Futuro e Libertà per l’Italia, nasce il partito

di IsayStaff 1

Alleanza Nazionale in piccolo? Manco per idea: piuttosto, chiarisce Gianfranco Fini, è il Popolo delle Libertà in grande. Come dire: nessuno tra i finiaani di Futuro e Libertà per l’Italia ha voglia di guiardare al passato. Semmai, si procede oltre, verso il futuro.

Nasce a Roma, nella sede di Farefuturo, il nuovo centro destra sempre più distante da Silvio Berlusconi. Non un partito vecchia maniera, continua Fini, piuttosto un movimento di opinione: “Non possiamo mettere in moto una struttura pesante“.

Manca il tempo, a conti fatti, e forse non sarebbero sufficienti le fiorze di cui si dispone allo stato attuale: in fondo, le elezioni anticipate sono tutt’altro che ipotesi scongiurata.

Dobbiamo lavorare bene sul percorso e sulle modalità: non voglio ricommettere gli errori che ho fatto in passato. Non ci devono essere galassie – continua il Presidente della Camera – personalismi, falchi e colombe: d’ora in poi parliamo di politica, perché la barca è di tutti e tutti dobbiamo remare nella stessa direzione: spero che il governo duri, ma siamo pronti a tutto“.

Dopo la riunione preparatoria di oggi, almeno due date già calendarizzate: la prima porta a Perugia dove, il 6 e 7 novembre, si svolgerà la convention nazionale di “Generazione Italia“. In quella circostanza verrà presentato il manifesto programmatico stilato da 30 intellettuali aderenti.

La seconda, invece, rimanda a Milano: nel capoluogo lombardo, infatti, nascerà ufficialmente il partito (27 gennaio, coincide con le celebrazioni per il Giorno della Memoria).

Intanto, il PdL ha deciso di non trascurare in alcun modo l’eventualità del voto anticipato: mentre Berlusconi ha messo in preallarme i circoli della Libertà affinchè comincino a ristrutturarsi lungo la penisola, Sandro Bondi – coordinatore del Pdl – afferma: “È risaputo che Fini non è mai stato particolarmente entusiasta della nascita del Pdl.  Ma dopo la sua designazione a presidente della Camera è cresciuto con tutta evidenza il suo disagio per avere scelto un ruolo istituzionale e per non essere più a capo di un proprio partito. La formazione dell’ennesimo partito è perciò una conclusione prevedibile da tempo“.

Giulio Tremonti, infine, ne è certo: “Adesso o continuiamo a governare o torniamo a votare. E vinciamo“.

Commenti (1)

  1. La nascita del partito è cosa buona e giusta.Il suo radicamento su tutto il territorio nazionale è fondamentale.Gianfranco docet.Voglio solo aggiungere che alcuni giornali-spazzatura e di conseguenza giornalisti ed editori, dovrebbero solo VERGOGNARSI quando parlano, e in che modo, di Roberto Saviano.

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