Allarme del Censis: “I giovani sono in via d’estinzione”

di Luca Fiorucci Commenta

 Il direttore del Censis, Giuseppe Roma, entrando all’audizione presso la Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera che sta esaminando la questione dell’accesso al mercato del lavoro, ha illustrato la situazione per nulla rosea dei giovani italiani. Ha dichiarato infatti Roma: “I giovani sono in via d’estinzione. Negli ultimi 10 anni, dal 2000 al 2010 abbiamo perso più di 2 milioni di cittadini di età compresa tra i 15 e i 34 anni”. Per questo, ha aggiunto, “sono una merce rara”, e i dati riguardanti l’Italia sono i peggiori, assieme a quelli della Germania. Nello stesso periodo, però, sono aumentati di 1 milione e 896 mila gli italiani ultrasessantacinquenni.
Per il direttore del Censis, inoltre, i giovani italiani sono poco istruiti rispetto agli altri Paesi europei: i laureati sono solo il 20,7, contro la media europea del 33%, il 40,7 %del Regno Unito e il 42,9% della Francia. L’ingresso nel mondo del lavoro, inoltre, avviene più tardi rispetto agli altri Paesi europei, anche per la durata dei percorsi di studio e formativi: “L’Italia ha un sistema formativo ritardato rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea” ha detto Roma.
A ciò si somma il fatto che avere una laurea non necessariamente facilita il conseguimento di un buon posto di lavoro: “In Italia la laurea non paga. I nostri laureati lavorano meno di chi ha un diploma, meno dei laureati degli altri Paesi europei, e con il passare del tempo questa situazione è pure peggiorata” ha spiegato il sociologo.

Secondo il Censis, però,la principale anomalia fra i giovani italiani è il “record di inattività volontaria”, ovverosia l’alta percentuale di giovani che non studiano e non lavorano, che sarebbero l’11,2%, molto di più, quindi, rispetto al 3,4 della media europea.
Il direttore del Censis avanza tre proposte per far fronte a questa situazione e favorire l’accesso al lavoro dei giovani. Innanzitutto, per Roma, bisognerebbe “anticipare i tempi della formazione e metterla in fase con le opportunità di lavoro”, per cui la laurea breve dovrebbe essere “un obiettivo conclusivo nel ciclo di apprendimento”. Inoltre, andrebbe incentivata l’iniziativa imprenditoriale e autonoma, per cui “bisogna detassare completamente per un trienno le imprese costituite da almeno un anno da parte di giovani con meno di 29 anni”, dice il presidente del Censis. Infine, è necessario “accompagnare il ricambio generazionale in azienda”.

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