Spagna, protestano i giovani “indignados”

 
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Continua in Spagna la protesta  dei giovani “Indignados“, accampati principalmente vicino Puerta del Sol a Madrid, ma anche in altre piazze di altre città spagnole, per chiedere una società migliore e una politica meno corrotta, alla vigilia delle elezioni amministrative e regionali di domenica. E la Giunta elettorale, con un solo voto di maggioranza, ha deciso di far valere anche per questa protesta il divieto di manifestazioni ed atti di propaganda previsto per la vigilia del voto, divieto che scatterebbe quindi a mezzanotte.
Il ministro degli Interni, il socialista Alfredo Perez Rubalcaba, sembra voler adottare, per ora, una linea meno intransigente, e ha affermato, in conferenza stampa, che “la polizia deve essere impiegata per risolvere problemi e non per crearne di nuovi“, lasciando intendere che, per il momento, si eviterà di sgomberare con la forza i ragazzi, accampati in piazza ormai da quattro giorni.
Il premier Josè Luis Zapatero, il cui partito, secondo i sondaggi, potrebbe andare incontro ad una pesante sconfitta elettorale domenica, ha da parte sua assicurato che “si darà prova di comprensione e di sensibilità” verso i giovani che manifestano, e che il governo agirà “correttamente e in maniera intelligente“, trattandosi di una protesta pacifica. Il Psoe di Zapatero, visti i sondaggi che evidenziano un malcontento del suo elettorato più a sinistra, non trarrebbe, in effetti, alcun vantaggio da un intervento severo contro gli”Indignados”.

Raid Nato a Tripoli, affondate 8 navi di Gheddafi

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Nuovi raid della Nato questa notte a Tripoli. Questa volta sono state colpite otto navi del rais Gheddafi. La Nato informa di aver colpito le città di  Tripoli, Homs e Sierte. Il vice comandante della missione, spiega:

Tutti gli obiettivi della Nato sono di natura militare e direttamente legati ai sistematici attacchi del regime contro i civili – ed aggiunge – e in considerazione dell’escalation nell’uso della forza navale, non abbiamo avuto altra scelta che agire con decisione per proteggere la popolazione civile della libia e le forze marittime dell’Alleanza

Fukushima, Tepco maxi perdita da oltre 8 miliardi di euro

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La Tepco, azienda che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, quella più colpita dal potente Tsunami dello scorso 11 Marzo, segnala una perdita di oltre 1.000 miliardo di yen, pari a circa 8,5 milioni di euro. La Tepco in una nota dichiara che i reattori 1,2,3 3 e 4 verranno “de commissionati” nei prossimi giorni. La Tepco, inoltre informa di aver completamente abbandonato il precedente piano di aumento dei reattori presenti a Fukshima.

Lo smantellamento dei quattro reattori presenti a Fukushima, comporta una perdita di oltre 207 miliardi di yen. La Tepco, continua nella nota, informa che sarà necessaria una cura dimagrante del personale, sono previsti, quindi, dei tagli nei posti di lavoro attualmente assunti. Maggiori dettagli saranno elaborati entro la fine dell’anno.

Obama: “Sostegno alla democrazia in Medio Oriente. Israele torni ai confini del ’67”

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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a due anni dal suo discorso al Cairo, ha illustrato oggi, in un altro atteso discorso, la strategia americana verso il mondo arabo. Obama ha promesso sostegno alle riforme e al passaggio verso la democrazia in tale regione, pur precisando che non è possibile imporre cambi di regime dall’estero. Ma dal presidente americano è venuta anche un’inattesa presa di posizione sulla questione israelo-palestinese, proprio prima di incontrare, domani, il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Per Obama, lo status quo tra israeliani e palestinesi “non è più sostenibile”, e da una parte Israele ha diritto alla sua sicurezza, dall’altra i palestinesi alla loro indipendenza, che non potranno raggiungere “negando a Israele il diritto di esistere”. Andrebbero quindi creati “due Stati per due popoli“,che riescano a vivere pacificamente uno accanto all’altro, e andrebbero ripresi i negoziati, mentre il futuro Stato palestinese, secondo il presidente statunitense, andrebbe smilitarizzato, e i confini dovrebbero ricalcare quelli del 1967.
Spiega Obama: “Per decenni il conflitto arabo-israeliano ha portato la guerra nella regione. Il popolo palestinese non ha ancora uno Stato. Per molti è impossibile un passo avanti, ma io non sono d’accordo.” E assicura: “Gli Usa faranno tutto quello che è necessario per andare oltre l’attuale empasse”.

Al Gore, appello agli italiani per salvare Current

Al Gore. Annozero. Appello agli italiani. #salviamocurrent.  Qui la lettera dell’autore di Citizen Berlusconi sulla chiusura di Current e la notizia. “Non è solo Current, in gioco, ma è la natura, la qualità, l’onesta e l’integrità della democrazia italiana.
Se una voce indipendente può essere chiusa arbitrariamente per business, trattative, conglomerati, concentrazioni, be’, questa non è una bella cosa per la democrazia. Ma gli italiani possono cambiare”.

Ecco come, dal sito della mobilitazione:

“A maggio del 2011 vogliono toglierti il diritto all’informazione indipendente. Vogliono oscurare Current.
Vogliamo fermarli.
Se lo vuoi anche tu, puoi fare la tua parte. Puoi scrivere direttamente a SKY chiedendo di non chiudere Current all’indirizzo [email protected] Amministratore Delegato di Sky Italia. Segui gli aggiornamenti su facebook.com/currentitalia e twitter (#salviamocurrent)”.

Tutti insieme, SALVIAMO CURRENT.

Al Gore ad Annozero

Stasera durante la puntata di Annozero “Fosse che fosse…” in onda su Raidue alle 21.05, Michele Santoro avrà come ospite speciale in studio Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti d’America e Premio Nobel per la pace 2007.

Dalle 21.05 su Raidue e in streaming torna Annozero. Queste alcune delle domande che scandiranno il ritmo della puntata di stasera: i risultati delle amministrative segnano l’inizio del declino di Berlusconi? Quanto ha pesato l’inasprirsi dei toni e delle contrapposizioni? Se i ballottaggi confermassero questo orientamento, quali sarebbero le ripercussioni sulla politica nazionale?

Ospiti: Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro, Enrico Mentana, Paolo Mieli, Vittorio Zucconi. E Al Gore.

La mamma di Giulia Minola, “chi sbaglia deve pagare”

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Ad un anno dalla morte della giovane Giulia Minola, la ragazza bresciana di 21 anni, morta alla “Love Parade” di Duisburg dello scorso anno, questa volta a parlare è la madre che chiede giustizia per sua figlia, una giustizia che fino ad ora ancora non si è vista da nessuna parte.

Giulia amava molto la musica e per questo partecipava volentieri ai concerti. Non poteva immaginare che in Germania, ad un evento così conosciuto anche a livello internazionale, sarebbe potuta accadere una tragedia del genere. La manifestazione è stata programmata e gestita in maniera approssimativa e superficiale. Chi ha causato tutto questo deve assumersi le responsabilità.

Dominique Strauss-Kahn si è dimesso

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Si è dimesso il direttore del Fondo Monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, travolto in questi ultimi giorni da uno scandalo che poteva solo che vedere questo epilogo. Per chi non lo sapesse, Strauss-Kahn è accusato di stupro nei confronti di una cameriera di un albergo di New York. Dimissioni che già a gran voce stavano richiedendo le ministre che fanno parte dell’FMI.

La notizia proviene direttamente dal sito del FMI, in una lettera aperta Strauss-Kahn, dichiara che “con infinita tristezza” è costretto a dimettersi. “Nego ogni accusa, proverò la mia innocenza” aggiunge. Strauss-Kahn dichiara che vuole “proteggere in questo momento un’istituzione che ho servito con onore e devozione”. Particolare attenzione Strauss-Kahn nei confronti della moglie e dei figli.

Bagnasco a Lampedusa: “Un esempio per tutti”

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Il presidente della CEI, Card. Angelo Bagnasco, si è recato oggi nell’isola di Lampedusa, ma non ha potuto visitare il centro di accoglienza degli immigrati, per la protesta di alcuni di loro, in prevalenza tunisini, destinati quasi sicuramente ad essere rimpatriati. Si sono verificati anche alcuni episodi di autolesionismo: alcuni immigrati si sono infatti feriti con forbici e lamette, e sono stati portati al Poliambulatorio di Lampedusa. Le loro condizioni non sarebbero gravi, anche se uno di loro avrebbe rischiato di tagliarsi la vena femorale. Gli sbarchi, ultimamente, sarebbero diminuiti, ma la situazione nel CIE rimarrebbe tesa, specie per chi sa che dovrà essere rimpatriato.
Il cardinal Bagnasco è apparso dispiaciuto dell’episodio, anche se non ha rilasciato commenti. L’isola, comunque, ha accolto gioiosamente il presidente della Cei, con un gruppo di bambini che lo attendavano già in aereoporto. Bagnasco, nel suo discorso, ha ammonito: “L’Italia e l’Europa non dimentichino Lampedusa”, aggiungendo: “La dobbiamo rincuorare ma anche ringraziare”.
Durante la Messa, il tema dell’immigrazione è stato chiaramente dominante, e il presidente della Cei ha rimarcato come questa emergenza rappresenti “un appuntamento al quale la storia chiama l’Europa”, che dovrebbe “percorrere la strada dell’unità, che è più profonda della via dell’unificazione: quella tocca le giuste procedure, questa plasma l’anima dei popoli”. Quindi, l’Europa, per il cardinale, dovrebbe dare “risposte più ampie” ad un’emergenza “di proporzioni inedite e tempi imprevedibili”.

Sabrina Misseri resta in carcere

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Sabrina Misseri, la cugina di Sarah scazzi, deve rimanere in carcere. Questa è stata la risposta del giudice al ricorso fatto dagli avvocati della ragazza, successivamente alla richiesta di scarcerazione perché non colpevole. Entro massimo un mese, verranno depositate le motivazioni per il quale il giudice non ha accettato il ricordo fatto dagli avvocati al tribunale di Taranto.

I legali di Sabrina Misseri lo dichiarano come un successo. La decisione presa dalla cassazione di non accettare la scarcerazione della ragazza, è un successo “un successo anche se non apre le porte del carcere” così commentano gli avvocati di Sabrina, ed aggiungono “riapre il processo nei confronti di Sabrina che ormai, per tutti, si era già concluso con la sua colpevolezza”.

Arriva l’ultimatum di Bossi a Berlusconi: “Se perdiamo, è crisi”

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Arriva l’ultimatum che tutti si aspettavano visti i risultati ottenuti dal PDL e dalla Lega nelle elezioni amministrative di Milano. Durante il summit che si è tenuto ieri in via Bellerio, il Senatur è stato chiaro “Se la  Moratti perde anche il ballottaggio, per noi è difficile rimanere lì” – ed aggiunge – “La situazione non è facile. Noi ci impegneremo fino al 30 maggio, ma la vedo complicata”.

Vicina la possibile crisi che in molti avevano sentito nell’aria già da Lunedì pomeriggio, quando si paventava la possibile perdita del PDL a Milano, poi confermata alla fine degli scrutini in tarda notte. La sconfitta del PDL a Milano, porterebbe alla fine di un ciclo che ha unito i due principali partiti del centro destra, una situazione che metterebbe fine anche ad un cuore industriale che ha tenuto in piedi il paese fino ad adesso.