Maurizio Belpietro, accusato di vilipendio nei cofronti di Napolitano

di Michele Laganà 2

Foto: Ap/LaPresse

Offesa all’onore e al prestigio del capo dello stato”, articolo 278 cp. Questa è l’accusa che la procura di Milano nella persona del procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, ha girato al direttore del giornale Libero, Maurizio Belpietro. L’accusa è arrivata nella giornata di ieri, dopo la messa in vendita dell’edizione quotidiana del giornale Libero di cui Belpietro è il direttore. Ad essere accusata è la vignetta che appare in prima pagina e la scritta stampata sopra.

Nella vignetta vengono raffigurati il capo dello stato, Giorgio Napolitano, Calderoli, Bersani e Fini mentre si apprestano a mangiare una pizza a forma di stivale (simboleggiando la nazione), nella parte alta della vignetta appare la scritta: “assedio ai papponi di stato”. Ed è stata proprio l’unione di queste due cose, vignetta più testo, a far scattare in piedi il procuratore Bruti Liberati, il quale ha subito avviato le procedure per accusare Belpietro di vilipendio.

L’accusa, se confermata da un giudice, prevede la reclusione da uno a cinque anni. Non è mancata la replica di Belpietro, il quale ha dichiarato: “e il diritto di satira, dov’è?” L’argomento satira è uno di quegli argomenti discussi in passato ma che ancora lasciano molte interpretazioni, non è stato ancora ben definito quale sia o non sia la satira. Quale sia il limite oltre il quale non è più satira ma diffamazione, oppure come in questo caso, vilipendio.

Belpietro ha confermato nella giornata di ieri, che nell’edizione di oggi in edicola, scriverà un editoriale dove chiederà scusa al capo dello stato e che non era sicuramente sua intenzione offendere nessuno. Nell’editoriale di oggi, che trova in prima pagina, Belpietro chiede scusa al presidente Napolitano, ma affonda il coltello nei costi della politica, dichiarando che quelli che ci sono nel suo ministero (quello di Napolitano), sono ben superiori a quelli che si possono trovare all’Eliseo, nonostante Napolitano, abbiamo meno poteri e meno compiti.

Insomma, una battaglia che sembra solamente all’inizio. Da una parte un direttore di giornale che si è sempre esposto in pubblico con le sue idee, sia un TV che sul suo giornale, dall’altra una legge che ancora non si riesce a capire fino a che punto può essere messa in pratica. Aspettiamo gli sviluppi dei prossimi giorni, e se ci fosse, una risposta ufficiale da parte di Napolitano all’editoriale di oggi di Belpietro.

Commenti (2)

  1. Ege.sig. BELPIETRO, NON HANNO ANCORA FINITO QUESTI PARLAMENTARI DI RUBARE, QUESTA ACCUSA MI FA RIDERE, MA NON SI SPECCHIANO, NON HANNO VERGOGNA DI QUELLO CHE STANNO FACENDO E GLI STIPENDI CHE PRENDONO ……..PRIMA LORO INIZINO A PAGARE, POI PACHEREMO ANCHE NOI.
    ANNA MARIA RIZZARDI

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