Brunetta e la burocrazia: come la Ferrari

di IsayStaff 1

Renato Brunetta, a volte ritornano. Fanno discutere le ultime affermazioni del super Ministro della Pubblica amministrazione. Questa volta, l’attacco è contro burocrazia e classe impiegatizia. Luogjhi oscuri dell’Italia, in cui è necessario instillare il senso di responsabilità con un bastone. Per uscire dalla crisi. Ed utilizzando come carota l’orgoglio.

La frase incriminata, quella che ha fatto insorgere l’opposizione (chi???) è stata:

Se uno ora fa il professore, il burocrate, l’impiegato al catasto si vergogna di dire quello che fa. Se invece dice al figlio ‘faccio il tornitore alla Ferrari’, lo dice con il sorriso, con orgoglio e dignità. L’impiegato no. Io vorrei che la nostra burocrazia fosse come la Ferrari. Perché non può?

Qui la cronaca delle reciproche rimbeccate. Parole “vergognose” per Paolo Ferrero, segretario di Prc, e Gianni Pagliarini, responsabile lavoro del Pdci. Il punto, forse, è colto meglio da Angelo Bonelli, verde, che dice:

Per riformare la pubblica amministrazione, cosa necessaria non c’è alcun bisogno di insultare i dipendenti

Oltre a mettere in dubbio la veridicità dell’affermazione del Ministro (è scientificamente provato che lo statale si vergogna? Uhmm), si sposa il solito concetto della realtà della necessità di riforma della Pubblica Amministrazione, invece. Il bastone e la carota. Da un lato, siamo tutti troppo permalosi. Dall’altro, quel benedetto concetto poteva essere tradotto in milioni di altre formule che non andavano ad aggiungere ridondanti informazioni non necessarie.

Commenti (1)

  1. L’ultima baggianata di Brunetta, e statene pur certi che se non lo mandano subito a casa non sarà neanche l’ultima, è una sorta di delirio: una chiamata alle armi per il pubblico impiego. Dopo aver detto loro che non lavoravano abbastanza, dopo avergli gettato addosso tanto di quel fango da non farli rialzare più, adesso mister br ha deciso che i dipendenti pubblici sono la via di uscita, la chiave di volta, contro la recessione. Il paragone è appunto “delirante”: un tornitore alla Ferrari è fiero di fronte ai suoi figli del lavoro che fa, un impiegato del catasto o un insegnante no, dice il ministro della dis-funzione pubblica. Però, continua mister br, solo chi lavora nel pubblico non teme la cassa integrazione e non teme di perdere il posto di lavoro, come invece avviene nel settore privato. Per cui gli statali devono sacrificarsi perché soltanto loro, i fannulloni d’Italia, possono tirare fuori il paese dalla crisi!

    Non capiamo noi poveri mortali, né in questo caso la scienza ci viene in soccorso, quale rara ed incurabile patologia affligga mister br. Il pubblico impiego è quello che ha visto maggiormente diminuire il suo potere di acquisto, e non solo ora che siamo in recessione, ma ancora prima, già dal passaggio lira- euro dimezzando pensioni e stipendi. Nonostante tutto i pubblici dipendenti, ma questo mister br lo ignora, non si vergognano affatto di dire ai propri figli del lavoro che fanno, anzi, ne sono orgogliosi. Forse si vergognano del fatto che a rappresentarli in parlamento e fuori vi siano certi “personaggi”! Forse si vergognano di dire che, nonostante abbiamo con sacrifici studiato per una vita, superato concorsi, sopportato trasferimenti e angherie per occupare quel posto, guadagnano un terzo di un tornitore della Ferrari!

    Mister br, certo che un Paese che sa produrre la Ferrari dovrebbe essere capace di produrre assistenza, sicurezza, istruzione e giustizia in maniera ugualmente straordinaria: noi ne siamo profondamente certi, altrimenti faremmo un altro mestiere! Invece lei insiste a fare il ministro! Vieppiù siamo convinti del fatto che se il pubblico impiego fosse messo nelle «giuste condizioni» produrrebbe in maniera altrettanto straordinaria a fronte di un salario che consenta un vivere dignitoso e che non sia, invece, un sussidio per la sopravvivenza! Bisogna trasformare un impiegato del catasto come un tornitore della Ferrari? E allora mister br dovrebbe sapere che se ciò non accade la colpa è esclusivamente di questa politica, di questo sindacato e di questa dirigenza: nessuno ha provveduto in questi anni ad aggiornare e a rendere più tecnologici ed efficaci luoghi come catasti, tribunali, scuole ed ospedali!

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