche che nascono dalla figura di Al-Megrahi: detenuto in un carcere scozzese fino al 20 agosto 2009 per la strage di Lockerbie, è stato scarcerato per ragioni umanitarie – è malato terminale di cancro alla prostata. Il governo libico ha permesso il suo rientro in patria con l’aereo personale del colonello Gheddafi, e lo ha accolto come “un eroe nazionale”.

La Corona britannica ha annullato un viaggio in Libia del principe Andrea, e anche il premier Gordon Brown ha avuto parole dure, dicendosi arrabbiato e disgustato per l’accoglienza riservata al terrorista, condannato all’ergastolo per la strage di Lockerbie.

Ma Silvio Berlusconi andrà. E dopotutto anche con qualche timore: si teme che, all’ultimo, al-Megrahi partecipi alle celebrazioni per l’anniversario della firma del trattato di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia che si svolgeranno il prossimo 30 agosto a Tripoli.

Polemiche, polemiche e ancoa polemiche. Ma il premier ci sarà, così come ci saranno le Frecce Tricolore. Per cementare un’alleanza sotto gli occhi del mondo, non sempre d’accordo.

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