La parità di genere nel mondo

di Alba D'Alberto Commenta

Ci doveva pensare il Guardian a rimettere a posto le idee dimostrando soprattutto agli italiani che il nostro Paese non è messo poi così male. Almeno quando si considera più di una variabile contemporaneamente. Ecco i tre grafici interessanti messi a disposizione dal giornale inglese. 

Iniziamo con il grafico che confronta le politiche di lavoro dei paesi oggetto d’analisi mettendo a confronto la percentuale di donne nei paesi del G20 che sono arrivate in parlamento, quelle che sono parte dei CdA delle imprese private e quelle che occupano un posto da dirigente pubblico. L’Italia in questa classifica è al sesto posto perché ha il 31 per cento dei posti in parlamento riservati alle donne, il 28% di dirigenti pubblici del gentil sesso e poi il 13% del management privato in mano alle donne.

Diversa è la classifica se si prendono in esame i paesi con il maggior numero di donne in Parlamento. Ci si sorprende a vedere che il primo posto è occupato non dalla Svezia, ammiratissima anche in Italia per gli spazi riservati alle donne, ma al Ruanda che dopo il genocidio determinò uno squilibrio della popolazione a favore delle donne che sono il doppio degli uomini e quindi più rappresentate in parlamento.

E poi c’è il grafico opposto che è quello con i paesi che hanno il minor numero di donne in parlamento. Ora ce ne sono 5 e alcuni saranno anche presenti all’EXPO 2015 per parlare di alimentazione, chissà se ci sarà qualcuno pronto a ricordare loro l’importanza del gentil sesso anche in politica, oltre che ai fornelli?