Rete e libertà, a volte ritornano

di Angela Gennaro 2

Sono iscritta su Facebook al gruppo Gli Eletti. Un progetto che offre gratuitamente a ciascuno degli oltre 150.000 rappresentanti politici (tutti, proprio tutti, dal consigliere comunale al parlamentare europeo) spazi di visibilità personali e aggiornabili. Un nuovo modo di fare politica e soprattutto comunicazione politica. Anche per gli italici rappresentanti, così restii al cambiamento.
Mi è giunta la seguente comunicazione:
Circa un mese fa, Gabriella Carlucci ha rilasciato un intervista al direttore editoriale del nostro portale, seguita da un’aspra polemica che ancora continua in Rete.

La redazione degli Eletti racconta che, da quel dì, si è smosso qualcosa. I Parlamentari si sono attivati, fino alla creazione di un Intergruppo Parlamentare 2.0. Si tratta di un progetto cui partecipano deputati e senatori dei vari schieramenti, sia della maggioranza che dell’opposizione. Lo scopo è quello di mobilitare un’ampio confronto online tra tutti i protagonisti, gli esperti, coloro che alla Rete sono a vario titolo correlati: quindi, anche e soprattutto gli utenti.

Parte del progetto prevede un serie di incontri proprio su questi temi intorno al Web 2.0 e alla scottante – e internazionalmente presente – problematica della sua regolamentazione. Un’indagine che, al suo termine, vedrà la creazione di un libro bianco per il Parlamento e per il Governo.

Ecco alcuni post sull’argomento pubblicati su GliEletti Blog:

Gabriella Carlucci: La democrazia parte da Internet, ma è necessaria la tracciabilità dell’utente.

Gianluca Dettori: Legislatori parlino con cognizione di causa. Una risposta a Gabriella Carlucci e Davide Rossi

La maggioranza intende modificare l’emendamento D’Alia

Abrogato emendamento d’Alia. Cassinelli: “Lentamente il Parlamento sta cambiando”

Durante la riunione delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, l’emendamento che aveva fatto scatenare il popolo della Rete è stato abrogato. Il Parlamento sta cambiando? Internet e la politica si stanno smuovendo non solo su opposte e inconciliabili vie? Il dibattito continua e non si fermerà. Un dibattito che non buca sui Tg nazionali in prima serata, ma che esiste e non deve spegnersi.

Commenti (2)

  1. Ha ragione daniela melchiorre facebook non deve essere censurato in alcun modo se non per casi di pedofilia o razzismo

  2. Ma sei tu Daniela Melchiorre sotto mentite spoglie?

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