Di calcio, scontri e rinvii a giudizio

di Angela Gennaro Commenta



Da un lato Calciopoli.


Luciano Moggi e altri 23 imputati sono stati rinviati a giudizio dalla giustizia ordinaria. Franco Carraro e Francesco Ghirelli, rispettivamente ex presidente ed ex segretario della Figc, sono invece stati prosciolti.


Appuntamento allora al 20 gennaio (2009, sì), data di inizio del processo davanti alla nona sezione del Tribunale, collegio A. Le accuse portano anche il nome di associazione per delinquere e frode per competizioni sportive.


La storia infinita, insomma. Repubblica, per gli appassionati, ha messo su tutto un dossier. Dai vertici inguaiati, alle basi. Perché la base calcistica è la vera, drammatica, ignorante valvola di sfogo della violenza di un paese altrimenti borghese. Scelta da chi follemente la attua, e strumentalizzata da chi governa. Dall’altro lato, quindi, il pensiero corre a quella che chiamarono La bufala campana.

E’ da allora che i media principali hanno smesso di parlarne. Dopo il solito nuvolone del caso, il tutto è caduto nell’oblio del mondo.



I soliti noti. RaiNews 24 la chiama, come si diceva, la bufala campana, e mostra come gli incidenti della prima giornata di campionato di calcio di serie A, per Roma-Napoli, siano stati costruiti ed enfatizzati.


I tifosi del Napoli vengono accusati di aver preso d’assalto il treno, e l’arrivo alla stazione Termini di Roma è pura guerriglia.

Hanno sfondato il cordone di polizia, hanno più volte tirato il treno di emergenza, e hanno interamente vandalizzato il treno


500.000 euro di danni per Trenitalia, e 4 dipendenti contusi.


Come SEMPRE accade nell’italica terra, la versione dei fatti non è una e una sola. Come SEMPRE accade in Italia, l’altra versione è completamente OPPOSTA. Prima i dubbi sollevati su Internet dalla tifoseria napoletana – cui, verità si dica, il mainstreaming mediatico non ha dato spazio di sorta – e che aveva tratti quasi celestiali (tutti avevano il biglietto, ma quale assalto, al massimo un po’ di eccitazione). Poi il Mattino di Napoli che pubblica la versione della Procura nell’inchiesta:

Danni. Non devastazioni

E cioè, come riporta il servizio: 80 tendine danneggiate, un gabinetto divelto, alcune poltrone tagliate e alcuni vetri rotti.


Molti sono i commenti possibili. Tra i tanti, l’appello: evviva la ricerca della verità, in assoluto. Evviva lo squarcio nel pesante velo di uniforme versione dei fatti, croce e delizia del giornalismo all’italiana. Ma che quella ricerca di verità non diventi mai alibi per l’assurda violenza di gente che fa del male ad altra gente, con logiche assurde.


Chi posta il servizio di RaiNews 24, Sergiodata0, su YouTube, avverte:

Questa inchiesta di Enzo Cappucci per RaiNews24 ci fa capire quanto i media italiani abbiano ingigantito i fatti accaduti alla Stazione Centrale di Napoli il 31 agosto 2008. Senza alcuna informativa da parte delle forze di polizia, i giornalisti si sono basati unicamente sulle notizie provenienti da Trenitalia: addirittura pare che il treno visto nei filmato non sia nemmeno quello “assaltato” dagli ultrà napoletani.

Lungi da me voler difendere chi compie atti violenti, che condanno fermamente (non sono un ultrà e non ne condivido le logiche), mi sembra giusto cercare di andare il più possibile vicino alla verità, cercando di vedere le cose nel modo più obiettivo possibile


Cappucci chiama Trenitalia, e questo ci piace. Ma qualcuno ha sentito le testimonianze dei passeggeri cacciati dal treno? Sì. Qui c’è un racconto di due giornalisti Ballesterer di quasi normalità.



Ma allora, la domanda ovvia che nasce è: perché? A che pro? Se gonfiato – i danni esistono, ma l’individuazione delle responsabilità non è, forse, COSI’ netta… Ma perché gonfiare così tanto? Speriamo nella risposta della giustizia italiana?


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