Nozze Gay: Un sogno divenuto realtà

di Paolo Riva 5

Dalla giornata di ieri in quel della California sarà possibile convolare a nozze tra persone appartenenti allo stesso sesso. Un grande segno di apertura, dovuto anche ad una sentenza della Corte Superma, che ha permesso di definire il matrimonio come “unione di due persone” e non di “un uomo e una donna”.

I dati raccolti da alcuni sondaggisti a stelle e strisce dicono che almeno la metà delle coppie omosessuali residenti in California, sarebbe pronto a sposarsi immediatamente. Sicuramente non supereranno Del Martin e Phyllips Lyon, rispettivamente 87 e 83 anni, attiviste storiche del movimento gay-lesbo.

Nozze che per il momento si possono svolgere legalmente (quindi con unione riconosciuta dallo stato) solo in California e Massachussets.

Un grande segno di apertura da parte dello stato della California, ma secondo voi E’giusto aprire la possibilità alle coppie gay di sposarsi? Non sarebbe meglio un altro tipo di unione?

Commenti (5)

  1. a parte che un altro è maschile e non vuole l’apostrofo, ma chiedere “Non sarebbe meglio un’altro tipo di unione?” è assolutamente superfluo avendo già domandato “E’giusto aprire la possibilità alle coppie gay di sposarsi?”. anzi, è una livorosa frecciatina, bigottismo patriarcale e reazionario. attenzione attenzione: paolo riva è contrario ai froci che si sposano. per lui sarebbe meglio “un’altro tipo” di unione. la mia domanda è la seguente:

    ma ar popolo?

  2. @strani(a)to: Innanzitutto chiedo scusa per il madornale errore di grammatica. Per quanto invece riguarda la tua “critica” alla mia domanda, diciamo che sei abbastanza lontano dalla mia posizione. Sinceramente nutro un certo senso di “indifferenza” sulle coppie gay. Il fatto è che bisognerebbe comprendere innanzitutto cosa è un matrimonio. Proviamo a comprendere innanzitutto l’etimologia del termine MATRIMONIO. Giusto per questo vado a prenderti come citazione WIKIPEDIA:
    “La parola “matrimonio”, secondo una visione diffusa, viene dal latino matri munus, “compito della madre”, ovvero anche matrem munere, “proteggere la madre”. L’etimologia indicherebbe una relazione diretta tra l’alleanza d’amore dei due (uomo e donna nel contesto originario) e il compito della maternità/paternità che da essa scaturisce.”
    Ora se nel contesto originario il matrimonio è tra uomo e donna, non sarebbe bello, anche per le stesse coppie gay, avere un rapporto che sia solo loro?
    Io la vedo così poi se il tuo desiderio è bollarmi come un “uccidi-froci” beh il discorso è differente…

  3. Condivido la riflessione di Paolo Riva. Il matrimonio è sempre stato tra uomo e donna, quindi se proprio bisogna istituire un qualcosa di nuovo, tanto vale dargli un nuovo nome. La scelta migliore, secondo me, rimane comunque quella di non istituire niente.

  4. @_p: Innanzitutto grazie del supporto :-). E sopratutto non preoccupatevi chiamatemi solo Paolo, mi fa piacere comunque. Ovvio che discuterne in poche righe non è mai semplice e mi dispiace che strani(a)to abbia frainteso il mio discorso…naturalmente vi rinnovo l’appuntamento su politicalive nei prossimi giorni…NON MANCATE RAGAZZI/E!

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