Milano, collaboratrice di giustizia sciolta nell’ acido dalla ‘Ndrangheta – FOTO

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Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia scomparsa da febbraio a Milano, è stata brutalmente assassinata e sciolta in 50 chili di acido in un terreno a San Fruttosio, vicino Monza.

L’episodio è conseguente alle dichiarazioni rese ai pm in seguito all’omicidio di Antonio Combierati, personaggio di spicco della criminalità calabrese.

E’ quanto risulterebbe dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip milanese Giuseppe Gennari e notificata dal nucleo investigativo dei carabinieri a sei persone, tra le quali Carlo Cosco, ex convivente della donna, e Massimo Sabatino, entrambi già in carcere.

Confindustria , Marcegaglia da Prato: “Autonomi e indipendenti dal Governo” – FOTO

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Dal palcoscenico del XII Forum della Piccola industria a Prato, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ribadisce con forza l’indipendenza degli industriali che, nonostante le campagne mediatiche e le pressioni che arrivano da più parti, non hanno alcuna voglia di rinunciare al’indipendenza.

L’esempio eclatante è proprio il suo: coinvolta in un caso di dossieraggio annunciato – e poi smentito – da Il Giornale apppena dopo le critiche pubbliche rivolte all’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, il vertice di Confindustria non s’è piegata ad alcun tipo di ricatto.

Le parole della Marcegaglia da Prato:È stata per me una grande amarezza che qualche imprenditore possa aver pensato che fossi ricattabile. Ma sappiate che nulla può farmi tremare la mano, né giornali, né intercettazioni, né verbali giudiziari. L’autonomia e l’indipendenza di Confindustria sono totali. Esiste una cortina fumogena velenosa che tenta di investire Confindustria con la sua nebbia ed esiste un teatrino mediatico che mi fa abbastanza schifo: il teatrino del veleno. Rispondo richiamando il dovere di non piegarsi“.
Le immagini del Forum:

Roma in piazza: ieri Cobas, oggi Fiom – FOTO

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Lo sciopero dei Cobas a cui fa seguito la manifestazione della Fiom. Roma torna a ospitare il malcontento della società civile e dai 15 mila professionisti del contesto scolastico alle migliaia di aderenti a quello che viene considerato, sempre più, il sindacato intransigente e determinato gli anfratti capitolini hanno dato spazio alla protesta. A esternare la protesta nei confronti della riforma Gelmini, dietro uno striscione con la scritta “Riforme, tagli, precarietà: ci rubano il futuro, ci tolgono la dignita” hanno aderito al corteo anche diverse migliaia di studenti delle scuole superiori.

La Fiom Cigl, per la mattina di sabato, ha chiamato a raccolta i lavoratori in difesa dei diritti, della democrazia, della legalità, del lavoro e del contratto: una grande manifestazione nazionale con due cortei a sfilare per le vie della Capitale. Un corteo in partenza alle 14 da piazza della Repubblica e piazzale dei Partigiani per arrivare a piazza San Giovanni, lì interverranno il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini e il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Numerose le adesioni: Anpi, Associazione Articolo 21, Popolo Viola, Precari della Scuola, Ricerca e Università, da Emergency a Un Ponte per, dall’Unione degli studenti a MicroMega, Sinistra e libertà, Federazione della sinistra, Italia dei valori e alcuni circoli del Pd.

Omicidio Sarah Scazzi: il colpo di scena, Sabrina Misseri in stato di fermo – FOTO DELLA GIORNATA

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Sabrina Misseri è stata posta in stato di fermo in seguito all’interrogatorio durato sei ore davanti al procuratore di Taranto, Franco Sebastio. La cugina di Sarah Scazzi è “gravemente indiziata – come riportato in una nota di poche righe della stessa procura tarantina – dei delitti di concorso in omicidio e sequestro di persona”.

La ragazza non avrebbe fatto alcuna ammissione di responsabilità ma la sua versione contrasta con quella di suo padre, Michele Misseri, auto accusatosi dell’omicidio della nipote quindicenne. In particolare, non avrebbe convinto la ricostruzione dell’omicidio mostrata dal Misseri agli inquirenti. Per le contraddizioni del padre, si sono  accresciuti i sospetti su Sabrina. E’ un colpo di scena che va a intristire ulteriormente una vicenda già amara: il lavoro degli inquirenti, proseguito anche nei giorni successivi all’ammissione del Misseri, è stato quello di stringere il cerchio intorno a Sabrina, sulla quale peserebbe anche il contenuto di alcune intercettazioni ambientali.

LA CRONACA DEL POMERIGGIO

Novità in merito all’omicidio di Sarah Scazzi: nel corso del pomeriggio, infatti, è stata interrogata come “persona informata sui fatti” Sabrina Misseri, cugina della vittima e figlia di Michele, l’uomo che ha confessato l’uccisione della quindicenne di Avetrana.

Palazzo Lombardia: la Regione e Formigoni traslocano – FOTO

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Palazzo Lombardia, oltre a essere l’edificio più alto d’Italia con i suoi 161 piani, è da oggi anche nuova sede della Regione Lombardia. Per ora, l’amministrazione guidata da Roberto Formigoni ha colocato nei nuovi spazi solo 44 dipendenti del settore sanitario mentre per completare l’intero dislocamento occorrerà proseguire a blocchi di 40, 50 dipendenti da qui al 31 gennaio.

Gli uffici della presidenza saranno ubicati negli ultimi piani del blocco inferiore. Nel corso dell’inaugurazione del processo di trasferimento, Formigoni si è recato in visita agli uffici già operativi nella nuova sede e ha dichiarato: “Si tratta di un’operazione vantaggiosa non solo da un punto di vista economico ma anche dal punto di vista organizzativo. Ci sarà più compattezza, risparmi di tempo, benefici ambientali e grande utilità per cittadini e imprese, che troveranno ciò di cui hanno bisogno in due edifici, il Pirelli e Palazzo Lombardia, che abbiamo voluto comunicanti tra loro“.

Santoro – Masi: in Rai è bufera

Scontro diretto, guerra tutt’altro che fredda: tra Michele Santoro, giornalista Rai, e Mauro Masi, direttore generale dell’azienda pubblica, sembrano non sussistere termini di accordo e intesa.

Disaccordo su tutta la linea anche dopo la messa in onda della puntata di giovedì 14 ottobre, l’ultima (in teoria) prima della sospensione impartita dal vertice di viale Mazzini allo stesso ideatore della trasmissione (dal 18 ottobre, per dieci giorni: a conti fatti, sarebbero saltate due puntate della trasmissione di approfondimento politico).

Santoro ha contestato la decisione: inizialmente attraverso una replica scritta apparsa sul sito di Anno Zero e poi in diretta tv nel corso dell’editoriale che precede l’inizio della trasmissione.

“Non c’è che una soluzione – ha esordito il giornalista – ricorrere al cosiddetto arbitrato interno, cosa che non amo. Ma voglio per una volta che voi raccogliate in ogni caseggiato dove c’è qualcuno che ascolta Annozero una dichiarazione che dice al presidente della Rai ‘sono un abbonato e non voglio essere punito al posto di Santoro“.

Mediaset e Berlusconi indagati dalla Procura di Roma

Mediaset è una famiglia allargata che fa capo a Silvio Berlusconi: allora, ai danni del Premier, altra indagine – stavolta da parte della Procura di Roma – per evasione fiscale e reati tributari che rimandano all’inchiesta milanese sulla compravendita dei diritti tv e cinematografici Mediaset.

Con il Presidente del Consiglio, stto indagine anche Piersilvio Berlusconi e altri dirigenti del gruppo. Pare che entrambi i Berlusconi – padre e figlio – siano stati invitati a comparire il prossimo 26 ottobre e sembra altrettanto probabile che possano non presentarsi. L’avvocato dei Berlusconi, Niccolò Ghedini, intanto precisa: “Le indagini che sarebbero in corso presso la procura di Roma, che agirebbe in quanto alcune società avevano ivi sede, non possono che sostanziarsi nella contestazione di ipotesi praticamente identiche a quelle già prospettate dalla procura di Milano, ancorché per anni diversi. Dall’eventuale prosieguo delle indagini si potrà comunque agevolmente evidenziare come i prezzi dei diritti fossero assolutamente  congrui e acquistati da società terze e che pacificamente il presidente Berlusconi e Piersilvio Berlusconi sono totalmente estranei ai fatti in oggetto, dovendosi quindi pervenire a una pronta archiviazione“.

Futuro e Libertà, per Fini le comunali sono banco di prova: mani libere

Gianfranco Fini ha sempre più voglia di verificare a che punto del percorso ci si trova: il pungolo è quello di svincolare Futuro e Libertà da eventuali alleanze predefinite, scordando per la prima volta gli alleati storici del PdL, e tentare di fare una prima, indicativa conta rispetto al gradimento e alle credenziali della nuova forza politica.

Le comunali in programma la prossima primavera potrebbero fare al caso del Presidente della Camera: è l’intendimento con cui si sono lasciati gli europarlamentari di Fli e lo stesso Fini, dopo un incontro avvenuto nel pomeriggio di ieri.

Il senso delle dichiarazioni della terza carica istituzionale, in tal caso, è quello di ribadire la linea programmatica di Futuro e Libertà ma anche aprire un varco all’eventualità che – non verificandosi condizioni necessarie – il partito possa abbandonare la triade con il Popolo delle Libertà e la Lega Nord e optare per una duplice soluzione. Correre da soli oppure intessere alleanze programmatiche con altre forze politiche.

Rai, Santoro: “Masi o io, uno dei due salta per forza”

Michele Santoro sospeso dalla Rai per dieci giorni a partire da lunedì 18 ottobre. Nella circostanza, all’ideatore di “Anno Zero” verrà sospeso lo stipendio: è la decisione della Direzione generale di viale Mazzini in seguito all’insulto in diretta tv del giornalista nei confronti di Mauro Masi, direttore generale della Rai.

E’ accaduto lo scorso 23 settembre durante l’editoriale cui Santoro ha abituato i telespettatori di Anno Zero: pesarono, nella circostanza, i tentativi della dirigenza Rai di ostacolare il programma anche attraverso il mancato rinnovo dei conratti di Marco Travaglio e Vauro.

Da lì, avvenimenti a susseguirsi: stando a indiscrezioni pubblicate da L’Unità e dal Il Manifesto, Masi avrebbe cercato di indirizzare il CdA Rai verso il licenziamento di Santoro ma non avrebbe trovato terreno fertile. La versione è stata smentita da Masi (con tanto di annuncio di querela nei confronti delle testate) ma Santoro non ha perso tempo nella replica al provvedimento subito.

La risposta appare sul sito di Anno Zero: “Gentile Presidente e gentili Consiglieri, il provvedimento disciplinare assunto nei miei confronti, con una procedura ad personam, è di una gravità inaudita e, contro di esso, reagirò con tutte le mie forze  in ogni sede. Ritengo, tuttavia, che il Consiglio, anche senza entrare nel merito di questa “punizione esemplare”, debba pronunciarsi sulla decisione assunta dal Direttore Generale di metterla in atto cancellando due puntate di Annozero. Una punizione nei miei confronti si trasforma così in una punizione per il pubblico, per la redazione, per gli inserzionisti, per la Rai. E, in questo modo, si spezzano le gambe ad un programma di grandissimo successo, dopo averlo già sottoposto a una partenza ad ostacoli, dopo che ogni settimana deve andare in onda in un clima di tensione, dopo che  Vauro e Travaglio sono costretti  a fornire gratuitamente le loro prestazioni senza che vengano fornite motivazioni di sorta. Considero tutto questo un vero e proprio attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.
Cordiali saluti
“.

Italia-Serbia: arrestato l’incappucciato (capo ultrà della Stella Rossa) – FOTO e VIDEO

Ultranazionalisti con il mito della grande Serbia, politicamente di destra, omofobi. Si azzarda che molti tra essi siano figli o nipoti di serbi che parteciparono alla guerra dei Balcani, vivono con nostalgia con il ricordo dei tempi di Milosevic, Mladic e Karadzic: tra gli adesivi ritrovati a Marassi il giorno dpo, molti riportavano le scritte ‘Il nuovo ordine Mondiale’, e ‘Karadzic-Mladic nuovi eroi’.

E’ l’identikit di parte dei tifosi serbi che ieri sera hanno tenuto sotto scacco Genova e la zona che circonda lo stadio Marassi riuscendo nell’impresa poche altre volte portata a buon fine di far sospendere una partita internazionale. Tra le immagini che si stanno susseguendo dalla serata appena trascorsa, scorrono a fiume quelle che riprendono l’incappucciato, l’uomo nero, la bestia col passamontagna.

Dopo aver agito indisturbato per due ore a cavalcioni della vetrata che fa da divisorio tra il primo anello e il campo da gioco (ho provato a contare quante volte ha fatto il gesto delle tre dita e quante quello del medio: una caterva, si pareggiano quasi) e aver trascinato un centinaio di persone a recitare la parte dei teppisti, l’individuo è riuscito a uscire dall’impianto e si è andato a nascondere nel vano motore di uno dei pullman che avrebbe dovuto riportare a casa i tifosi.

Lo hanno catturato nella notte: si chiama Ivan Bogdanov, le forze dell’ordine lo hanno identificato facilmente grazie alla mole e ai tatuaggi ben visibili sulle braccia. 29 anni, conosciuto come “Coi”, sarebbe uno dei capi storici della tifoseria serba, leader indiscusso dell’Ultra Boys della Stella Rossa Belgrado. Ha una fedina penale compromessa: quattro denunce penali per risse, lesioni personali, aggressione a pubblico ufficiale, produzione e possesso di sostanze stupefacenti.

Bersani e Vendola, accordo sulle primarie

Nel centro sinistra, work in progress: a stemperare le tensioni (programmatiche, personali, politiche) accumulate in questi mesi – quando, peraltro, occorreva conservare unità per la concomitante crisi d’alleanza in cui è incappato l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi – è arrivato l’incontro tra il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, e colui che vien edai più indicato quale principale avversario nella corsa alla leadership. Nichi Vendola.

Il faccia a faccia tra i due è avvenuto a tavola, in un ristorante di Roma, e ha portato un accordo rispetto alle primarie in seno al Pd. Si faranno: non ancora chiaro quando, il come dovrebbe somigliare quanto accaduto nelle occasioni precedenti.

Bersani ha dichiarato: “Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Noi siamo d’accordo sul fatto che siamo entrati in una fase pericolosa per la democrazia e che sarebbe utile un governo di transizione per cambiare la legge elettorale e quindi andare rapidamente all’appuntamento elettorale. Dopo di che abbiamo il meccanismo delle primarie e chi si candida, si candida“.

Roma, Anagnina: donna aggredita in coma – VIDEO. Alemanno: “Indifferenza inaccettabile”

L’indifferenza della gente è inaccettabile“. L’accusa mossa da Gianni Alemanno, sindaco di Roma, nei confronti di una piaga sociale sempre più marcata trae spunto da un fatto di cronaca accaduto nella capitale (zona Anagnina) nella mattinata di venerdì: dopo una lite marginale per un ticket della metropolitana, un 20enne romano con precedenti per lesioni ha sferrato un pugno in pieno viso a un’infermiera romena 32enne.

La donna, rimasta stesa al suolo per parecchi minuti senza che i passanti si preoccupassero di soccorrrerla, è attualmente in coma . L’uomo, invece, è stato bloccato da un terzo soggetto che aveva assistito alla scena ed è stato arrestato.

I FATTI. Un diverbio che in molti altri casi avrebbe lasciato il tempo che trova, diventa in realtà espediente per il dramma: qualche parola grossa e lo strascico della lite che si protrae nei minuti immediatamente successivi. Poi un pugno: ben asssestato, diretto, in piena faccia. La donna ha perso i sensi: solo molti minuti dopo sono stati allertati i soccorsi ed è stata trasportata d’urgenza presso il policlinico Casilino.

Berlusconi contro il PdL: “Il calo di consensi non è colpa del Governo”

I risultati dei sondaggi politici commissionati da Silvio Berlusconi, stavolta, devono aver raccontato al Premier un’amara verità: che il suo Governo, cioè, sia in calo di consenso. Deve esserci la presa d’atto del fondatore del Popolo delle Libertà alla base dell’accusa mossa da Mosca (in corso i festeggiamenti per il compleanno di Vladimir Putin) dallo stesso Berlusconi.

Che, udite udite, non se la prende nè con gli avversari del centro destra (i finiani di Futuro e libertà per l’Italia) e neppure con le opposizioni ma punta il dito contro i suoi stessi alleati. Offensiva contro lo stesso PdL e difesa strenua dell’operato del suo esecutivo: “Se negli ultimi due mesi la nostra parte politica ha dato, a volte, un’immagine che non ha entusiasmato, lo si deve ad alcuni errori del partito e non del governo“.

Fini: “Il Federalismo non è la Padania, si cambi la legge elettorale”

Gianfranco Fini e il Federalismo: un binomio distaccato e mai sfociato in qualcosa di più. Non perchè il Presidente della Camera disdegni l’eventualità di introdurre anche in Italia un sistema federale quanto piuttosto per l’evidente divergenza di vedute tra il personalissimo modo di concepirne la realizzazione della terza carica istituzionale e quello di chi (Umberto Bossi e la Lega Nord) è stato scomodo alleato fino a qualche settimana fa (lo è ancora, ma sempre meno).

In occasione dell’incontro con i consiglieri regionali della Valle d’Aosta avvenuto nella più piccola regione italiana, Fini ha dichiarato: “Alla base della richiesta, da parte dei cittadini, di rafforzare il processo di forte decentramento territoriale non vi è un nostalgico guardare indietro alle piccole patrie preunitarie e nemmeno il fascino per una inesistente identità padana. Il federalismo non può essere concepito come uno slogan o come una sorta di manifesto privo di pesi e contrappesi. Sotto questo profilo è necessario configurare, organizzare e far funzionare il nostro sistema di governance multilivello in modo che diventi un fattore di crescità, di sviluppo sostenibile, di coesione sociale e di competitività del Paese“.