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Lo chiamarono Lodo Diaz



Titola oggi il manifesto

Il lodo Diaz

«Un massacro contro persone inermi». La requisitoria del pubblico ministero al processo «per i fatti della scuola Diaz» è un atto di accusa contro la messa in mora dello stato di diritto. Accadeva a Genova nel luglio 2001, al governo c’era Berlusconi. Quello dei «lodi» che garantiscono impunità


Il pubblico ministero Francesco Cardona Albini non ha usato giri di parole.

È stato un massacro

Non ci sarebbe stato lancio di oggetti. Non è stata ritrovata alcuna prova della presenza di armi all’interno della scuola. La mole di immagini e documentazione medica prodotta dalle 98 vittime del pestaggio smentirebbe quanto sostenuto dai legali degli agenti.


Manganelli Tonfa impugnati al contrario per picchiare più forte, calci, pugni e capigliature tagliate esibite come trofei, mobilia e sedie spaccate addosso: è il quadro del «massacro» della polizia sui no global nella scuola Diaz, durante il G8, dipinto oggi dal pm Francesco Cardona Albini nel corso della requisitoria

Così descrive oggi la novità il Secolo XIX.

Il bilancio di 79 feriti nella scuola, di altri fuori dell’edificio, il `martirio´ di Mark Covell (il giornalista free lance inglese massacrato di botte) e soprattutto il terrore degli occupanti, molti dei quali non poterono trattenere i loro sfinteri, non sembra congruo – ha detto il pm – neppure se ci fosse stata resistenza

Ha detto il pm.


Sull’home page di Repubblica non c’è traccia, in queesto momento, della notizia. C’è traccia del domani, non di ieri. Sapporo, pronto il vertice del G8
subito la manifestazione no global
. E all’Italia toccherà di nuovo. Maddalena 2009.