Pino Pelosi, nuove confessioni sull’omicidio di Pasolini

di Michele Laganà 1


Continuano i misteri sulla morte di Pierpaolo Pasolini all’idroscalo di Ostia. Il regista italiano diventato famoso per le sue grandi pellicole cinematografiche oggi torna a far parlare di se, dopo l’intervento di ieri di Polosi presso una nota libreria di Roma durante la presentazione di un libro dedicato a Pasolini. Alla presentazione del libro, era presente anche Walter Veltroni che visto Pino Pelosi non ha perso l’occasione per fargli alcune domande riguardo la morte del regista.

Un intervista a tutto campo, così potremmo definirla quella inscenata ieri dal’Ex sindaco di Roma. Veltroni, visto Pelosi, lo ha invitato a farsi avanti e raccontare la sua versione dei fatti, nonostante l’ex sindaco di Roma non lo conoscesse, “Ero amico di Pierpaolo e non ho mai creduto alla tua versione dei fatti” così Veltroni ha iniziato.

Pelosi durante la presentazione del libro era infondo alla sala, ma Veltroni lo ha comunque visto e chiamato a parlare. Veltroni dopo una serie di domande, affronta quella sicuramente più spinosa, la domanda che porta Pelosi a dare l’ennesima confessione, l’ennesima versione dei fatti. Veltroni chiede a Pelosi: “Hai parlato di tanta gente coinvolta nell’omicidio  ha sottolineato Veltroni  tutti morti. Anche l’assassino è morto? O vive e non ha mai pagato?ed è qui che Pelosi crolla, non è sicuro di dare la risposta ma alla fine risponde: “Sì, è ancora vivo”.

A quel punto Veltroni chiede a Pelosi se fosse stato minacciato e soprattutto da chi. Pelosi risponde che veniva minacciato, dai “fratelli Borsellino” morti tutti e due di Aids. Veltroni a quel punto chiede di raccontare come fosse andata effettivamente quella serata, cosa fosse successo, ed è qui che Pelosi inizia nuovamente a raccontare la sera della morte di Pasolini:

Pasolini mi ha fatto salire in macchina a Termini. Siamo andati a cena al Biondo Tevere. Poi siamo andati all’Idroscalo e abbiano avuto un rapporto sessuale. Io sono sceso dall’auto per fare pipì. Dopo qualche secondo ho visto arrivare una moto con due persone a bordo e un’auto, forse una 1300 o una 1500, con quattro uomini. In seguito ho ricordato che ci seguivano dalla stazione. Un paio di loro hanno tirato Pierpaolo fuori dall’abitacolo e hanno cominciato a picchiarlo, era a terra già mezzo morto quando gli sono passati addosso con l’auto

Quella sera stessa, da quanto dichiara Pelosi, sono iniziate le minacce. Uno dei due aggressori è andato verso Pelosi dicendogli che se avesse parlato, anche lui e la sua famiglia sarebbero morti. Pelosi conclude le sue dichiarazioni subito dopo aver rinnovato la sua innocenza, dicendo che l’anello trovato in macchina di Pasolini e’ stato un depistaggio atto ad incolpare lui. Si avvicina a Veltroni, gli stringe la mano e se ne va.

 

Photo credits | Getty Images

 

Commenti (1)

  1. Quella sera stessa, da quanto dichiara Pelosi, sono iniziate le minacce. Uno dei due aggressori è andato verso Pelosi dicendogli che se avrebbe parlato, anche lui e la sua famiglia sarebbero morti…
    Se avrebbe parlato… io avrei stato zitto…

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