Italiano scomparso nella Repubblica Dominicana

Italiano-Repubblica Dominicana. Salvatore Minforte, originario di Bagheria in provincia di Palermo, sarebbe stato rapito dieci giorni fa a Boca Chica, località marittima della Repubblica Dominicana. Il cittadino italiano, 64 anni, non dà sue notizie dal 23 gennaio. Motivo per cui sono state fatte due denunce; una presenta da un amico dell’uomo e un’altra da familiari.

La moglie Antonina Fontana e la figlia Vania hanno raggiunto lo Stato caraibico, scoprendo che dall’abitazione di Salvatore mancano numerosi oggetti: il cellulare, l’auto, il portafogli, i bancomat e le carte di credito. Bancomat e carte di credito con sui sono stati fatti dei prelievi e dei pagamenti durante la notte della scomparsa nella zona di Boca Chica.

Napolitano: “Uscire da contrapposizioni”. Berlusconi: “Sono d’ accordo”

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita ufficiale a Bergamo, ha fatto accenno alla situazione politica attuale, e, pur ribadendo che non intende “interferire nella dialettica politica”, ha invece affermato di voler tutelare l’ unità nazionale “Che si esprime nel complesso delle istituzioni, le istituzioni sono il mio solo punto di riferimento”. Napolitano, comunque, auspica che per quel che riguarda il federalismo, in discussione alle Camere proprio in questi giorni, e le riforme “Si esca dalla spirale delle contrapposizioni”, e ritiene che ormai si sia a buon punto per tali riforme, grazie anche, ha spiegato, ad “Un clima di corretto e costruttivo confronto in sede istituzionale”.
Il capo dello Stato si è inoltre recato in visita alla redazione del quotidiano locale, “L’ eco di Bergamo”, e qui ha lanciato un appello affinchè anche l’ informazione sia “più responsabile, più pacata”, e non un’ “informazione gridata”, e a che venga dato il giusto spazio alle notizie di politica internazionale, e non solamente alla cronaca nera e giudiziaria. Napolitano si è anche rivolto ai giovani, ricordando come, dopo la seconda guerra mondiale e con la Cosituente, “Al di là di tutte le contrapposizioni politiche prevalse l’ impegno di una forte volontà a costruire condizioni migliori per il nostro paese”, e ha quindi aggiunto: “Date voi il vostro contributo perchè si ricrei questo clima nell’ interesse delle giovani generazioni”.

Berlusconi: spunta bonifico alla mamma di Noemi

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Spunta un bonifico di 20 mila euro da parte di Silvio Berlusconi ad Anna Palumbo, la madre di Noemi Letizia, la ragazza di Casoria che per prima chiamò “papi” il presidente del Consiglio, quando si presentò a sorpresa alla festa dei suoi 18 anni.

Il versamento, riportato oggi da alcuni quotidiani, risale allo scorso anno e proverrebbe da uno dei conti ufficiali del premier sui quali il suo fiduciario Giuseppe Spinelli ha la delega a operare. Conti da cui sarebbero arrivati i soldi avuti da Nicole Minetti, la consigliera regionale del Pdl che per volontà di Berlusconi prese in consegna Ruby nella notte tra il 27 e il 28 maggio, quando la ragazza su richiesta del premier venne rilasciata dalla Questura di Milano.

Sulla ricostruzione della vicenda, come riporta il Corriere della Sera, la Minetti ha detto ai magistrati: “Berlusconi mi disse: vai tu in Questura perché sei una persona per bene, sei incensurata, ti presenti bene”.

“Mubarak deve dare le dimissioni”

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Mubarak-dimissioni. “Si può avere veramente il cambiamento se Honsi Mubarak rimane in carica?”. È la domanda che si fa nell’editoriale odierno il Washington Post, per cui “il tentativo di Mubarak di rimane in carica fino a settembre, e quindi controllare le elezioni del suo successore, significherà giorni se non mesi di altre rivolte in Egitto”.

Il quotidiano non risparmia neanche il presidente statunitense Barack Obama definendo “ambigua” la sua risposta al discorso di Mubarak: “ha ribadito di aver chiesto una significativa, pacifica e immediata transizione ma non si è opposto al piano dell’uomo forte di rimanere in carica. Come Mubarak anche Obama non si è spinto troppo oltre”.

Riprendendo “stabilità e caos” citati dal presidente egiziano, il giornale Usa sottolinea che:

“In effetti la stabilità che lui propone, una continuazione per sette mesi del suo regime, molto probabilmente porterà al caos, impedirà la vera transizione democratica che i leader dell’opposizione e l’amministrazione Obama chiedono.

Nessuno potrebbe credere che Mubarak che ha per tre decenni favorito brogli elettorali ora potrebbe permettere elezioni corrette. Invece è più probabile che cercherebbe di manipolare il processo per rimanere al potere”.

Berlusconi: “Immunità? Non la escludo. Mubarak uomo saggio ed equilibrato”

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Berlusconi-immuità. “Non è sul tavolo come ipotesi ma non escludo che un domani, se qualcuno la evocherà, non ci possa essere”. È la risposta che Silvio Berlusconi ha dato in merito alla domanda sul ripristino dell’articolo 68 della Costituzione (come era prima della riforma), che prevedeva l’immunità parlamentare.

Interrogato sulla situazione in Egitto il premier ha detto: “Quello che noi ci auguriamo è che ci possa essere un passaggio ad un diverso regime che sia indolore per la popolazione e che possa portare presto ad una conferma democratica”.

Dossier sulla Boccassini, perquisizione al “Giornale”. Indagato membro del CSM

La sede romana del quotidiano “Il Giornale” e l’ abitazione della giornalista Anna Maria Greco sono state perquisite stamattina nell’ ambito di un‘ indagine che vede anche indagato per abuso d’ ufficio il consigliere “laico” della Lega al CSM, Matteo Brigandi, che avrebbe passato al quotidiano di Sallusti le carte di un vecchio dossier, poi archiviato, aperto negli anni Ottanta dal CSM a carico del procuratore aggiunto di Milano ed ex pm Ilda Boccassini. La Boccassini, infatti, è uno dei magistrati che sta conducendo l’ inchiesta relativa al “Ruby-gate” che vede coinvolto il premier: nell’ articolo, pubblicato qualche giorno fa dal “Giornale” con il titolo “La doppia morale di Boccassini”, si ricordava come il magistrato, nel 1982, fu “sorpresa in atteggiamenti amorosi” con un giornalista di “Lotta Continua”. In proposito, si affermava sempre nell’ articolo: “Davanti al CSM si difese come paladina della privacy. E fu assolta. Ora fruga nelle feste di Arcore, ma allora parlò di “tutela della sfera personale”.

Dura la reazione del quotidiano, che, in una nota, considera le perquisizioni “Un nuovo tentativo di mettere il bavaglio alla libertà di informazione e al Giornale in particolare dopo le perquisizioni di pochi mesi fa al direttore, Alessandro Sallusti, al vicedirettore, Nicola Porro, e alla redazione milanese del quotidiano per l’ affaire Marcegaglia”. Il direttore Sallusti se la prende con quella che definisce “la casta dei magistrati” , che, accusa, “per l’ ennesima volta mostra il suo volto violento e illiberale”. Anche il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi, ha difeso i colleghi del “Giornale”, dichiarando: “Nello scontro politica-magistratura non possono essere chiamati a pagare i giornalisti se danno notizie, ancorchè su di esse e sulla loro valenza in termini di carattere pubblico, ciascuno possa avere opinioni diverse”.

Foto nuovi rifiuti a Napoli

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Torna l’incubo rifiuti a Napoli. Incubo che si concentra per lo più nelle zone periferiche di Caivano, Acerra e Chiaiano, la cui saturazione della discarica è, secondo l’assessore all’Igiene urbana della città Paolo Giacomelli, all’origine del nuovo accumulo di rifiuti. Il sito dovrebbe chiudere tra due mesi, anche se come spiega Giacomelli anche l’impianto di Caivano mostra “della difficoltà di evacuazione della frazione umida e secca”.

Secondo l’assessore sugli accumuli di spazzatura, che sono misurabili in 900 tonnellate, vanno a incidere le chiusure domenicali di alcuni impianti di trattamento.

Sono dispiaciuto – continua Giacomelli – per le aree periferiche della zona orientale della città che stanno subendo le conseguenze negative di questa situazione. Nello stesso tempo siamo fiduciosi per le decisioni che adotterà la Provincia”.

Berlusconi-Gheddafi: nel 2009 il premier svenne aspettando il leader libico

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Berlusconi-Gheddafi. Secondo un cablaggio di Wikileaks il presidente del Consiglio avrebbe ricorso a due iniezioni di cortisone per il ricevere il colonnello libico nel giugno 2009.

Per il famoso sito internet il premier “quasi svenne” all’aeroporto di Ciampino mentre attendeva il leader della Libia, che nei giorni precedenti alla visita minacciò di annullarla. Minaccia che costrinse Berlusconi “a due iniezioni di cortisone” per accoglierlo.

E’ quanto si apprende nel resoconto del viaggio a Roma del leader libico dell’ambasciatore italiano a Tripoli, Francesco Trupiano, all’ambasciatore americano e quelli europei.

Le opposizioni bocciano la proposta di accordo del premier. Berlusconi: “Irresponsabili”

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Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in una lettera inviata al Corriere del Sera, aveva oggi lanciato la proposta di un accordo con le opposizioni per affrontare principalmente i temi economici e fare insieme “un piano per le crescita”, ma le opposizioni hanno bocciato compattamente tale proposta. Il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, spiega: “Noi nel ruolo che abbiamo siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità,. ma lui deve fare un passo indietro e togliere dall’ imbarazzo se stesso e il Paese”. Dello stesso tenore anche le parole del vicesegretario del PD, Enrico Letta, che afferma: “Ora il confronto sulle riforme noi lo vogliamo ma o con un nuovo premier di centrodestra, oppure con Berlusconi ma in campagna elettorale”.
Anche il Terzo Polo chiude il dialogo, con Pierferdinando Casini dell’ UDC che dichiara: “Chi sta al governo fa, non scrive sui giornali”, mentre Francesco Rutelli dell’ API definisce la proposta del premier “un inganno” e per Adolfo Urso, di Fli, il Cavaliere è “poco credibile e molto confuso”. Della stessa opinione anche l’ IDV, mentre, per  Nichi Vendola, l’ accordo proposto dal premier “è patetico e tardivo”.

Primarie centrosinistra a Cagliari: “Ho votato due volte”

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Primarie centrosinistra per il sindaco di Cagliari. “Due voti in due seggi diversi: il primo in via Rossini, il secondo, un’ora dopo, in via Lione. Nonostante i controlli, esprimere due preferenze alle primarie del centrosinistra è stato possibile”. E’ la denuncia di Francesco Fuggetta, un giornalista del quotidiano L’Unione sarda che scrive:

Via Rossini, ore 10.30: in un seggio ancora poco frequentato presento la carta d’identità, e la scrutatrice cerca il mio cognome nella lista. Eccolo lì, posso votare. Su un tavolino, traccio la X sul mio candidato. Un euro, una ricevuta, una firma, e il mio voto va nell’urna. Mi avvio verso via Castiglione, e aspetto in fila il mio turno. Lì, però, il mio nome non è in lista

Ho fatto la fila per un quarto d’ora”, dice il giornalista agli scrutatori e domanda : “Posso votare qui ugualmente?”.

Proteste Egitto: Mubarak “chiama” le opposizioni. Manifestazioni antigovernative in tutto il paese

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Proteste Egitto Mubarak. Da poco più di una mezz’ora centinaia di persone stanno protestando ad Alessandria, Suez e Porto Said per chiedere le dimissioni del presidente Hosni Mubarak.

In queste città molti negozi sono chiusi per aderire allo sciopero indetto dalle opposizioni. Opposizioni che secondo il giornale governativo al Ahram, stanno per essere contattate dal primo ministro Ahmed Shafik per volere dello stesso Mubarak, che questa mattina ha nominato il nuovo capo dei servizi segreti.

Agonia di una democrazia a sesso unico

A proposito di donne in piazza, e a proposito del momento di riflessione che coglie buona parte della società civile, colpevolmente troppo tardi e in base a notizie di stampa che raccontano il non ritorno di un paese malato, pubblichiamo il comunicato dell’Udi, l’Unione donne in Italia. Fin da principio, d’accordo o meno, dà il senso della situazione di un’opinione pubblica che non può più non interrogarsi. E di cambiamenti che non è più possibile posticipare. Perché in fondo l’Italia è anche altro, e può esserlo – non smettiamo di crederlo – ancora.

“In questo momento dovremmo, forse, al di là degli appelli, avere uno sguardo più ampio perché lo spettacolo a cui stiamo assistendo è un’agonia”.

Guerra civile in Egitto, FOTO: esercito in strada, almeno 20 morti

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Continua a divampare in Egitto la protesta contro il presidente Mubarak, e, nonostante l’ intervento dell’ esercito, i dimostranti continuano ad occupare strade e piazze delle principali città, e, secondo quanto avrebbe riferito la tv di stato, avrebbero assaltato il ministero degli Esteri. La stessa tv di stato ha annunciato l’ inizio del coprifuoco, che sarà in vigore fino alle 8 di domani mattina, ed è stato esteso a tutto il Paese. Ci sarebbero inoltre almeno una ventina di vittime, mentre i feriti sarebbero oltre mille, e 400 persone sarebbero state tratte in arresto.

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Il presidente Husni Mubarak dovrebbe tenere un discorso alla nazione. I manifestanti, comunque, sembrano per ora ignorare il coprifuoco, sia al Cairo, dove hanno assaltato anche la sede della televisione nazionale,sia a Suez, dove alcuni sarebbero saliti sui blindati dell’ esercito, e questi avrebbero risposto aprendo il fuoco. L’ opposizione ha ribattezzato le manifestazioni di oggi “il venerdì della collera“, e un corrispondente della tivù di stato ha riportato che “la manifestazione non è guidata da alcun esponente politico e animata in maggioranza da giovani fra i diciotto e i trent’ anni”.

Rifiuti Campania: indagato anche ex presidente Bassolino

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Rifiuti Campania. C’è anche l’ex presidente della Regione Antonio Bassolino fra le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sui reati ambientali, legati allo smaltimento dei rifiuti in Campania.

Con lui sono finiti sul registro degli indagati altre 35 persone, fra cui l’ex assessore regionale Luigi Nocera e l’ex capo della segreteria politica Gianfranco Nappi. 14 sono stati gli arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) e della Guardia di finanza, tra cui l’ex prefetto Corrado Catenacci e l’ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione civile, Marta Di Gennaro. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali.

L’operazione rientra nell’ambito delle indagini per reati ambientali eseguita in varie zone d’Italia. Sono stati sequestri documenti in alcune sedi istituzionali, come la Prefettura di Napoli, la Regione Campania ma anche la Protezione civile di Roma e in sedi di aziende di rilevanza nazionale.