La Boschi contro il referendum trivelle: è stata una spesa inutile

di Alba D'Alberto Commenta

Una spesa inutile, la consultazione referendaria sulle trivelle. Sicuramente un’affermazione che può essere fatta soltanto dopo aver letto del non raggiungimento del quorum. Ma la Boschi va oltre e ritiene che si esageri anche sul “ciaone” usato come sfottò per tutti quelli che si sono recati ai seggi. 

Alla luce del comportamento del PD sul referendum sarà interessante vedere quel che accade a livello locale nelle prossime elezioni ma intanto la Boschi, intervistata dal Corriere della Sera, dopo il referendum, se la prende con tutti, fuori e dentro il PD. In primis con Emiliano, minimizzando perfino lo sfottò su Twitter di Carbone:

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“Poteva essere evitato il “Ciaone”? Certo. Ma che quelli del “vaffa day” o chi ci ha definito venditori di pentole adesso facciano gli istituzionali e si scandalizzino per un “Ciaone” la dice lunga”.

E su Emiliano e il referendum la sua posizione è ancora più chiara:

“Emiliano ha perso e nella sua Puglia non ha avuto neanche il quorum. Sarà bello vedere insieme Salvini, Grillo e Vendola contro il testo costituzionale”. “Vedo – osserva Boschi – che Emiliano sta impiegando tutta la sua fantasia, però onestamente, la verità dei fatti è questa: si è votato per un referendum che riguardava un argomento specifico e che evidentemente non interessava alla maggioranza degli italiani. Il referendum non ha raggiunto il quorum nemmeno in Puglia, per cui, se dovesse valere il ragionamento di Emiliano, io mi preoccuperei per lui, come presidente di regione, visto che non ha il 50 più uno per cento nella sua terra. Comunque – sottolinea – questo non era un referendum sul governo, né un referendum politico. Lo abbiamo detto dall’inizio. Se adesso le regioni promotrici si occupassero di sistemare i depuratori e ridurre le liste d’attesa nella sanità penso che saremmo tutti più felici”.