Otto per mille, campagna di sensibilizzazione

di Angela Gennaro Commenta

Occhio all’otto per mille: siamo sicuri di sapere a chi stiamo dando i nostri soldi? Questo il monito lanciato dall’UAAR, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalistici. Una campagna di sensibilizzazione – perché non so voi, ma io ad ogni dichiarazoone dei redditi mi aspico che i mieisoldi vadano lì dove ho indicato e non mi è esattamente immediato verificarlo – che potrebbe anche, a ragione, essere ritenuta un compito dello Stato italiano. No?

Sei italiani su dieci, quella casella la lasciano vuota. E vuoto che vuol dire? L’Uaar ha lanciato una campagna informativa sull’otto per mille, per spiegare che fine fanno i soldi prelevati dall’Irpef. Si tratta di più di miliardo di euro, che vengono ogni anno distribuiti tra Chiesa cattolica, altre confessioni e lo Stato. Quello dell’otto per mille è un meccanismo complesso, e raramente viene spiegato ai contribuenti.

Occhio per mille è un progetto che viene veicolato dall’UAAR sulla Rete e per le vie delle città. E non manca il passaparola. Perché in pochi sanno che lasciare vuota quella casella, non mettere la firma, non vuol dire risparmiare. Perché quei soldi avranno comunque una destinazione. Funziona così:

Lo Stato ogni anno raccoglie l’IRPEF e ne mette l’otto per mille in un calderone. Sembra una quota piccola, ma in realtà sono molti soldi: circa un miliardo di euro. Questi soldi vengono poi ripartiti a seconda delle scelte che sono state espresse: insomma la tua firma conta come un voto e ha lo stesso valore di quella degli uomini più ricchi d’Italia, un Berlusconi o un Moratti. […] Che fine fanno i soldi di chi non firma per nessuno? Anche quelli finiscono nel calderone, e vengono ripartiti a seconda dei voti di chi ha espresso la scelta. […] Negli ultimi anni circa quattro contribuenti su dieci hanno firmato esplicitamente per l’otto per mille. Visto che la maggior parte di chi firma (circa l’80% di loro) sceglie la Chiesa Cattolica, questa riceve ogni anno l’80% della torta, cioè più di 900 milioni di euro. Invece sei persone su dieci non scelgono niente, e la loro quota viene gestita dagli altri!

Insomma, i firmatari versano il loro contributo alla Chiesa cattolica nell’87% dei casi, e anche l’87% dei soldi di chi non firma finisce lì.
L’Uaar porta avanti questa campagna di informazione e ovviamente non diamo nessuna indicazione di scelta. Diamo soltanto informazioni. E non è nemmeno facile farlo, perché lo Stato non dà comunicazione ufficiale sulle scelte dei cittadini: un comportamento oscuranti-sta, inaccettabile in un paese che si dice civile, democratico e laico.

La proposta concreta, da parte dell’associazione a Tremonti, è stata quella di destinare l’otto per mille statale ai terremotati dell’Abruzzo.
I circoli Uaar stanno preparando i banchetti informativi per la campagna Occhio per mille e in qualche città (come a Bergamo, Grosseto, Venezia e Milano) sono stati affissi manifesti.

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