Salva manager: equivoci e martiri



Si cerca il mandante, a questo punto. Lo riporta un editoriale di oggi di Repubblica. Si cerca il mandante. Il che è una toppa, nonché una necessità, sempre tutta italiana.


C’è il “delitto”, scoperto da questo giornale insieme a “Report”, la trasmissione tv di Milena Gabanelli: l’ennesima norma ad personam, infilata di straforo dentro il decreto sull’Alitalia e ritagliata su misura per salvare finanzieri come Tanzi e, soprattutto, banchieri come Geronzi. Ci sono i “colpevoli”: Angelo Maria Cicolani e Antonio Paravia anonimi parlamentari del Pdl relatori dell’emendamento, “peones” come lo furono, nella precedente legislatura berlusconiana, i Cirielli e i Nitto Palma che mettevano la firma sulle peggiori nefandezze giudiziarie commissionate dagli avvocati del premier

La domanda è semplice: chi li manda?


L’altro quesito – che è in pratica una certezza – è: la politica italiana va avanti così, secula seculorum. Con manine sante di anonimi parlamentari che raramente passeranno alla storia del mainstreaming, ma che hanno il compito fondamentale di inserire emendamenti e aggiustamenti all’occorrenza.



Naturalmente, Silvio commentò:

Non ne sapevo niente

Più forte è la posizione di Tremonti, che evidentemente, a questo punto, giacché la Gabanelli non ha avuto l’accortezza di farsi i fatti suoi, deve immolarsi in termini di immagine e di credibilità. Per fare in modo che l’italiano medio pensi tra sé e sé: quant’è buono questo governo, che spessore morale questi ministri. Perché, appunto, Tremonti ha detto:

O va via l’emendamento, o vado via io

Una lancia spezzata a favore del suo coraggio. Chi è il mandante di un emendamento che garantisce l’immunità a Geronzi e dintorni?


Ad appoggiare Tremonti, i ministri del Welfare Maurizio Sacconi e dello Sviluppo economico Claudio Scajola . Poi Italo Bocchino, Giulia Bongiorno e molti altri. La versione ufficiale è

Si è trattato di un equivoco

anche se qui non si capisce cosa ci sia di equivocabile. Ma il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, quello dalla risposta registrata ed eventualmente adattata all’occorrenza, tira in mezzo l’opposizione: specula.


Ecco la ricostruzione dei fatti del Secolo XIX.

L’emendamento fu presentato direttamente in aula dai relatori Angelo Cicolani e Antonio Paravia. La votazione si svolse fuori dai riflettori, per alzata di mano. I senatori del Pd non chiesero il voto elettronico e non ci furono interventi contrari. È però vero che nei giorni precedenti il senatore democratico Felice Casson intervenne in aula per dire che il decreto (non ancora modificato dall’emendamento) conteneva una sorta di «amnistia mascherata».

«In realtà se ne erano accorti tutti», racconta il leghista Massimo Garavaglia, che spiega: «Doveva essere solo un’ulteriore tutela per Fantozzi, ma ora di fronte al rischio che per tutelare il commissario di Alitalia vengano tutelati dei delinquenti è ovvio che quella norma verrà stracciata». La palla passa ora alla Camera, dove il decreto Alitalia arriva all’esame dell’aula a partire da martedì prossimo


Ora: qualcuno ha chiesto a Paravia e Cicolani la loro versione dei fatti? Sì: l’ufficio stampa del Popolo della Libertà. Ed ecco la risposta:

L’emendamento è mirato esclusivamente a tutelare le difficili scelte da parte dei commissari, operate in momenti oggettivamente straordinari, come è ad esempio nel caso di Fantozzi, che hanno l’esigenza di agire in modo certamente responsabile, ma discrezionale e flessibile, tendendo in primo luogo a garantire la continuità di un pubblico servizio. Riteniamo che l’emendamento proposto affronti un tema reale e ineludibile, in modo appropriato e, in Aula, la stessa opposizione, nelle sue varie articolazioni, pur votando in modo contrario all’intero provvedimento, non ha eccepito sulla forma ne’ sulla sostanza dell’emendamento

Ah.


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