Ballarò: Berlusconi-Lario e crisi

di Angela Gennaro 2

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Anche Ballarò, questa sera, cade nella rete Silvio – Veronica – Noemi. C’è anche un po’ di crisi economica e di elezioni a Trento. Con Giovanni Floris, Dario Franceschini per il Pd e Sandro Bondi per il Pdl, ma anche Renata Polverini, Concita De Gregori, Carlo Rossella, il professore Umberto Curi, Andre Segre, Israli e Nando Pagnoncelli.

Maurizio Crozza non si lascia naturalmente scappare la classifica di Freedom House che vede l’Italia paese parzialmente libero in termini di libertà di stampa.

Che non si lascia neppure scappare la battuta sulla bocca di tutti: non ha, Dario Franceschini, timore che il suo posto di leader del Partito Democratico venga occupato da Veronica Lario? Sobilla lei, Franceschini, la Signora? Come sono diversi quei due, uno chiede il divorzio e va dall’avvocato, l’altro va a Porta a porta.. Franceschini appare più ironico del suo predecessore Veltroni. Il ministro Bondi, invece, non prende benissimo la raffica di battute di Crozza.

E’ proprio Bondi a difendere quanto sta accadendo in questi giorni a Silvio Berlusconi. Un amore che diviene dolore. Un pubblico che deve rispettare il privato. E poi nulla di quanto è stato detto sul Premier corrisponde a realtà. E poi le liste elettorali: non sono quelle delle quali siamo stati accusati. Ci sono belle ragazze, tutte laureate. E come ciliegina, la Signora: la Lario sarebbe, come ripete anche Silvio Berlusconi, vittima di un inganno orchestrato dalla sinistra e dalla sua stampa.

Pubblico e privato. A Giovanni Floris scappa di ricordare quel libricino inviato nel 2001 di foto e immagini di famiglia in occasione della campagna elettorale. Un prodottino che ha cominciato – e continuato – la costruzione del privato nel pubblico.

Carlo Rossella sostiene: gli italiani sono provinciali nello scandalizzarsi per cotante candidature. E la sinistra è razzista (sic!) neei confronti di queste rappresentanti della politiche. Dopotutto sono laureate.

E tante ce ne sono, in Italia, di laureate. E di laureati. Non hanno tutti – anzi – queste opportunità dorate. Lo ricorda il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio. Rossella non la lascia esattamente parlare. Il criterio di ammissione delle candidate nelle liste è volumetrico ed estetico: questa la definizione della De Gregorio.I numeri dei sondaggi di Pagnoncelli sono comunque chiari: agli elettori, del Berlusconi Gate, frega poco. L’84% non ha cambiato le sue posizioni sul Premier Berlusconi. Solo il 15% lo ha fatto. La faccenda, comunque, per il 71% degli intervistati non avrà ripercussioni a livello politico. Non giudicare i politici in base alla loro vita privata: questa la posizione del 69%. Ed ecco la scheda con le intenzioni di voto alle Europee. Non solo non sono mutate: il Pdl ha aumentato il suo score dello 0,5%.

Pdl 40 %, Pd 26.5 %, Idv 9%, Lega 9.4%, Udc 6.4%, Prc + Pdci 3.1 %, Sinistra & libertà 2.9%.

Commenti (2)

  1. Scusate sapete dirmi a quanto stanno il liberal democratici di daniela melchiorre? Secondo me alle europee prenderanno più voti dei comunisti

  2. Non lo so ma ti direi che non sarebbe una sorpresa

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