Berlusconi, Bersani, Fini: voto anticipato sempre più probabile. Il Premier: “Processo breve: così o niente”

di Joel 1

Il libro si arricchisce, il tomo assume le dimensioni di una enciclopedia. Non passa giorno che non si parli di voto anticipato. elezioni sì, elezioni no. Strappi un petalo alla volta – le dichiarazioni: Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Pier Luigi Bersani – e il pistillo, prima o poi, verrà svelato nella sua interezza. Oggi pare che ci si debba preparare all’ennesima tornata elettorale.

Non è cambiata – rispetto a ieri – la valutazione che il partito Democratico manifesta nei confronti dell’attuale Esecutivo ma sembra essere più evidente di ieri la volontà di Berlusconi di non trattare modifiche al processo breve. Una sorta di “O così o ritiro la legge”. Prova di forza del Premier, alla base del cui comportamento vi è un elemento su tutti: quello, cioè, di non avere voglia nè motivo per mettersi a discutere con il Presidente della Camera.

Se si tratta di intavolare una trattativa con Fini, il processo breve non mi interessa più. E’ una legge di per sè giusta ma non serve al sottoscritto, che è innocente. Non autorizzo alcuno a discutere con i finiani per conto mio, neppure la Lega Nord“. Parole forti, il cui senso è riconducibile ai sondaggi pervenuti tra le mani di Berlusconi: stando a fresche statistiche, il PdL rischia di assicurarsi la maggioranza assoluta anche in Senato. Quindi, il pensiero di forzare la mano e far saltare il banco è tornato a prendere corpo.


Senza neppure la necessità di ascoltare cosa dirà Gianfranco Fini a Mirabello domenica 5 settembre (ore 18) in occasione dell’incontro dei gruppi di Futuro e Libertà. La terza carica istituzionale fa sapere che, in quella circostanza, il chiarimento sarà definitivo. Facile intuire che altrettanto definitiva potrebbe essere la spaccatura (fermo restando che la forma conterà eccome: dare l’impressione che la rottura arrivi da altrove). Quindi, è conta dei giorni.

Tant’è che il segretario Pd prosegue nell’affondo ineluttabile: “Abbiamo visto in questo agosto terrificante come il secondo tempo del Berlusconismo possa far regredire la politica alla fogna“. Si torni ad aprire i cassetti della scrivania: almeno tre mesi di tempo per mettersi alla ricerca dell’indispensabile certificato elettorale. Senza il quale non si mette la crocetta (e, per chi l’avesse perso, l’appuntamento è agli uffici comunali, ne consegnano uno nuovo di pacca).

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