Penati si dimette da tutte le cariche ma dice: “Sono innocente”

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Filippo Penati si è dimesso dalla carica di vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia e da tutte le cariche all’interno del Partito Democratico, nel quale era membro della Direzione Regionale, della Direzione Nazionale e dell’Assemblea Nazionale. Già presidente della Provincia di Milano, Penati è indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti in merito ai progetti urbanistici sull’area ex-Falck di Sesto S. Giovanni.
Le dimissioni dall’incarico nel Consiglio regionale lombardo sono state formalizzate con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Regionale, Davide Boni, nella quale ha spiegato così la sua decisione: 

“Visto il clamore e l’eccezionale esposizione mediatica, penso siano imprevedibili tempi brevi per l chiarificazione dell’ìntera vicenda e pertango ritengo opportuno garantire la piena funzionalità dell’Ufficio di Presidenza da cui mi sono autosospeso immediatamente dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, rassegnando quindi le mie dimissioni dall’Ufficio di Presidenza”.

Incendio alla stazione Tiburtina di Roma

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Ancora ignote le cause dell’incendio che nella mattinata di ieri si è sprigionato nella stazione Tiburtina di Roma. Alle ore 04:00 un forte incendio si è sviluppato nel cantiere della nuova stazione Tiburtina a Roma, i vigili del fuoco con l’ausilio dei carabinieri, sono riusciti a domare le fiamme solamente nel tardo pomeriggio di Domenica. Forti le ripercussioni sul traffico ferroviario riguardante i treni che passano per la stazione Tiburtina, come anche per le linee della metro A e B di Roma.

Atac Roma, ha potenziato le linee bus in modo da limitare i disagi dei passeggeri, che comunque, saranno lo stesso elevati. I treni delle Ferrovie che passano per la stazione Tiburtina sono stati limitati, ma nello stesso tempo, sono stati raddoppiati i vagoni per ogni treno che passa. Al momento le fiamme sono state completamente domate, ed ora, è possibile iniziare i sopralluoghi per capire da dove si sia sprigionato l’incendio.

Afghanistan, ucciso militare italiano a Bala Murghab

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Sale a 41 il numero delle vittime militare italiani caduti in Afghanistan. Nella mattinata di oggi, un soldate del contingente italiano in Afghanistan è stato ucciso nel corso di uno scontro a fuoco a Bala Murghab. A dare la comunicazione è lo Stato maggiore della Difesa. Durante uno scontro a fuoco, un militare italiano è rimasto morto, mentre altri due gravemente feriti.

Lo scontro è avvenuto durante un’operazione congiunta tra militari italiani e forze afgane. E’ il secondo morto in pochi mesi in terra afghana. Questa ennesima morte sicuramente riaprirà le polemiche riguardo la missione italiana in terra Afghana e sarà nuovamente scontro in territorio parlamentare riguardo l’aumento o meno dei militari in Afghanistan.

Napolitano: “basta attacchi alla magistratura”. E sul nuovo Guardasigilli: “Non sono pronti”

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo oggi alla tradizionale cerimonia di consegna del “Ventaglio” da parte dell’Associazione stampa parlamentare, è ritornato sul discorso pronunciato ieri in occasione dell’incontro con i giovani magistrati, per respingere le interpretazioni di quanti hanno visto in tale discorso una volontà di ridimensionamento dell’importanza della magistratura. Napolitano ha infatti 0ggi ribadito che i magistrati devono sì essere “inappuntabili”, ma proprio per vanificare “attacchi inammissibili” ed evitare “un fuorviante conflitto” con la politica. Ha affermato in particolare il Capo dello Stato:

Ho parlato proprio ieri della funzione di fondamentale interesse nazionale di cui è portatrice la magistratura con l’obbligo di intervenire di fronte ad ogni singolo, concreto caso in cui si manifestino sindromi di violenza, forme vecchie e nuove di corruzione, abusi di potere e attività truffaldine, che oggi dominano la vita quotidiana. Come si possa cogliere in un discorso che partiva da quella affermazione il rischio di veder posti sullo stesso piano chi commette i reati e chi li combatte, lascio a  voi giudicarlo.

Napolitano ha espresso comunque soddisfazione per gli apprezzamenti al suo discorso venuti da numerosi esponenti della magistratura, come dal presidente dell’Anm Luca Palamara.

Sciopero servizio pubblico, venerdì nero in molte città

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Si preannuncia come un venerdì nero quello che oggi stanno vivendo i centinaia se non migliaia, di pendolari che ogni giorni si ritrovano a dover usare il mezzo pubblico per raggiungere il proprio luogo di lavoro. Nella giornata di oggi, le principali sigle sindacali hanno indetto uno sciopero che sta paralizzando il trasporto pubblico in tutta Italia.

Lo sciopero è di 24 ore ed è iniziato alle 21:00 della giornata di ieri e proseguirà per tutta la giornata di oggi, rispettando le varie fasce di garanzia. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati “a sostegno della vertenza per il nuovo contratto della mobilità, che interessa oltre 200 mila addetti”.

Napolitano: “Basta scontri magistratura-politica”

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato oggi al Quirinale i nuovi magistrati in tirocinio, e richiamato quindi i giudici ad “evitare il protagonismo“, poichè, ha affermato, “vanno evitate condotte che creino indebita confusione di ruoli e fomentino l’ormai intollerabile, sterile scontro fra politica e magistratura”.
Il capo dello Stato ha inoltre esortato ad utilizzare le intercettazioni “solo se assolutamente indispensabili“, richiamando i magistrati a fare, ha detto,

un uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi,bilanciando le esigenze del provvedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti”.

Per Napolitano, la magistratura è in un momento di “offuscamento” della sua immagine, da qui il richiamo ai giovani tirocinanti affinchè svolgano “una seria riflessione critica“, per evitare, ha aggiunto, “fuorvianti esposizioni mediatiche” e non cedere ad atteggiamenti protagonistici e personalistici.
Il capo dello Stato, quindi, riconoscendo le strozzature e inadeguatezze del sistema giustizia, ha esortato ad affrontarle, e ha anche formulato alcune proposte in tal senso, pur affermando: “Non spetta al Capo dello Stato suggerire o valutare disegni di riforma della giustizia, che sono prerogativa del Parlamento“. Si deve comunque mirare, ha poi aggiunto, ad “un recupero di funzionalità, e insieme di razionale e limpido profilo, del sistema giudiziario”.

Caso Murdoch, Cameron chiede scusa al parlamento

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In una sessione straordinaria del parlamento, il primo ministro inglese Cameron, ha risposto a tutte le domande in merito allo scandalo intercettazioni che sta colpendo l’Inghilterra in questi giorni. Il primo ministro ha dichiarato che “Un torrente di rivelazioni hanno incrinato la fiducia in media, polizia e politica”, inoltre ha aggiunto che l’inchiesta pubblica, dovrà fare luce “sui rapporti fra stampa, polizia e politici, e sulle condotte individuali”.

L’opposizione dalla voce di Miliband, chiede le dimissioni di Cameron il quale dichiara di non volersi assolutamente dimettere e che è “estremamente dispiaciuto” per il furore che ha provocato dalla nomina di Coulson, ex direttore del News of The World, quale capo delle Comunicazioni. Solamente nel caso in cui Coulson si rivelasse complice delle intercettazioni ma anche solo a conoscenza dei loschi traffici del tabloid inglese, il premier ha dichiarato che presenterà le sue “profonde scuse” al parlamento.

La Camera autorizza l’arresto di Papa, il Senato salva Tedesco

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E’ stata una giornata politica assai convulsa, quella appena trascorsa, in entrambi i rami del Parlamento. La Camera, infatti, si doveva pronunciare sulla richiesta d’arresto nei confronti del deputato Pdl Alfonso Papa, coinvolto nell’inchiesta P4, mentre, quasi contemporaneamente, al Senato toccava pronunciarsi sulla richiesta d’arresto nei confronti del senatore Pd (poi passato al Gruppo Misto) Alberto Tedesco, coinvolto nell’ìnchiesta sulla corruzione nella sanità pugliese.
L’esito è stato però opposto: mentre, infatti, la Camera, con 319 voti a favore e 293 contrari, ha detto sì all’arresto di Papa, il Senato, con 151 voti contrari, 127 favorevoli e 11 astenuti, ha negato la richiesta d’arresto per Tedesco. In entrambi i casi, il voto è stato espresso a scrutiniuo segreto.
Sul voto alla Camera nei confronti del deputato Pdl ha pesato, probabilmente, anche la posizione della Lega, che si è espressa formalmente a favore dell’arresto, pur lasciando libertà di coscienza ai suoi. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al termine della seduta, ha commentato affermando: “Siamo stati coerenti“. In precedenza, invece, vi era stato un duro botta e risposta tra il capogruppo del Pd Dario Franceschini, che accusava Pdl e Lega di uno “scambio” tra il voto sui rifiuti di Napoli e quello sull’arrestro di Papa, e il capogruppo del Carroccio Marco Reguzzoni.

Filippo Penati, indagato per corruzione e concussione

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Filippo Penati, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia per il Partito Democratico, è indagato per corruzione e concussione. E’ quanto emerge da un inchiesta della guarda di finanza della Repubblica di Monza e riguarda l’area Falck di Sesto San Giovanni.

In queste ore, la guardia di finanza sto portando a termine alcune perquisizione per confermare quanto riscontrato durante le indagini preliminari.  L’inchiesta che vede indagato Penati, era stata avviata nell’ambito di quella sull’area Santa Giulia. L’accusa che viene rivolta nei confronti di Penati, parla di circa quattro miliardi di lire di tangenti che Filippo Penati, avrebbe ricevuto tra il 2001 e il 2002. Fino all’anno 2001, Penato, è stato il sindaco di Sesto San Giovanni, confermato con il 56% dei voti.

Maurizio Belpietro, accusato di vilipendio nei cofronti di Napolitano

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Offesa all’onore e al prestigio del capo dello stato”, articolo 278 cp. Questa è l’accusa che la procura di Milano nella persona del procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, ha girato al direttore del giornale Libero, Maurizio Belpietro. L’accusa è arrivata nella giornata di ieri, dopo la messa in vendita dell’edizione quotidiana del giornale Libero di cui Belpietro è il direttore. Ad essere accusata è la vignetta che appare in prima pagina e la scritta stampata sopra.

Nella vignetta vengono raffigurati il capo dello stato, Giorgio Napolitano, Calderoli, Bersani e Fini mentre si apprestano a mangiare una pizza a forma di stivale (simboleggiando la nazione), nella parte alta della vignetta appare la scritta: “assedio ai papponi di stato”. Ed è stata proprio l’unione di queste due cose, vignetta più testo, a far scattare in piedi il procuratore Bruti Liberati, il quale ha subito avviato le procedure per accusare Belpietro di vilipendio.

L’accusa, se confermata da un giudice, prevede la reclusione da uno a cinque anni. Non è mancata la replica di Belpietro, il quale ha dichiarato: “e il diritto di satira, dov’è?” L’argomento satira è uno di quegli argomenti discussi in passato ma che ancora lasciano molte interpretazioni, non è stato ancora ben definito quale sia o non sia la satira. Quale sia il limite oltre il quale non è più satira ma diffamazione, oppure come in questo caso, vilipendio.

Decreto rifiuti, la maggioranza si divide. La Lega: “Voteremo contro”


Non vi è accordo all’interno della maggioranza
sul decreto per il trasferimento dei rifiuti della Campania ad altre Regioni. La Lega, infatti, si è detta intenzionata a votare contro, come ha annunciato il suo esponente Renato Togni, che ha affermato: “In consiglio dei ministri i membri del governo della Lega Nord hanno votato contro questo decreto legge. Si presume che i gruppi parlamentari manterranno questa posizione”.
Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo è da ieri sera alla ricerca di un accordo tra Lega, Responsabili e membri del Pdl campano per la modifica del provvedimento, dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso l’ordinanza con la quale il Tar del Lazio aveva fermato il trasferimento automatico dei rifiuti nelle altre regioni.
La Lega, infatti, intende mantenere nel decreto l’obbligo di chiedere il nulla osta delle regioni che si farebbero carico dei rifiuti, contrariamente all’opposizione, con la quale si sono schierati, però, anche i Responsabili e buona parte del Pdl campano, intenzionati ad opporsi all’ennesimo diktat leghista.
Il relatore del Pdl Agostino Ghiglia ha così deciso di chiedere il rinvio del provvedimento dall’aula alla commissione, in modo da prendere tempo ed evitare possibili convergenze fra l’opposizione, i Responsabili e gli esponenti del Pdl campano durante il voto degli emendamenti. Il rinvio del testo è stato bocciato con 6 voti di scarto, ed è quindi cominciato l’esame degli emendamenti, che è stato poi sospeso e dovrebbe riprendere domani.

Sveva Belviso è il nuovo vicesindaco di Roma

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Abbiamo deciso di nominare una donna, Sveva Belviso, come vicesindaco”. Parole del primo cittadino della Capitale, Gianni Alemanno, rilasciate durante l’incontro con la stampa assieme al segretario del PdL, Angelino Alfano.

Sveva Bleviso sostituirà Mauro Cutrufo, diventato responsabile degli enti locali del partito del premier Silvio Berlusconi.

Alemanno, che ha aumentato così le quote rosa in seno alla sua Giunta, ha spiegato:

“Dopo la sentenza del Tar era necessario fare entrare una donna dunque entra Rosella Sensi e Sveva Belviso diventa vicesindaco, per questo è stato necessario ridisegnare la squadra e Mauro Cutrufo, ex vicesindaco, ha accettato di uscire e avere un ruolo di contributo a Roma fungendo da raccordo a livello nazionale. Nel nuovo statuto di Roma Capitale dovrà esserci una definizione delle pari opportunità in tutti i settori”.

All’ex presidente della Roma, Rosella Sensi, è stata affidata la promozione dei grandi eventi e candidatura olimpica di Roma capitale.

Strage di Via d’Amelio 19 anni fa, la morte di Borsellino

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19 anni fa, in Via d’Amelio, veniva portato a termine l’attentato che uccise Paolo Borsellino, uno degli esponenti principali dell’antimafia di quel periodo. Oggi a Palermo si ricorda quella tragedia e quella figura di Borsellino con la commemorazione ufficiale, al quale stanno partecipando in queste ore Fini e anche il presidente Napolitano.

Fini ha recentemente dichiarato, che per bloccare la mafia all’interno della politica è necessario “non candidare coloro che sono sospettati di avere contatti con la mafia” e anche “non elevare a posti di responsabilità pubblica chi risulta inquisito”. Fini poi conclude con un affondo, dicendo: “La mafia punta a svuotare lo Stato incuneandosi nelle zone d’ombra che possono essere presenti e sfruttando aree di contiguità”, ha rimarcato Fini aggiungendo che “è necessario mantenere alta l’attenzione morale contro l’assopimento delle coscienze”.