Crollo di Pompei, Bondi si difende. Il PD: dimissioni o sfiducia – FOTO

di Joel 3

Foto: AP/LaPresse

Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ha riferito oggi alla Camera sul crollo di Pompei, dicendo di non sentirsene personalmente responsabile: “Se avessi responsabilità mi sarei dimesso”, ha affermato, aggiungendo: “Abbiamo fatto molto e  il crollo di un edificio non può cancellare i miglioramenti che abbiamo fatto nell’ area”, anche se “nuovi crolli non si possono escludere”. Per il ministro, la causa del crollo è “la pressione delle mura sul terrapieno” e non “la mancanza di risorse”, poichè, spiega, “il problema è la gestione di queste risorse”. Inoltre, a giudizio della Soprintendenza,”niente faceva presagire l’ allarme”,e il sopralluogo effettuato qualche giorno prima “non aveva segnalato pericoli visibili.” E conclude: “E’ comodo addossare responsabilità a me o al governo per i pochi investimenti”, “Chiedere le mie dimissioni non sarebbe moralmente e politicamente giusto, non lo merito, sarebbe un segno di incattivimento della lotta politica in Italia”.

Il ministro ha poi annunciato che un comitato di esperti affiancherà a Pompei la Soprintendenza. Il gruppo-che sarà diretto dal professor Andrea Carandini, e composto da Stefano De Caro,  Roberto Cecchi e Francesca Ghedini- dovrà valutare “lo stato di degrado“, tramite rilievi in tutta la città antica, e, quindi, “detterà le linee di intervento”.


Ma l’ opposizione non ci sta. Per Walter Veltroni, del Partito Democratico, “i governi di centrosinistra hanno sempre investito risorse” per la cultura, e “il crollo era annunciato, la verità è che non si è fatto tutto quello che si doveva per il restauro. Lei oggi ci ha detto che va tutto bene, salvo poi dirci che sono previsti altri crolli.Noi le chiediamo le dimissioni per lo stato di abbandono della cultura italiana”. E, a questo punto, il capogruppo Dario Franceschini avanza le richieste del partito:”Dimissioni o mozione di sfiducia”.
Per Antonio Palagiano, dell’ IDV,” Bondi ha fatto più danni del Vesuvio, per questo se ne deve andare a casa con l’ intero governo”. L’ UDC, invece, vuole valutare, assieme alle altre opposizioni e a Futuro e Libertà, l’ opportunità di una mozione di sfiducia contro il ministro. E per i finiani, ha parlato Granata, che ha detto di non chiedere le dimissioni del ministro, ma di volere che “si assuma fino in fondo le sue pesantissime responsabilità politiche”.

Il ministro, comunque, non intende cedere:”Non vedo perchè dovrei dimettermi” ha affermato”nè i gruppi di maggioranza nè l’UDC han chiesto le mie dimissioni, ma solo il PD. Se Fli vuole che mi dimetta, lo chieda”.


Commenti (3)

  1. Spendere per Pompei o per il Veneto? Certamente vanno aiutate le popolazioni colpite dall’alluvione, ma non bisogna dimenticare che il patrimonio artistico-culturale di un paese è un bene “assoluto” da salvaguardare per le generazioni future.
    Quanto alle dimissioni di Bondi un ministro dovrebbe avere la sensibilità di dimettersi spontaneamente.

  2. Un ministro di un paese “normale” si sarebbe dimesso di propria iniziativa!

  3. A Pompei è scesa in campo la Protezione civile per l’emergenza degrado, come ci fosse bisogno di iniziative d’urgenza…
    Le “urgenze degrado” sono lì ben in vista da 50 anni.

    Il commento di Elia Fiorillo sul degrado degli scavi di Pompei su http://www.malitalia.it/2010/11/pompei-ricordi-e-pensieri/

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