Futuro e Libertà al PdL: “La vittoria di Fini”

di IsayStaff 1

Al termine del vertice tra i principali referenti del Popolo della Libertà, a cantare vittoria è stato il gruppo parlamentare Futuro e Libertà. I deputati vicini al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, hanno infatti dichiarato che dietro il documento programmatico emesso dal PdL al fine di individuare una convergenza politica che allontani una spaccatura e le conseguenti elezioni anticipate, c’è in realtà una lineare presa d’atto delle istanze espresse in più di una circostanza dai finiani.

Come dire: Silvio Berlusconi chiede a Fini quel che la terza carica istituzionale ha sempre preteso, il rispetto del programma elettorale. Anche se, in verità, qualcosa di più rispetto a quanto indicato in quello, c’è. A evidenziare la situazione simil paradossale ci pensano i tre referenti più intransigenti di Fli.

Il primo a prendere la parola è Italo Bocchino: “Nessuna sorpresa, è un documento lapalissiano perché chiede cose che sono in gran parte già nel programma del Pdl. Rimane aperta solo la questione del processo breve. E’ una vittoria di Fini. Avevano promesso fuoco e fiamme e invece abbiamo soltanto delle proposte che fanno parte solo degli obiettivi di governo già previsti. C’è solo l’incognita del processo breve. Certo se il premier ce lo chiede, ci spiega, ed è chiaro quanti processi potrebbero saltare noi siamo disposti a votarlo. Certo ci potrà essere un distinguo in sede di votazione alla Camera. Comunque siamo pronti a confrontarci su questo tema“.

Prosegue Fabio Granata: “E’ chiaro che ci sono due elementi sui quali abbiamo sempre espresso forti perplessità, processo breve (soprattutto sulla norma transitoria) e doppio Csm“. Ed è chiaro che su questi si dovrà discutere, anche al nostro interno”.

Chiude Carmelo Briguglio: “Si può proprio dire che la montagna ha partorito un topolino. Diamo una valutazione sostanzialmente positiva del documento che rispecchia in tutto e per tutto il programma sul quale abbiamo avuto il mandato popolare. Finalmente si ritorna alla politica. C’è qualche punto come il processo breve che non è nel programma elettorale, vedremo il testo, lo valuteremo, ci confronteremo“.

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