Il PdL a Futuro e Libertà: “Accordo in cinque punti, altrimenti si vota entro dicembre”

di IsayStaff 1

Vertice a Palazzo Grazioli con i principali referenti del Popolo del Libertà per definire la strategia da intraprendere per far uscire allo scoperto i finiani di Futuro e Libertà: Silvio Berlusconi e tutta la pattuglia hanno stilato e redatto un documento di dieci pagine nelle quali sono contenuti i punti programmatici da sottoporre a Gianfranco Fini e compagnia: in caso di assonanza, percorso ancora congiunto da qui alla fine del mandato (o, almeno, fino a che durerà); in caso di divergenze, elezioni entro dicembre.

Oltre sei ore di conciliabolo per evidenziare nuovamente i cinque cardini su cui non si prescinde: federalismo fiscale, fisco, Sud, giustizia e sicurezza. Ovvero, Tutti punti non trattabili, sui quali i capigruppo Pdl di Camera e Senato elaboreranno una mozione di fiducia da sottoporre alle Camere a settembre. Un comunicato a fine vertice e le parole del Presidente del Consiglio, determinato nel sostenere che Noi non dobbiamo conquistare nessuno, nemmeno i finiani. Sono rimasti nel Pdl e io personalmente, ma credo nessuno dei dirigenti del partito, non ho fatto nessuna telefonata. Inoltre, ribadisco che sul Presidente della Camera non ho mai incentivato alcuna campagna giornalistica“.

Rispetto al prossimo futuro, Berlusconi detta i tempi e i modi e chiarisce il fatto che non vi sarà altra maggioranza differente da quella decisa dagli elettori: “Un rinnovato impegno di fiducia da chiedere al Parlamento su cinque punti programmatici. Con una maggioranza congrua, senza la quale non ci sarebbe altra soluzione che nuove elezioni a dicembre. Siamo pronti, i sondaggi dicono che lo schieramento di centrodestra prenderebbe oltre il 50 per cento dei consensi. Non c’e’ nessuna teoria giuridico-politica che possa giungere fino a giustificare un governo di quanti sono usciti sconfitti dalle elezioni“.

Rispetto ai cinque punti cruciali, il pensiero del Popolo della Libertà sta tutto nelle parole del Premier: “Con i decreti attuativi si sta rivoluzionando il sistema dei trasferimenti delle risorse pubbliche dallo Stato agli enti locali. Con il federalismo fiscale gli italiani avranno servizi pubblici tutti uguali in tutto il Paese e sarà eliminata la differenza dei costi tra il Nord e il Sud. In materia tributaria l’obiettivo prioritario del governo è  ridurre la giungla di un sistema fiscale rimasto invariato dagli anni ’70. Ancora, porteremo in Parlamento un piano per il Sud, che comprenderà la banca del Sud, il ponte sullo stretto e il completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. La riforma della giustizia partirà dalla definizione di un processo con tempi ragionevoli, sulle intercettazioni ci ritorneremo: oggi abbiamo esaminato il problema, decidendo di riviarlo ad altra data perché con questa legge, che forse sottoporremo al voto del Parlamento, il problema delle intercettazioni non si è risolto affatto. Occorre approvare una tutela per le alte cariche dello Stato e l’esecutivo proseguirà una lotta senza tregua alla criminalità organizzata“.

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