L’addio di Mara

di Redazione Commenta

Mara Carfagna? Si dimette. Il 15 dicembre, ovvero il giorno dopo il voto di fiducia. Da ministro, dal Pdl, persino da parlamentare. Mara, ex valletta oggi ministro alle Pari Opportunità. Anzi, “la signora Carfagna”. Silvio Berlusconi liquida così l’affaire ministeriale. E la sensazione è che sia abbandono. Sensazione confermata poche ore dopo, quando escono sull’Ansa le anticipazioni dell’intervista esclusiva rilasciata da Mara Carfagna stessa al Mattino di Napoli.

Due i passaggi anticipati alle agenzie, in attesa di leggere domani mattina l’intervista completa – che non a caso è andata a finire su quel giornale. Le dimissioni, appunto. E la definizione del caos rifiuti come guerra tra bande.
Eccola, la dichiarazione sui rifiuti mandata alle agenzie:

Nell’ultima seduta del Consiglio dei ministri ho fatto presente la mia preoccupazione sullo scontro istituzionale tra Comune e Provincia di Salerno che rischia di portare alla paralisi assoluta compromettendo la realizzazione dell’impianto. Non posso permettere che per una guerra di potere si faccia saltare un’operazione di vitale importanza per la Campania

E quella sul Pdl e il governo. La notizia, insomma:

Non farò mancare la fiducia a Berlusconi, ma il 15 dicembre rassegnerò le mie dimissioni dal partito. Lascerò anche lo scranno di parlamentare, perchè a differenza di altri sono disinteressata e non voglio dare adito a strumentalizzazioni. Mi dimetterò ovviamente anche da ministro visto che il mio contributo pare sia ininfluente.

Mossa, strategia o realtà? Lascerà la politica? Lo si tende ad escludere. Da sempre si parla poi del suo ingresso in Fli (che è poi uno dei motivi che hanno portato alla rottura, quello della sua vicinanza a Italo Bocchino). Ma nella stessa intervista il ministro smentisce. Staremo a vedere.

Come non dare allora atto a Vladimir Luxuria di dire “Io ve l’avevo detto”. O meglio: Il mio intuito femminile mi aveva fatto capire da tempo che Mara Carfagna si sarebbe allontanata dal suo partito e da questo governo. Ora se Vladimir ci suggerisse anche il prossimo passaggio ne saremmo grati.

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