Pdl, Alfano nominato segretario politico. Si dimetterà da ministro

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

Si è riunito oggi l’ufficio di presidenza del Pdl, che ha deciso di nominare un segretario politico del partito, come aveva annunciato lo stesso premier Berlusconi, e di affidare tale incarico al ministro della Giustizia Angelino Alfano, che dovrebbe comunque dimettersi da Guardasigilli. Ad Alfano sarà quindi affidata la guida politica del partito, e sarà affiancato da tre coordinatori con competenze più specifiche: Ignazio La Russa si occuperà di propaganda, Denis Verdini di organizzazione e Sandro Bondi dei valori del partito.
Per Berlusconi, la nomina di Alfano “serve per ridare slancio al partito e al nostro elettorato”, visto che, ha aggiunto il premier, il Guardasigilli “è giovane, ha fatto bene come ministro ed è ben voluto da tutti”.
La nomina di Alfano a segretario politico del Pdl dovrebbe comunque essere formalizzata entro giugno da un Consiglio nazionale convocato proprio per modificare lo statuto del partito, che finora neppure prevedeva la carica di segretario.
Resta ancora aperta, invece, la partita su chi andrà a ricoprire la carica di ministro della Giustizia al posto di Alfano. Per adesso, sono circolati diversi nomi, in particolare quello del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, anche se quest’ultimo, già stamattina, aveva smentito, affermando: “Non ho nessuna intenzione di fare il ministro, preferisco il lavoro in Parlamento come sto facendo”. Lupi, invece, ha commentato: “Smettiamola con le ipotesi e il toto-nomine”.

Secondo altre indiscrezioni, fra i possibili “successori” di Alfano al ministero della Giustizia potrebbero esserci il senatore Piero Longo (uno degli avvocati difensori di Berlusconi) e il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito.
L’opposizione,
intanto, chiede che Alfano si dimetta al più presto da ministro, come ha affermato la capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti, per la quale “Questa maggioranza non è nuova allo stravolgimento delle regole democratiche”, ma, aggiunge, “non tollereremo un ministro della Giustizia a mezzo servizio”, poichè “la coabitazione non è possibile e crea danni enormi ai cittadini”.
Anche nel centrodestra, però, non tutti sono entusiasti delle decisioni prese dal vertice di oggi. Alessandra Mussolini, ad esempio, ha commentato: “Serviva un atto di coraggio per cambiare veramente. Così ne sposti uno e ne scontenti cento. O si faceva un unico coordinatore oppure così è una Babele”. Per il sindaco di Roma Gianni Alemanno, invece, “questa prima riunione ha portato alla svolta dell’elezione del segretario nazionale“, e ha aggiunto: “Ho chiesto per Alfano un mandato chiaro per il cambiamento”. L’ex ministro Claudio Scajola ha comunque chiarito: “Non si pensa al dopo Berlusconi ma a rilanciare il partito dei moderati con un giovane come Alfano”.

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