Governo, approvato il pacchetto sicurezza. Liberalizzazione del wi-fi, lotta alla prostituzione in strada ed espulsione per i cittadini comunitari – FOTO

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Il Consiglio dei ministri ha varato questa mattina il pacchetto sicurezza proposto dal ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, composto da un decreto legge con misure urgenti e da un ddl. Il provvedimento prevede la possibilità di allontanamento coatto anche dei cittadini comunitari, norme più rigide contro la prostituzione in strada, il potenziamento dell’ Agenzia per i beni confiscati alle mafie, misure contro la violenza negli stadi e la liberalizzazione delle connessioni wi-fi.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio, Berlusconi, che, in conferenza stampa, ha dichiarato:”Il pacchetto sicurezza era uno dei cinque punti del programma di rilancio dell’ azione di governo che ha ottenuto un’ ampia fiducia in Parlamento”. Soddisfatto anche il ministro dell’ Interno Maroni, per il quale “il piano straordinario contro la criminalità organizzata e i due pacchetti sicurezza sono il contributo più importante che il governo abbia dato al paese negli ultimi anni”.

Nel ddl troverà spazio dunque l’ allontanamento coatto dei cittadini comunitari non in regola, che per Maroni altro non è che l’applicazione della direttiva europea sulla libera circolazione, per la quale lo straniero non può risiedere oltre tre mesi in un Paese se non ha reddito, lavoro e dimora adeguati, con l’introduzione, però, della sanzione, che è “l’ invito ad allontanarsi”. Già in passato, il ministero aveva elaborato una norma in tal senso, che però non aveva passato il vaglio della Commissione Europea.

Berlusconi: “PDL sia coeso, se i finiani aprono la crisi, si vota”. Il saluto con Fini – FOTO

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parla alla direzione nazionale del Pdl, e rivolge un appello all’ unità del partito: “Siamo sotto attacco, restiamo uniti” dice. In precedenza, il premier aveva anche fatto riferimento al “caso Ruby”, bollando le polemiche che lo riguardano come “attacchi infondati e indegni” e “campagne mediatiche fondate sulla menzogna”, che però, aggiunge, “non mi fermeranno”. Quanto ai finiani, ad un mese dal voto di fiducia, dato anche da Futuro e Libertà, Berlusconi dice:” Da allora non è cambiato nulla, per questo chiedo che cessi il logoramento quotidiano del governo. Sono pronto ad un patto di legislatura ma se Fli non vuole andare avanti lo deve dire adesso.Noi siamo pronti al voto” e attacca la sinistra, che chiederebbe a Fli di staccare la spina al governo, ma, afferma, “se vuole archiviarmi non ci riuscirà con una congiura di palazzo. Gli italiani non lo permetterebbero.”

Quindi, il premier, dopo aver attaccato la stampa, la sinistra e “certe Procure” che muoverebbero attacchi contro di lui “basati su invidia e odio”, e ipotizzando persino che contro di lui vi siano manovre organizzate dalla malavita”, ribadisce il buon operato del suo governo, mostrando il libro che ne celebra i  “successi” e che vuol mandare “a tutti gli italiani”. Quanto all’ Università, ad esempio, il governo intende trovare le risorse per la riforma, ,mentre, tramite il federalismo, si potrà ridurre la pressione fiscale, e viene ribadito l’ impegno per la famiglia e nella lotta alla mafia.

Usa al voto: la Camera ai Repubblicani; Obama mantiene il Senato – FOTO

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Si conclude sostanzialmente con un pareggio la lunga giornata delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, con i Repubblicani che riconquistano la maggioranza alla Camera mentre il partito di Obama, contrariamente alle aspettative,  riesce comunque a tenere il Senato. E’ proprio al Senato che si è giocata buona parte della partita, visto che era questo lo scoglio principale per le riforme di Obama, come quella della sanità.

La sconfitta dei democratici, pur non essendo così netta, è comunque un segnale d’ allarme per il presidente, se si tiene conto che, dai primi sondaggi, sono proprio le categorie che gli avevano consegnato la vittoria due anni fa a voltargli le spalle ora: le donne, la classe media, i bianchi, gli anziani e gli indipendenti.

Obama ha parlato alla nazione oggi all’ una di Washington, le 18 in Italia, assumendosi la responsabilità della sconfitta e richiamando tutti alla necessità di collaborare insieme per far fronte alle varie sfide, in particolare quella economica, vista l’ importanza che la crisi economica ha avuto in queste elezioni. Già ieri dopo la mezzanotte aveva chiamato l’ attuale speaker democratica della  Camera, Nancy Pelosi, e Joen Benther, il repubblicano che andrà a sostituirla, augurandosi di “lavorare con lui e i repubblicani per trovare un campo d’ azione comune”.

Eicma 2010: Berlusconi attacca gli omosessuali e rilancia la legge sulle intercettazioni

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo questa mattina all’ inaugurazione del salone del ciclo e motociclo alla Fiera di Milano-Rho, scherza sulla vicenda di Ruby, la ragazza marocchina minorenne per la quale il premier avrebbe telefonato in Questura a Milano, e che sarebbe stata più volte ad alcune feste nella sua villa di Arcore. Lo fa con una battuta, “Ho un problemino, avrei da sistemare in qualcuno di questi stand una certa Ruby”, affermando poi: “Quello che ho fatto è stato per bontà, poi se a volte mi capita di guardare una bella ragazza…meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay. La questione? Una tempesta di carta”.

Riesumata la salma del bandito Giuliano. Difficoltà per l’ esame del DNA – FOTO

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I magistrati di Palermo, guidati dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia, hanno ordinato la riesumazione della salma dello storico bandito Salvatore Giuliano, che si trova nel cimitero di Montelepre, piccolo paese del Palermitano. In particolare, i giudici, che hanno aperto un‘ indagine per omicidio e sostituzione di cadavere, vogliono verificare se il corpo sepolto è proprio quello di Giuliano, dopo le denunce presentate nei mesi scorsi da storici, giornalisti e da un medico legale. Il sospetto è che si tratti di un sosia, messo apposta  per consentire al vero bandito, ricercato dai carabinieri, di scappare e lasciare l’ Italia. Sulle ossa della salma riesumata, secondo gli investigatori, ci sarebbero fori compatibili con colpi di arma da fuoco, anche se ancora non si può stabilire con certezza se siano gli stessi della foto del cadavere di Giuliano. Inoltre, il procuratore Ingroia afferma di non aver ancora disposto l’ esame del DNA, perchè non c’ è la certezza che si possa fare, anche se il cadavere, “considerando il tempo trascorso, è in buone condizioni”.

La figura del bandito Giuliano risulta a tutt’ oggi, a sessant’ anni dalla morte, assai discussa. Cominciò la sua latitanza nel 1943, a 21 anni, quando, fermato ad un posto di blocco mentre portava due sacchi di frumento, gli vennero sequestrati il cavallo e il frumento, e, quando tentò di allontanarsi, prima i carabinieri gli sparararono sei colpi di moschetto, poi lui reagì, uccidendone uno, e da allora, si nascose fra le montagne di Montelepre. Vennero poi arrestati il padre, che era emigrato negli Stati Uniti, e altri familiari, accusati di proteggerlo, e quando, nel 1944, riuscì a liberarli, costituì con alcuni di loro la famosa banda di Salvatore Giuliano, dedita a furti, traffici illeciti e sequestri di persone.

Il Bunga Bunga di Elio e le storie tese

Il Bunga Bunga di Elio e le storie tese a Parla con me è già entrato nella storia. Oltre il tormentone, oltre tutto, la rivisitazione di waka-waka rivisto alla luce dei tempi che stiamo vivendo è dappertutto. Buona visione e buona danza!

Ruby racconta le feste ad Arcore: “Facevamo il Bunga Bunga”

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Il quotidiano “la Repubblica” sta conducendo un’ inchiesta sul caso di Ruby R., la ragazza marocchina di 17 anni che avrebbe partecipato ad alcune feste a casa del premier Silvio Berlusconi, ad Arcore, riprendendo un’ indagine giudiziaria che però non vede coinvolto il premier, o forse lo potrebbe veder coinvolto come parte lesa, in quanto vittima di un ricatto, e che per adesso ha tre indagati: Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede.

Già la sera del 27 maggio di quest’ anno, infatti, alla Questura di Milano, avviene un fatto singolare. Una minorenne straniera accusata di furto,priva di documenti e senza una casa, sta infatti per essere inviata in una comunità, quando compare una funzionaria trafelata che ordina di lasciarla andare. La funzionaria spiega poi che il capo di gabinetto, Pietro Ostuni,  continua a chiamare al telefono, dicendo di lasciare andare la ragazza, come chiesto da Palazzo Chigi, poichè sarebbe la nipote del presidente egiziano Mubarak.

Entra qui in scena un altro personaggio, Nicole Minetti, la giovane igienista dentale di Berlusconi.La Minetti,  appreso del fermo della ragazza da un’ amica comune, fa un pò di telefonate, si reca all’ ufficio denuncie per portarla via, affermando che la minorenne ha dei problemi e lei la sta aiutando, ma solo la telefonata di Palazzo Chigi al capo di gabinetto sbloccherà la situazione, e, quando sono quasi le 3 di notte, Ruby viene affidata a Nicole. Due mesi dopo, Rudy spiegherà ai giudici che sarebbe stato proprio Berlusconi, una volta informato del suo fermo da Nicole, a spingere quest’ ultima ad andare in questura.

Iraq, condanna a morte per Tareq Aziz. Proteste da Unione Europea, Quirinale e Vaticano

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L’ Alta Corte penale di Baghdad ha emesso la sentenza di condanna a morte tramite impiccagione per Tareq Aziz, ex vice-primo ministro iracheno, nell’ ambito del processo riguardante la chiusura dei partiti religiosi in Iraq. La Corte ha condannato alla pena capitale, insieme ad Aziz, anche l’ ex ministro dell’ interno, Saadun Shaker, e l’ ex segretario personale di Saddam Hussein, Abel Hamid Hamud.

La sentenza giunge al termine di uno dei sette processi che vedono Aziz imputato: quello riguardante la campagna avviata negli anni Ottanta contro i partiti politici sciiti filo-iraniani e culminata in quegli anni in una serie di arresti e condanne a morte dei leader sciiti. L’ avvocato dell’ ex vice-premier iracheno riferisce che Aziz è “sotto schock per la sentenza subita”, e  ha affermato: “Da un punto di vista strettamente giudiziario, la sentenza è ingiusta ed estremamente esagerata. Non avremmo mai creduto che il nostro assistito potesse essere condannato a morte”.

Già nel marzo del 2009, Tareq Aziz era stato condannato a 15 anni di reclusione, che sta scontando in un carcere di Bagdad, e a gennaio di quest’ anno era stato colto da un infarto.

Fini: “Sulla giustizia rischio crisi”. Berlusconi: “Con certi pm lodo indispensabile”

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E’ botta  e risposta a distanza tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il premier Silvio Berlusconi sul tema della giustizia. Ieri infatti Fini, parlando dell’ argomento in un’ intervista  all” emittente televisiva Antenna Tre Nord-Est, ha dichiarato:”Mi auguro che sul tema giustizia non ci siano questioni insormontabili e che non ne scaturisca una crisi di governo, ma su alcune questioni che la riguardano, questa possibilità c’ è.”

Il presidente della Camera ha inoltre paventato il rischio di una riforma della giustizia punitiva verso la magistratura e lesiva della sua indipendenza:”La magistratura non deve essere sottoposta, uso questa espressione-ha dichiarato-ad altri poteri e quindi nemmeno a quello esecutivo.Questo è un rischio concreto.Mi auguro che non si concretizzi.” Quanto al lodo Alfano, Fini ribadisce di non aver cambiato opinione in merito, anche sulla contrarietà alla reiterabilità.

Proprio sulla questione della reiterabilità del lodo, si era espresso ieri lo stesso Guardasigilli, affermando:”non mi pare una questione su cui vive o muore questo disegno di legge”. Alfano oggi ha invece parlato proprio della riforma della giustizia, garantendo che non vi sono intenti punitivi nei confronti dei magistrati:” Il governo non intende sottomettere il pm all’ esecutivo, ma “non consentiremo  che il pm sottometta il cittadino”.

Marchionne:”Senza l’ Italia Fiat farebbe meglio”. Proteste dalla politica e dai sindacati

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E’ polemica per quanto affermato ieri sera dall’ amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, durante la trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, condotta da Fabio Fazio. “La Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’ Italia”, poichè “nemmeno un euro dell’ utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’ Italia, e la Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre” ha dichiarato.

Il manager ha anche messo sotto accusa l’ intero sistema industriale italiano, dicendo che “l’ Italia è al centodiciottesimo posto su 139 per efficienza del lavoro e al quarantottesimo posto per la competitività industriale”, e, anche se “non è colpa dei lavoratori”, questa classifica “non possiamo ignorarla”.

Quanto alle vertenze in corso, il manager Fiat si è concentrato in particolare sulla questione delle pause, spiegando che il sistema di 3 pause da 10 minuti al posto di 2 da 20, proposto per Pomigliano e Melfi, “è già applicato a Mirafiori”.Inoltre, il Lingotto sarebbe pronto a portare i salari degli operai “ai livelli dei paesi che ci circondano”. Poi l’ attacco ai sindacati, in particolare alla Fiom-Cgil:”meno della metà dei nostri dipendenti appartiene ad una sigla sindacale”, e “il  12, 5% è iscritto alla Fiom”. aggiungendo che “a Pomigliano non abbiamo tolto il minimo diritto”. Marchionne ha comunque smentito possibili dismissioni dello stabilimento campano.

Rifiuti, ancora disordini a Terzigno. Palazzo Chigi, Berlusconi: “Risolvo in 10 giorni” – FOTO

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Proseguono i disordini nei pressi della discarica Sari di Terzigno, nel Napoletano. Per la seconda volta, è stata bruciata una bandiera tricolore da un manifestante, che gridava: “Questa è la nostra democrazia. State proteggendo i mafiosi. Vergognatevi”.

Questa mattina una ventina di autocompattatori sono entrati nella discarica, scortati dalle forze dell’ ordine, tra applausi polemici e insulti della gente, che gridava: “Vergogna, ci state uccidendo”. C’ è anche chi invoca la Madonna della Neve, che si festeggia oggi a Torre Annunziata: “Madonna della neve, ferma la monnezza come fermasti la lava del vulcano” hanno scritto alcuni cittadini su un cartellone.

Nella notte, però, gli scontri erano stati più accesi. Alle 22.15, nel piazzale del presidio, sulla via panoramica, a Terzigno, si spengono le luci. Alle 22.40 iniziano i tafferugli, con cariche della polizia, sassaiole, persino fuochi pirotecnici sparati a bassa quota: alla fine si conteranno diversi feriti, tra le forze dell’ ordine e i manifestanti, tre persone identificate, e una sottoposta a fermo di polizia con diverse accuse, tra le quali quella di detenzione di materiale esplodente.

Anche alcuni giornalisti presenti sul posto accusano le forze dell’ ordine di averli colpiti con manganelli e scudi, nonostante avessero specificato di essere lì per lavoro.

Intanto, a palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Berlusconi ha presieduto un vertice per venire a capo della situazione, assieme ai sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, ai ministri Giulio Tremonti, Roberto Maroni, Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna ed al governatore della Campania, Stefano Caldoro.

Berlusconi: “Accordo sul lodo Alfano”. Bersani:”Barricate in aula e referendum”

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Silvio Berlusconi annuncia la sua apertura all’ accordo e al dialogo con tutte le forze politiche per la riforma della giustizia che intende presentare già dalla prossima settimana in Consiglio dei ministri.

Dopo aver incassato l’ ok dei finiani sul Lodo Alfano, il premier intende inoltre ritornare sul tema delle intercettazioni:” Vivo con grande difficoltà che non si possa più usare il telefono.E’ terribile essere in un Paese in cui non puoi avere la certezza di non essere intercettato. E’ qualcosa a cui dovremo rimediare” ha affermato aprendo il tavolo con le parti sociali sulla riforma fiscale al ministero dell’ Economia. Sul lodo Alfano costituzionale, però, il PD annuncia opposizione dura:”E’ una legge inaccettabile e fare le barricate vuol dire che ci opporremo con tutte le forze che abbiamo in Parlamento e poi andremo al referendum” .

Il ministro della giustizia Alfano, a tal proposito, afferma:” Stiamo lavorando a una riforma della Costituzione che va scritta con la dovuta ponderatezza, e noi crediamo di poter portare a compimento un buon lavoro che abbia come scopo quello di rendere più giusto il processo italiano, più funzionante la giustizia, più garantiti i cittadini, autonomi e indipendenti i magistrati giudicanti e inquirenti”.

Cagliari, protesta dei pastori: guerriglia urbana – FOTO

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Cagliari: continua la protesta dei pastori davanti alla sede del Consiglio regionale della Sardegna, dopo i momenti di tensione di ieri che hanno determinato la reazione delle forze di polizia. La replica degli agenti (con fumogeni e cariche con i cellulari a sirene spiegate) ha fatto seguito al fitto lancio di bottiglie di vetro da parte dei pastori.

Dalle bottiglie alle pietre, è stata questione di istanti: oltre alla sassaiola, il gruppo ha cercato di bloccare la strada con i cassonetti dell’immondizia. Il movimento dei pastori sardi, guidato da Felice Floris, manifesta per chiedere garanzie alla Regione sul prezzo del latte.

Uno dei manifestanti ha perso un occhio dopo essere stato colpito in pieno volto da un fumogeno, mentre tra gli agenti di polizia vi sarebbero tre feriti. Ancora ufficiose le cifre ma sarebbe salito a sei il numero dei fermi. Più d’uno i nodi della trattativa: la battaglia per il prezzo del latte, dicevamo, ma anche richieste ancor più precise.

Emergenza rifiuti, scontri a Terzigno: sei arresti – FOTO

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Nuovi scontri nella notte davanti alla discarica Sari di Terzigno, nel Napoletano, con roghi e cariche della polizia. Tre appartenenti alle forze dell’ordine sono rimasti feriti, cinque persone arrestate e portate al commissariato di Torre Annunziata mentre una sesta persona è stata arrestata a fine mattinata per aver lanciato un sasso contro una vettura.

Anche nella mattinata di oggi, infatti, i manifestanti hanno cercato di impedire l’accesso dei camion alla discarica: alcune donne sono state portate via con la forza, mentre un manifestante è stato soccorso da un’ambulanza per un malore.

Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, è intervenuto con un’ordinanza urgente per distribuire i rifiuti destinati a Terzigno presso altri tre siti della regione.