Maggioranza battuta alla Camera. I finiani: “No alla fiducia” – FOTO

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La maggioranza è stata battuta per due volte, oggi alla Camera, nel corso della votazione sull’ articolo 4 della ratifica delle modifiche al Trattato dell’ Unione Europea che assegna all’ Italia un seggio supplementare al Parlamento europeo.

Quando, infatti, l’ emendamento proposto dalla maggioranza era stato bocciato da una votazione a scrutinio segreto, il PDL aveva deciso di votare contro l’ intero articolo, ma i finiani di Futuro e Libertà hanno votato assieme al PD e all’ UDC, consentendo che l’ articolo passasse con 292 si, 250 no e un astenuto. La norma prevede che i seggi al Parlamento europeo passino da 72 a 73 e che il seggio supplementare venga assegnato all’ UDC.

La maggioranza, col suo emendamento, voleva che l’ assegnazione  del seggio venisse fatta con una diversa  redistribuzione del voto, in modo che venisse attribuito al PDL, e non all’ UDC, come previsto dall’ emendamento dell’ opposizione poi approvato.

Il voto di oggi ripropone la questione della tenuta del governo, al punto che il ministro dell’ Interno Maroni ha dichiarato: “Non so neanche se arriveremo a fare il decreto di fine anno” sul federalismo.

Intanto, i finiani, tramite il loro capogruppo alla Camera, Italo Bocchino, avvertono: “non ci sono le condizioni per cui noi possiamo votare in questo momento la fiducia al governo Berlusconi.”

Napolitano: “Mai visto il dl rifiuti”. La UE: “Spazzatura, stessa situazione di due anni fa”

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Il Quirinale, con una nota di poche righe, si è pronunciato oggi sulla situazione dei rifiuti in Campania, dichiarando che “La Presidenza della Repubblica non ha ricevuto e non ha quindi potuto esaminare…il testo del decreto-legge sulla raccolta dei rifiuti e la realizzazione dei termovalorizzatori in Campania” e aggiungendo che “Il Capo dello Stato si riserva pertanto ogni valutazione sui contenuti del testo quando gli verrà trasmesso”. E poche ore dopo arriva una prima valutazione degli ispettori dell’ Unione Europea che si trovano da oggi a   Napoli per monitorare la gestione dei rifiuti nella città. “Dopo due anni la situazione non è molto diversa. I rifiuti sono per le strade, non c’ è ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata. Siamo favorevoli a liberare i fondi non appena ci sarà un piano di gestione adottato e complementato” ha affermato Pia Bucella, responsabile della direzione generale ambiente dell’ Unione Europea e capo della missione.

Intanto, a Napoli, la situazione dei rifiuti è sempre più pesante, dopo un mese di crisi, con gli impianti al collasso. E si è arrivati anche a temere epidemie, un rischio reale, spiegano gli esperti: “Esiste un pericolo igienico-sanitario che può trasformarsi in un serio rischio per la salute. I rischi sono legati alla presenza di randagi, ratti. E sopratutto blatte e insetti, vettori di malattie infettive  gastro-intestinali” hanno detto Maria Triassi e Andrea Simonetti, della Società italiana di igiene. Solo in città vi sono circa tremila tonnellate di rifiuti per le strade, ottomila in provincia. E mentre nel centro la spazzatura si trsforma in cibo per gabbiani e piccioni, in periferia vengono segnalate le prime invasioni di topi.

L’addio di Mara

Mara Carfagna? Si dimette. Il 15 dicembre, ovvero il giorno dopo il voto di fiducia. Da ministro, dal Pdl, persino da parlamentare. Mara, ex valletta oggi ministro alle Pari Opportunità. Anzi, “la signora Carfagna”. Silvio Berlusconi liquida così l’affaire ministeriale. E la sensazione è che sia abbandono. Sensazione confermata poche ore dopo, quando escono sull’Ansa le anticipazioni dell’intervista esclusiva rilasciata da Mara Carfagna stessa al Mattino di Napoli.

Due i passaggi anticipati alle agenzie, in attesa di leggere domani mattina l’intervista completa – che non a caso è andata a finire su quel giornale. Le dimissioni, appunto. E la definizione del caos rifiuti come guerra tra bande.

Ancora Bossi: “Si vada comunque al voto”. Ancora Fini: “Retromarcia? Siamo al pit stop…”

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Il leader della Lega Umberto Bossi dopo le dichiarazioni di ieri – torna oggi a surriscaldare il clima politico, con le sue dichiarazioni contro l’ opposizione e i finiani (“Fini e la sinistra hanno paura del voto”) e azzarda una previsione sul voto di fiducia al governo, previsto per metà dicembre:

Penso che avremo la fiducia sia alla Camera che al Senato. Altrimenti si vota” ha dichiarato. Ma il leader leghista preferirebbe comunque un ricorso anticipato alle urne, poichè, spiega, “Una volta Fanfani ebbe la fiducia e poi si dimise. Io la penso così, mancano i numeri, tutte le volte devi andare a chiedere i numeri”.

Secondo Bossi, infatti, Berlusconi, con il ricorso alle elezioni, potrebbe poi godere di una maggioranza più ampia dell’ attuale, mentre, quanto all’ ipotesi di un governo tecnico, “Napolitano è saggio, non lo permetterà”, anche perchè, spiega sempre il leader del Carroccio, “Se il presidente della Repubblica lo facesse, provocherebbe una reazione del Paese troppo forte”.

Bossi: “Meglio il voto”. Fini: “Serve la massima responsabilità”

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Il leader della Lega, Umberto Bossi, rispondendo alle domande dei giornalisti a Montecitorio, si mostra timidamente ottimista sulla possibilità che il governo ottenga la fiducia alle Camere  il 14 dicembre (“Non lo so, penso di sì” ha dichiarato), ma formula anche l’ auspicio che si vada comunque alle elezioni anticipate:”Io preferirei andare alle elezioni. Con il voto ci pensa il popolo a raddrizzare il governo” ha detto.

Era atteso, ed è giunto, anche un videomessaggio del presidente della Camera, nonchè leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini. L’ex An si è limitato a ribadire, nei cinque minuti di intervento, che “Serve la massima responsabilità in primis da parte di chi ha l’onore e l’onere di governare e deve onorare questo impegno attraverso l’agenda di governo. Vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà“.

Nel frattempo, l’ opposizione attacca il governo, con il leader dell’ Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che dice:”Siamo in piena palude, dove tutti stanno cercando di salvare la poltrona e con un premier che ha dato mandato a specifici suoi emissari di comprare il consenso. Questa non è democrazia, questa è da una parte dittatura, e dall’ altra ridicolo.”

Berlusconi: “Fiducia o elezioni”. Napolitano: “Ci vuole responsabilità”

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ribadito oggi la sua intenzione di andare alle urne se il 14 dicembre non verrà data la fiducia al governo da parte delle Camere. Ieri, con l’ incontro tra il capo dello Stato Napolitano e i presidenti delle Camere, Fini e Schifani, veniva fissato il calendario istituzionale, con le prossime tappe cruciali per il governo: dopo l’ esame della manovra finanziaria, che si concluderà il 10 dicembre, il 13 il premier si recherà la mattina in Senato, e il pomeriggio alla Camera, mentre il 14, prima a Palazzo Madama, poi a Montecitorio, si terrà il voto di fiducia.

La priorità verrà dunque data alla legge finanziaria, e Napolitano, durante la cerimonia di oggi, al Quirinale, per la consegna dei riconoscimenti ai cavalieri del lavoro, si dichiara per questo “soddisfatto per il senso di responsabilità dimostrato ieri da parte di tutte le forze politiche”, aggiungendo che” avremo bisogno di altri segni di questo senso di responsabilità nei tempi a venire”. Il presidente della Repubblica si dice anche preoccupato per le “turbolenze finanziarie, che persistono, che investono l’ eurozona”, e ammonisce:” abbiamo il dovere di fare fronte al costo del debito pubblico”, che definisce “pesantissimo”. Inoltre, si compilmenta con le parti sociali per aver “concordato un documento propositivo”, mettendo così in pratica quello ” spirito di condivisione” da lui richiesto.

Maroni: “Saviano, accuse infamanti. Voglio replica con faccia a faccia”. FOTO di “Vieni via con me”

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E’ durissimo il giudizio del ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, sul monologo di Roberto Saviano andato in onda ieri sera nel programma Vieni via con me”, nel corso del quale lo scrittore denunciava le infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord e i suoi rapporti con i poteri politici, in particolare con la Lega:”Come ministro e ancor di più come leghista mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano, animate da un evidente pregiudizio contro la Lega”, ha affermato Maroni. Che ha aggiunto: “Ho chiesto al Cda della Rai il diritto di replica. Mi ha definito uno dei migliori ministri nella lotta alla mafia e ora vorrei che ripetesse le accuse di ieri guardandomi negli occhi”. Altrimenti, sostiene il ministro dell’ Interno, “sarà dimostrato a tutti che quella è una trasmissione contro la Lega”.

Nel suo intervento di ieri sera, Saviano aveva detto:”La ‘ ndrangheta, al Nord come al Sud, cerca il potere della politica e al Nord interloquisce con la Lega”, e aveva citato un’ intervista all’ ideologo della Lega, Miglio, in cui questi dichiarava di essere favorevole anche al “mantenimento della mafia e della ‘ndrangheta” e affermava che “alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate”.

Al ministro ha replicato il responsabile del programma e capostruttura di Rai 3, Loris Mazzetti: “Vieni via con me non è intenzionata ad ospitare il ministro dell’ Interno” ha detto, aggiungendo: “Se noi abbbiamo detto cose non vere si rivolga alla magistratura”. Mazzetti ha affermato anche di non sapere ancora se nel programma saranno ospitati altri politici, dopo che la presenza di Fini e Bersani nella puntata di ieri sera aveva suscitato alcune polemiche.

Finiani fuori dal governo. Napolitano convoca Fini e Schifani

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Il ministro Andrea Ronchi, il viceministro Adolfo Urso e i sottosegretari Antonio Buonfiglio e Roberto Menia di Futuro e Libertà (foto relative al congresso di Perugia dello scorso 6-7 novembre, ndr) hanno presentato questa mattina le loro dimissioni, con una lettera di poche righe fatta arrivare al tavolo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, come aveva già annunciato lo stesso Urso, coordinatore di Futuro e Libertà.

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Il viceministro ha anche spiegato che, in caso di elezioni, i finiani punterebbero ad un’ altra coalizione di centrodestra, aperta ad Udc, Api ed Mpa, ma sarebbero comunque disponibili ad un accordo per un governo di unità nazionale con lo scopo di cambiare la legge elettorale “con tutti coloro che sono interessati”.  “Noi” ha aggiunto Urso “vogliamo con queste dimissioni chiudere una pagina e proseguire la legislatura con un nuovo governo di centrodestra.”
I capigruppo di Fli di Senato e Camera, Pasquale Viespoli e Italo Bocchino, hanno diffuso una nota nella quale “evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario nei confronti del governo”, ma assicurano che daranno il loro appoggio alla manovra finanziaria.
Con l’ atto formale delle dimissioni dei quattro esponenti finiani del governo, si  apre ufficialmente la crisi. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato per domani i presidenti delle due Camere, Fini e Schifani, per saperne di più sul possibile futuro della legislatura.

Governo, mozione di sfiducia da PD e IDV. Il PDL ne farà una a sostegno

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Il Partito Democratico e L’ Italia dei valori hanno presentato una mozione di sfiducia al governo alla Camera, firmata dai due capigruppo Dario Franceschini e Massimo Donadi, della quale ne è stato informato anche il leader dell’ UDC Casini. Franceschini ha anche scritto al presidente della Camera Fini per chiedere la convocazione della conferenza dei capigruppo per la calendarizzazione della mozione. Dal canto suo, il PDL intende presentare una mozione a sostegno del governo, che vorrebbe comunque calendarizzare in maniera da non intralciare l’ approvazione del documento di bilancio e della legge di stabilità.

In precedenza, il capogruppo PDL alla Camera Cicchitto aveva previsto l’ apertura di una verifica parlamentare al termine della sessione di bilancio:”Faremo una verifica parlamentare, al Senato e alla Camera, e lì si vedrà quale sarà l’ orientamento della maggioranza dei deputati e senatori. Se sarà un orientamento favorevole al governo, si andrà avanti. Qualora ci sia un atteggiamento diverso, per noi è chiaro che l’ unico sbocco democraticamente possibile è tornare davanti al popolo sovrano” ha dichiarato. Per Cicchitto, comunque, è importante che prima si approvi la Finanziara, e “il chiarimento vero avverrà dopo l’ approvazione”.

Bossi e Fini: mediazione fallita. Berlusconi a Seul: “Sono in difficoltà” – FOTO

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Finisce con un nulla di fatto l’atteso incontro tra Umberto Bossi e Gianfranco Fini, che avrebbe dovuto portare a un chiarimento sul futuro della maggioranza. Fini, infatti, ha ribadito al leader leghista le cose dette domenica a Perugia nel corso del convegno di Fli:  azzerare tutto, nuovo programma, nuova maggioranza e nuovo governo.

Il leader della Lega avrebbe  ribattuto che, anche in caso di nuovo governo, la premiership di Silvio Berlusconi non sarebbe in discussione. E proprio su questo punto si sarebbe arenata la mediazione di Bossi.
Il vertice è durato circa un’ ora.

Crollo di Pompei, Bondi si difende. Il PD: dimissioni o sfiducia – FOTO

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Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ha riferito oggi alla Camera sul crollo di Pompei, dicendo di non sentirsene personalmente responsabile: “Se avessi responsabilità mi sarei dimesso”, ha affermato, aggiungendo: “Abbiamo fatto molto e  il crollo di un edificio non può cancellare i miglioramenti che abbiamo fatto nell’ area”, anche se “nuovi crolli non si possono escludere”. Per il ministro, la causa del crollo è “la pressione delle mura sul terrapieno” e non “la mancanza di risorse”, poichè, spiega, “il problema è la gestione di queste risorse”. Inoltre, a giudizio della Soprintendenza,”niente faceva presagire l’ allarme”,e il sopralluogo effettuato qualche giorno prima “non aveva segnalato pericoli visibili.” E conclude: “E’ comodo addossare responsabilità a me o al governo per i pochi investimenti”, “Chiedere le mie dimissioni non sarebbe moralmente e politicamente giusto, non lo merito, sarebbe un segno di incattivimento della lotta politica in Italia”.

Il ministro ha poi annunciato che un comitato di esperti affiancherà a Pompei la Soprintendenza. Il gruppo-che sarà diretto dal professor Andrea Carandini, e composto da Stefano De Caro,  Roberto Cecchi e Francesca Ghedini- dovrà valutare “lo stato di degrado“, tramite rilievi in tutta la città antica, e, quindi, “detterà le linee di intervento”.

Berlusconi e Bossi contestati nel Veneto alluvionato – FOTO

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è arrivato questa mattina a Monteforte d’ Alpone(Verona), da dove ha iniziato, assieme al ministro Bossi, un sopralluogo nella zona maggiormente colpita dalle recenti ondate di maltempo. Berlusconi ha promesso un aiuto sostanzioso e immediato”, che verrà subito inserito nella Finanziaria, e, sulla proposta, avanzata dal governatore del Veneto, Zaia, di trattenere l’ acconto Irpef sul territorio per avere fondi subito, ha affermato che “Non ce ne sarà bisogno”.
Il presidente della Repubblica, Napolitano, intanto, ammonisce: “C’ è il mancato rispetto delle regole alla radice di molti disastri ambientali,” e “ci vogliono le leggi che dicano cosa fare e cosa no”.

La visita di Berlusconi è iniziata proprio da uno dei comuni più colpiti, Monteforte d’ Alpone, dove sono stati stimati danni per 35 milioni, e si è conclusa a Padova. L’ incontro era atteso da diversi giorni dai sindaci e dagli amministratori locali, che spesso si erano lamentati di essere stati lasciati soli. E il premier, in proposito, ha detto:”Non sono venuto prima per non disturbare i soccoritori, ma abbiamo già avviato la pratica con l’ Europa”, e ha aggiunto:” domani a Roma la Protezione Civile si incontrerà con il ministro Tremonti e con il governatore del Veneto, Zaia.”

Conferenza nazionale della famiglia, Giovanardi: “La biotecnologia toglie diritti ai figli” – FOTO

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Si è aperta oggi  a Milano la seconda Conferenza nazionale sulla famiglia, dopo che il premier Berlusconi ha rinunciato a parteciparvi per gli scandali che lo hanno coinvolto. I lavori sono stati così aperti dal sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha subito suscitato polemiche, tornando a difendere la legge 40 e criticando quelli che considera attacchi alla famiglia tradizionale: “Scienza e biotecnologie – ha affermato – possono togliere ai figli il diritto di nascere all’ interno d’ una comunità d’ amore con un’ identità certa paterna e materna”.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio per l’ apertura della Conferenza, ha richiamato “tutti i soggetti istituzionali all’ esigenza di affrontare con determinazione e lungimiranza i problemi principali che ostacolano la formazione delle famiglie“, e ha sottolineato come la famiglia sia “una straordinaria risorsa per l’ intera collettività.”

Anche il presidente della Camera Fini ha sollecitato la politica e le istituzioni competenti ad occuparsi delle famiglie “attraverso misure e provvedimenti mirati”, e ha parlato del nucleo familiare che va considerato anche come “risorsa morale”. Il presidente del Senato Schifani si richiama all’ articolo 29 della Costituzione, che riconosce il valore della famiglia, e ha auspicato per essa “politiche sociali moderne e di vero sostegno, oggi sempre più necessarie”.

Fini, crisi di governo

E’ crisi di governo. Più o meno. Al tanto atteso appuntamento di Perugia, Gianfranco Fini, il leader di Fli ha tuonato: “Siamo oltre il Pdl e Berlusconi”. E soprattutto l’ultimatum: “Il premier apra la crisi o noi lasceremo il governo. Ora nuovo patto”. Si candida – “se gli elettori lo vorranno” a premier per il 2013.

Berlusconi rimanda al mittente: “Mi voti contro in aula”. E Umberto Bossi osserva. Da “dietro il cespuglio”, dice. Ci sarà da divertirsi.