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Italia, parto cesareo: percentuale più alta di tutta Europa

La lettura delle statistiche riportate da più di un quotidiano in edicola stamane consentono di dire che, senza dubbio, sull’ecccessivo ricorso al parto cesareo nella penisola (la media di più di uno ogni tre gravidanze, il 38%) va individuato anche un fattore – importante, presente – legato al retaggio culturale e alle tradizioni.

E’ anche così che assume fisionomie visibili la forbice che divide la realtà del settentrione (dove la percentuale di cesarei maggiore si registra in Liguria con il 35.7% mentre la minore si attesta in Friuli Venezia Giulia dove ogni 100 parti sono 23.9 i cesarei) da quella centro meridionale (si sfora il 60% in Campania, attorno al 53% in Sicilia). Non solo l’aspetto culturale, certo: contribuiscono in maniera significativa anche la struttura e l’organizzazione ospedaliera nonchè il livello di preparazione dei medici e la paura degli stessi di incappare in eventuali cause civili.

E’ quanto emerge dall’incrocio tra i pareri rilasciati da professionisti (tra tutti, Giorgio Vittori, presidente della Sigo, società italiana di ginecologia e ostetricia) e i dati messi a disposizione dal Ministero della Salute a cui spetta il compito – arduo, complesso – di adeguare i parametri italiani a quelli richiesti dalla Oms (i cesarei non devono superare il 15% del totale).

Un altra osservazione degna di analisi è quella avanzata da Giuseppe Ettore, responsabile dell’Associazione ostetrici ginecologici della Regione Sicilia (intervenuto non a caso, ma in seguito ai recenti avvenimenti accaduti al Policlinico di Messina): “Da noi (Sicilia, ndr) ci sono cliniche private che fanno il 90% di cesarei. Il motivo? Ne cito uno: in Italia un ginecologo ostetrico su quattro è indagato per responsabilità professionale“.

Leggendo i numeri più a fondo, ci si imbatte in una realtà che merita di essere riportata: i cesarei sono in Italia la terza causa di ricovero dopo il parto naturale e l’insufficienza cardiaca; rappresentano il 37.8% del totale della tipologia di parto e ammontano a 192.089 casi annuali su un totale di 507.909 parti; più alta la percentuale di italiane (39.2%) che ricorrono al cesareo rispetto a quella delle straniere (26.9%); la percentuale di parti cesarei eseguiti in ospedali pubblici è del 62%, quella di cesarei effettuati in case di cura accreditate sale al 62%; tra i Paesi europei, l’Italia è il solo a superare abbondantemente la soglia del 30% dei cesarei (percentuale che scenda al 15 in Olanda, al 20 in Francia, al 23 in Inghilterra e Spagna, al 27 in Germania).